Profili LGBT in “pausa” da Instagram: la protesta degli attivisti

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Nelle ultime settimane molti attivisti LGBT che provano a portare uguaglianza, diritti e amore sul social di Instagram sono stati silenziati, bannati o shadowbannati, sebbene non abbiamo violato mai alcuna regola del social. Al contrario, coloro che sono contro l’uguaglianza dei diritti umani e civili possono ancora esprimere la loro “opinione” liberamente, sebbene questa opinione manchi di rispetto a tantissime persone. Così, la comunità LGBT, e non solo coloro che si sono trovati shadowbannati, ha deciso di fare una pseudo-protesta contro Instagram.

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Fonte: Pinterest

Perché una pseudo-protesta? Perché non possiamo chiamarla propriamente protesta, poiché non scendono in piazza e avviene tutto online, ma ho deciso di descriverla comunque in questo modo poiché ha l’intento di colpire il social e tutte le persone che fanno finta di niente davanti a questa censura. Sì, ho utilizzato proprio il termine censura, visto che questa (e non quella di Pio e Amedeo che hanno potuto dire fr*cio e ne*ro in diretta nazionale) lo è: delle persone vengono private del diritto di scrivere: questa è discriminazione, e voi vi preoccupate che non si possano dire degli insulti (perché, spoiler: sono degli insulti).

Per questo motivo moltǝ attivistǝ hanno preso la decisione di stare in silenzio, ma di stare in silenzio lanciando un messaggio: «non volete vedere i nostri post? Benissimo, non vedrete neanche noi». Sicuramente voi penserete che questo è l’obiettivo degli omofobi e dei razzisti: non vedere più LGBT. Certo, ma di sicuro non è l’obiettivo di Instagram, che rischia di essere additato come omofobo e perderebbe (e perde tutt’oggi) degli utenti preziosi che portavano ogni giorno tanti contenuti che ottenevano altrettanti feedback e, soprattutto, molti pagavano anche per le pubblicità, contribuendo alle entrate del social.

Prima di raccontarvi dell’iniziativa #ciaociaoinstagram, vorrei sottolineare quanto questo sia imbarazzante, proprio perché giugno è il mese del Pride e, come sottolinea Elia Bonci, «le voci di molte attiviste e molti attivisti sono fondamentali per dare una narrazione diversa della comunità LGBTQ+ e delle oppressioni subite». Quello che serve è che Instagram cominci a fare degli opportuni controlli sulle segnalazioni, e che non decida di bannare solo perché ci sono tante segnalazioni.

#ciaociaoinstagram: la protesta online degli attivisti LGBT

Fede Rippi, Benedetta Lozito, Eugenia Laura Raffaella, Eloisa, sono solo alcuni degli account che portano contenuti LGBT (e sia chiaro, contenuti a scopo di informazione e sensibilizzazione, niente di estremo) che ogni giorno devono sopportare alcune limitazioni come storie che non escono tra le prime nella home dei followers, oppure difficoltà a trovare il profilo tramite la ricerca, oppure oscuramenti dei post, che non vengono visti dalle persone che vorrebbero. Insomma, uno shadow ban.

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Fonte: Pinterest

Elia Bonci proprio ieri ha scritto sul suo profilo Instagram: «Da qualche giorno i profili di alcun* attivist* sono stati presi di mira da alcuni gruppi haters. Sembrerebbe che, tramite dei gruppi telegram, si stiano organizzando delle segnalazioni di massa verso profili che parlano di razzismo, transfobia, femminismo etc. L’unica cosa che possiamo fare è dare massimo supporto a questi account, condividendo i loro profili, mettendo like e seguendo i loro profili di riserva che trovate taggati qua sotto».

«Non si può più dire niente, certo, a meno che tu non sia in una posizione di privilegio. A quanto pare questo attacco sembrerebbe aver colpito solamente componenti della coming lgbt+ o attivisti che si occupano di tematiche calde e scottanti. Forse qualcuno ci vuole tappare la bocca senza aver messo in conto che siamo una grande rete», scrive ancora, ottenendo la solidarietà delle persone che rispettano i diritti civili di tutte le persone a prescindere da sesso, genere e orientamento sessuale nei commenti.

L’hashtag e l’iniziativa #ciaociaoinstagram è stata lanciata da Irene Facheris, su Instagram conosciuta come cimdrp: «In questi casi, purtroppo, le piattaforme vanno toccate dove interessa loro» e così l’attivista ha deciso di disattivare il suo profilo Instagram per le giornate di oggi e domani, ma questa potrebbe essere solo il primo di tanti weekend, finché il social non la smetterà di dare retta alle shitstorm di gruppi Telegram che si limitano a segnalare solo perché delle persone non la pensano come loro (i contenuti in genere sono quelli sulla violenza contro le donne, sulla comunità LGBT o sulle persone migranti.

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Oggi, quindi, potrà capitare di non vedere più e di non riuscire ad aprire i profili instagram di alcunǝ attivistǝ LGBT, ma non preoccupatevi, lunedì torneranno più forti di prima e, speriamo per sempre. Perché ognuno deve essere libero di dire la propria opinione, rispettando gli altri e senza offendere alcuna comunità. Il razzismo, l’omofobia o il maschilismo non sono delle opinioni, sono solo ignoranza.

Autore

  • Giulia, 22 anni, blogger. Amo scrivere, leggere, guardare serie tv e anime, i gatti e seguire le giuste polemiche. Instagram: @murderskitty

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