Zuckerberg accusa Trump per la rivolta di Capitol Hill

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Tutti ricordiamo la rivolta a Capitol Hill, quando un gruppo di fan fanatici di Trump ha fatto irruzione al Senato. Ha fatto iniziare il 2021 con il botto: insomma, il Presidente degli Stati Uniti d’America che scatena una rivoluzione e che poi viene bloccato sui vari social network da Mark Zuckerberg e non solo, non capita di certo tutti i giorni. Dopo quell’evento, comunque, le posizioni dei vari social si sono viste: no alle fake news e all’odio online.

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Fonte: twitter

Dopo che Donald Trump, insieme a molti suoi fans, è stato bannato da Twitter, i suoi fan si sono spostati su Parler che, poco dopo, è stato abbandonato da chi gli offriva un server per poi tornare nuovamente in pista dopo un mese di stop. «Parlare liberamente e esprimersi apertamente, senza paura di essere “impoverito” per le vostre opinioni. Impegnarsi con persone reali, non bot. Parler è focalizzato sulle persone e sulla privacy, e ti dà gli strumenti necessari per curare la tua esperienza Parler» è alla base del social, ma questo significa che l’odio è consentito?

In ogni caso, dopo i vari blocchi, Donald Trump ha anche deciso di creare un suo social network, proprio di recente, in modo da dettare le proprie regole e non farsi bloccare da nessuno. Un social libero dove poter fare una propaganda piena di fake news in santa pace. Non si sa molto su questo social, né se avrà successo e se si potrà iscrivere solo chi apprezza Donald Trump o se sarà aperto a tutti, ma ce lo chiederemo quando sarà possibile iscriversi. Passiamo comunque alle parole di Mark Zuckerberg nei confronti di Donald Trump.

Mark Zuckerberg vs Donald Trump

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Fonte: twitter

L’attacco al Campidoglio ha sconvolto tante persone, alcuni hanno perso la vita, in molti sono finiti in carcere, qualcuno ne è uscito vincente e altri no, qualcuno è stato persino tradito dalla propria famiglia, tuttavia quello che si cerca di capire è: il social network di Mark Zuckerberg ha avuto delle responsabilità nell’attacco? Secondo il CEO di Facebook, non è così:

«Sono convinto che l’ex presidente debba essere considerato responsabile per le sue parole, mentre coloro che hanno infranto la legge debbano essere considerati responsabili delle loro azioni»

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Fonte: twitter

Queste le parole che ha scritto in una dichiarazione d’apertura che si distacca leggermente da quello che Zuckerberg e Facebook avevano affermato dopo le giornate successive alle proteste, ovvero che i discorso d’odio fossero stati propagati dai social che non sono trasparenti tanto quanto Facebook. Il CEO ha detto che il social ha fatto la sua «parte per garantire l’integrità delle elezioni, e poi il 6 gennaio il presidente Trump ha tenuto un discorso respingendo i risultati e chiedendo alle persone di combattere».

«L’attacco al Campidoglio è stato un oltraggio e voglio esprimere la mia solidarietà a tutti i membri, il personale e gli operai del Campidoglio che hanno dovuto vivere questo vergognoso momento della nostra storia, e voglio esprimere la mia gratitudine alla Polizia del Campidoglio, che erano in prima linea in difesa della nostra democrazia», ha detto. In più, a Zuckerberg è stato anche chiesto perché non ammettesse che il social «abbia avuto un ruolo nella pianificazione e nell’esecution dell’attacco a Capitol Hill».

«Penso che la responsabilità sia in seno alle persone che hanno compiuto azioni che hanno infranto la legge e che hanno dato vita all’insurrezione. In secondo piano, anche alle persone che hanno diffuso quel genere di contenuti, incluso il presidente, ma anche altri, con una retorica continuativa che sostiene come le elezioni siano state manipolate e che incoraggia le persone a organizzarsi [a combattere]»

Ha risposto lui. Tuttavia, non si può negare che all’interno del social esistano dei gruppi estremisti e xenofobi che, probabilmente, abbiamo contribuito al reclutamento o alla pianificazione della rivolta a Capitol, sebbene inizialmente si pensasse che il social network più colpevole fosse Parler. Zuckerberg ha comunque dovuto ammettere che «certi contenuti fossero presenti nei nostri servizi».

Voi cosa ne pensate? Mark Zuckerberg ha una qualche colpa nell’attacco a Capitol? Avrebbe dovuto gestire meglio il suo social o è solo colpa di Donald Trump e dei suoi sostenitori?

Autore

  • Giulia, 22 anni, blogger. Amo scrivere, leggere, guardare serie tv e anime, i gatti e seguire le giuste polemiche. Instagram: @murderskitty

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