Slovacchia: 19enne di estrema destra uccide due ragazzi gay e si suicida

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Un 19enne di estrema destra ha ucciso due ragazzi omosessuali in Slovacchia, e poi si è tolto la vita. Figlio di un membro di spicco del partito di estrema destra Vlast, Juraj Krajcik, definito un “adolescente radicalizzato“, è stato trovato morto stamattina nella capitale slovacca, dopo aver sparato due ragazzi, uccidendoli, e ferendo una donna, fuori dal locale LGBTQ di Bratislava. Era già noto alle forze dell’ordine per aver postato sui social dei post antisemiti e omofobi.

Juraj Krajcik-assassino-lgbt
Juraj Krajcik

Non facevano niente di male quei ragazzi, nessuna di quelle persone presenti che adesso dovranno convivere con il ricordo della morte accanto. Quest’omicidio si sarebbe potuto evitare? Certo, se gli adulti cominciassero a crescere tutti i propri figli con amore e rispetto, insegnando loro a essere gentili senza fare alcuna discriminazione, a non sentirsi superiori a qualcuno solo per il colore della pelle, per una cittadinanza, per la religione o per chi si ama. Se un genitore non avesse insegnato a un figlio a odiare, oggi altri genitori non starebbero piacendo i propri.

Quando in Italia si boccia un DDL Zan, e lo si fa per la “libertà di pensiero e di opinione“, ricordate che l’odio non è un’opinione. Che chiamare frxcio un adolescente che ha deciso di mettere lo smalto rosa sulle unghie, non è un vostro diritto. Che insultare online delle persone solo in quanto LGBT, non è un vostro diritto. Che quando dite che “la Costituzione già protegge i cittadini LGBT e le minoranze“, non è vero, e basti pensare a Cloe Bianco. Che quando uno di loro si suicida proprio a causa di quell’omofobia, voi siete colpevoli e avere le mani sporche del loro sangue.

Questa storia ci insegna che tutti gli estremismi sono sbagliati, ma anche che se un ragazzo di estrema destra figlio di un esponente di estrema destra uccide dei ragazzi LGBT davanti a un locale LGBT, dei genitori hanno fallito nel trasmettere amore e rispetto al proprio figlio. E adesso anche loro sono colpevoli per non averlo educato ad amare, bensì ad odiare. E soprattutto, il padre è colpevole per non aver portato il figlio da uno psicologo o uno psichiatra anche quando esortato dai docenti. Psicologo o psichiatra che avrebbe potuto aiutarlo più di lui.

Slovacchia: la storia di come Juraj Krajcik ha ucciso due persone

Sul quotidiano slovacco Denník N leggiamo con molta attenzione la ricostruzione di quel che è successo qualche giorno fa, quando Juraj Krajcik, di solo 19 anni, ha preso l’arma del padre e ha tolto la vita a due ragazzi. «Hey, ci vediamo dall’altra parte», ha scritto poco prima di mezzanotte sui social, dicendo persino che «nel caso in cui sopravvivessi il primo giorno, non voglio che i miei altri bersagli sappiano che sono sulla lista». Fra gli obiettivi, tra l’altro, c’era anche il primo ministro Eduard Heger, tant’è che l’assassino ha scattato una foto davanti al condominio in cui vive.

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Juraj Krajcik

In una conferenza stampa, il primo ministro ha condannato la sparatoria e ha chiesto la fine di gesti di odio come questo. Alla domanda se temesse per la sua vita, ha detto di no. «Non sono preoccupato perché mi rendo conto in che momento difficile stiamo vivendo», ha detto. Sui social ha poi scritto di ritenere «inaccettabile» il fatto che in un «Paese libero e democratico» le persone LGBTQ non abbiano ancora «il diritto di vivere liberamente». «Nessuna forma di supremazia bianca, razzismo ed estremismo contro le comunità, inclusa quella LGBTQ, può essere tollerato. Combatteremo i canali di disinformazione che diffondono odio e proteggeremo le minoranze».

Secondo il quotidiano, Juraj Krajcik dopo aver ucciso i due ragazzi è tornato a casa dai genitori e ha scambiato un’arma con un’altra. Ha litigato con entrambi e ha anche scritto una lettera d’addio. Ha poi lasciato la casa con la pistola di suo padre. I genitori non hanno chiamato la polizia. Ha vagato per Kramár e poi poco dopo mezzanotte ha pubblicato su Twitter il suo manifesto e su 4chan ha pubblicato le foto da Bratislava. Degli utenti gli hanno detto di farsi un selfie con una scarpa in testa se fosse stato davvero sui a uccidere i due, e lui non ha esitato.

Nei commenti, ha inoltre scritto che non è dispiaciuto per gli omosessuali assassinati, ma è triste per la sua famiglia. I post sulla pagina 4chan sono scomparsi durante la notte, in mattinata è stato disattivato anche l’account Twitter. Secondo i suoi educatori, Juraj Krajcik era un ragazzo intelligente ma insensibile e fastidioso, tanto da non riuscire ad avere amici di lunga durata. Gli insegnanti hanno anche detto di aver consigliato al padre di far andare il figlio da uno psicologo o psichiatra, ma lui si è rifiutato perché lo considerava una vergogna.

«I suoi compagni di classe lo evitavano, non volevano parlargli, non poteva andare d’accordo con loro perché non li trattava in modo appropriato», «come se non avesse inibizioni, diceva qualsiasi cosa ai suoi compagni di classe. Era sbilanciato. Poteva piangere e improvvisamente arrabbiarsi, furioso», dicono due sue insegnanti. Tuttavia, aggiungono di non aver «notato alcuna sua espressione negativa, nessuna influenza sugli altri alunni, e non ha espresso le sue opinioni radicali e piene d’odio durante le lezioni».

I suoi idoli, scritti in un manifesto in lingua inglese di 65 pagine pubblicato su Twitter ore dopo l’attacco, erano tutti personaggi e assassini di estrema destra, in particolare apprezzata Brenton Tarrant, che attaccò le moschee in Nuova Zelanda, e John Earnest, che ha attaccato una sinagoga negli Stati Uniti. Era fan di Donald Trump e sosteneva diversi movimenti di estrema destra. Odiava l’Islam. Juraj Krajcik dice anche di aver trovato il coraggio di uccidere dopo che il 18enne Payton Gendron ha ucciso dieci persone a Buffalo, a maggio di quest’anno.

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Post di Juraj Krajcik

«Il suo live streaming mi ha dato una nuova ispirazione, un nuovo slancio per fare ciò che deve essere fatto dopo anni di procrastinazione. E in Gendron ho visto me stesso: un giovane con tutta la vita davanti a sé, che decide di lottare per qualcosa di più grande di lui, per il quale crede», scrive nel manifesto. Riteneva, in più, che le persone morte ad Auschwitz meritassero di morire, e infatti fra i suoi eroi c’erano anche Anders Breivik, che uccise 77 persone nel 2011, e Adolf Eichmann, organizzatore nazista dell’Olocausto e dei centri di concentramento.

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