Volontaria Arcigay Cassero candidata con l’estrema destra di Adinolfi e Di Stefano

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Il blog di attualità, informazione e cultura gay Gayburg, ha fatto presente che il partito di estrema destra di Adinolfi (Popolo della Famiglia) e di Di Stefano (ex Casa Pound), Alternativa per l’Italia, ha candidato Carlotta Toschi, che fino alla scorsa settimana collaborava con Il Cassero, un “circolo politico LGBTI+ antifascista e transfemminista”, quindi tutti valori che sono in contrasto con il partito scelto dall’avvocatessa, e per questo hanno deciso di allontanarla. E Adinolfi ha capito che è stata licenziata (spoiler: non puoi essere licenziato dal volontariato).

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Cosa possiamo dire di Mario Adinolfi? Omofobo, sessista, misogino, anti-abortista, colui che ritiene «che l’essere femminile è pieno di grazia, non può concepire un orrore chiamato aborto, è al mondo per dare la vita e non per toglierla», può divenire peggiore solo se unito al personaggio di Simone Di Stefano, leader storico di CasaPound che ha abbandonato solo per fondare il partito “Exit”, movimento no-Green Pass e no-vax. Insieme, si sono uniti per Alternativa per l’Italia. E parliamone.

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In un articolo del mese scorso de La Repubblica leggiamo che «Adinolfi, in una recente intervista a Luca Telese, spiegava di essere per la cancellazione “con il Napalm” della legge 194 e del diritto all’aborto. Per poi passare anche al divieto del divorzio, pur essendo separato (come l’ex tartarugo Di Stefano)», insomma, è letteralmente il partito dei no, no ai diritti, no al progresso, no alla libertà. Quando gli viene fatto notare che lui è divorziato, dice che è proprio quest’esperienza a fargli avere quest’idea. «Proprio perché ho una mia esperienza di vita posso dirlo», ha commentato.

Nel loro programma elettorale troviamo al primo posto il «sostegno diretto alla natalità con il Reddito di Maternità», peccato che le donne e le coppie in generale non ritengano appropriato avere dei figli perché siamo in crisi, perché in Italia abbiamo stipendi miseri (unico Paese in Europa in cui è diminuito e non aumentato) e crescere un figlio non è una passeggiata. Al terzo punto invece abbiamo qualcosa di divertente: «libertà educativa per scuole e università contro l’imposizione del pensiero unico e dell’ideologia gender». Quindi non sarà più obbligatorio studiare una sola religione, ovvero quella cristiana? D’altronde, siamo uno stato laico.

L’avvocatessa Carlotta Toschi: dalla difesa dei diritti LGBT a un partito di estrema destra, con Adinolfi e Di Stefano

La notizia è stata data da Gayburg due giorni fa, ed è iniziato una sorta di dissing fra il blog e Adinolfi. Quello che fa stupire è come l’avvocatessa Toschi sia passata dal difendere i diritti delle persone LGBT tramite il gruppo legale del Cassero di Bologna, storica associazione LGBT contro cui lo stesso Adinolfi ha più volte speso parole non gradevoli, a candidarsi con un partito di estrema destra che non prende minimamente in considerazione l’identità delle persone LGBT, ma l’annulla addirittura.

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In poco tempo comunque la notizia arriva anche al Cassero, che dicono di essere rimasti molto sorpresi, in quanto «candidarsi con una lista appoggiata da Adinolfi (Popolo della Famiglia) e da Di Stefano (Casapound) significa infatti abbracciare posizioni politiche che negano non solo le nostre battaglie ma le nostre esistenze. Fatta presente la nostra posizione, Toschi, avvocata penalista di grande professionalità, ha proposto di autosospendersi fino alle elezioni ma, data la gravità della situazione, abbiamo scelto di interrompere definitivamente la nostra collaborazione». Collaborazione come volontaria, quindi nessun licenziamento.

L’associazione poi sottolinea che «come circolo politico LGBTI+ antifascista e transfemminista e come centro che eroga servizi di supporto alla comunità sul territorio, non tolleriamo qualunque forma di fascismo, razzismo, abilismo, omolesbobitransfobia, misoginia, grassofobia. I valori di Alternativa per l’Italia sono in aperta antitesi con tutto questo». Evidentemente ad Adinolfi non è piaciuto questo commento e chiaramente ha cercato il modo per screditare, ancora una volta, la comunità LGBT: «il circolo gay del Cassero caccia Carlotta Toschi in un comunicato in cui riconosce la sua “grande professionalità” da avvocato penalista. La cacciano perché scoprono che si candida con noi di APLI. Se io avessi licenziato il mio avvocato perché gay chiamavano la polizia», scrive su Twitter.

Come funziona il volontariato? Se tu sostieni una determinata associazione, ideologia, pensiero, puoi scegliere di dare una mano. Questo faceva l’avvocatessa Toschi. Non era assunta, non lavorava, non veniva pagata. Nel momento in cui ti allontani in maniera esponenziale da un determinato pensiero, addirittura schierandoti con chi fa di tutto per privare delle persone di diritti fondamentali, è normale smettere anche di essere una volontaria di chi lotta per quegli stessi diritti.

Tra l’altro, vogliamo anche sottolineare il più lungo post che ha fatto Adinolfi su Facebook: non chiama Carlotta Toschi al femminile, o meglio non lo fa nel momento in cui parla di lei come professionista. La descrive come “un giovane avvocato penalista di grande professionalità”, come un “avvocato” e addirittura dice che “se noi avessimo licenziato il nostro avvocato perché gay Mentana avrebbe urlato alla discriminazione omofoba e fascista”. Beh, è un po’ diverso. L’avvocata Toschi non è stata allontanata perché etero, ma perché schierata con un partito omofobo e fascista, valori completamente lontani dai loro.

Purtroppo, però, chi non ha mai conosciuto la discriminazione per chi è e per chi ama, questo non potrà mai comprenderlo. Ripetiamolo tutti insieme: essere omofobi non è un’opinione. È odio e cattiveria verso degli esseri umani.

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