J.K. Rowling ha fondato un centro antiviolenza… ma le donne trans non sono le benvenute

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Sorprendersi di J.K. Rowling che apre un centro anti-violenza escludendo però le donne trans è come sorprendersi di un leghista che chiama scimmie urlatrici i tifosi marocchini nonostante il proprio leader sia stato il primo a urlare in maniera esasperata quando l’Italia giocava agli Europei. Non ti stupisce, perché ormai ci sei abituato, e infatti la mamma di Harry Potter non è nuova a dichiarazioni transfobiche, tant’è che non prova neanche a evitare le polemiche a riguardo.

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A essere onesti, della mamma di Harry Potter e della sua ideologia transfobica abbiamo parlato innumerevoli volte, questo perché fa sempre parlare di sé in qualche modo, e purtroppo raramente in modo positivo. Più che altro, se c’è una cosa che ci rammarica molto, è che il 2022 non è un anno semplice per le persone transgender. Con le leggi negli USA, con la Polonia e l’Ungheria che fanno finta che non esistano, con l’Inghilterra che si dice LGBT safe, ma poi ritiene plausibile non includere dal divieto di terapie di conversione anche le persone trans. Con le persone trans che avranno difficoltà a votare alle elezioni in Italia…

E J.K. Rowling sicuramente non contribuisce a far cambiar questa situazione. Qualche mese fa si è persino beccata una risposta da Wonder Woman, ovvero da Lynda Carter, che ha risposto alla sua provocazione in cui condivideva un articolo in cui si leggeva che la polizia scozzese «registrerà gli stupri commessi da criminali con genitali maschili come commessi da una donna se l’aggressore “si identifica come una donna». La Rowling, condividendo quell’articolo, aveva citato il capolavoro di George Orwell, 1984, scrivendo: «La Guerra è Pace. La Libertà è Schiavitù. L’Ignoranza è Forza. L’Individuo munito di pene che ti ha violentata è una donna».

Lynda Carter, che non si è diretta alla Rowling ma il tempismo parla chiaro, scrisse un tweet: «Non devi essere trans* per capire l’importanza di rispettare le persone transessuali e affermare la loro identitàLa vita è solo troppo breve. Non posso immaginare quale sia il senso di usare la propria fama per screditare gli altri». Dopo questa polemica, si è parlato nuovamente di J.K. Rowling e della sua posizione contro le persone transgender per un intervento di Emma Watson, che ha semplicemente sottolineato di rappresentare tutte le streghe“. Adesso qualcuno del cast interverrà ulteriormente?

J.K. Rowling e il centro antiviolenza transfobico

È lodevole che J.K. Rowling abbia deciso di aprire un centro antiviolenza, d’altronde da sempre si definisce una femminista. Peccato, però, che per essere femminista devi tutelare tutte le donne, incluse quelle trans, altrimenti diventi una terf. E J.K. Rowling, è evidente ormai, lo è. Il centro è dedicato alle vittime di stupri e violenze sessuali, ed è stato aperto a Edimburgo, città dove un centro simile, Rape Crisis, esiste già ed è anche una delle sedi della rete di centri più attiva nel Paese. Quindi perché aprirne un altro?

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Ovviamente perché i Rape Crisis sono inclusivi e includono fra le vittime di violenze anche le donne trans, e ultimamente hanno anche aperto un progetto per contrastare la transfobia. Quindi, la transfobica J.K. Rowling, doveva obbligatoriamente far qualcosa, e perché non aprire un nuovo centro, chiamarlo Beira’s Place e destinarlo solo alle vittime cisgender? In un’intervista con la giornalista Suzanne Moore, altrettanto transfobica (ha descritto il Rape Crisis come un luogo «alquanto controverso», criticano la sede antiviolenza molto aspramente.

Nello specifico, dicono che la posizione di Rape Crisis sarebbe questa: «i sopravvissuti potrebbero aver bisogno di essere rieducati sui diritti dei trans come parte del recupero dal trauma». Già negli ultimi mesi Rape Crisis è stata attaccato online, e questo ha avuto come conseguenza un calo di richieste d’aiuto da parte delle vittime, spaventate dall’ulteriore violenza che circonda il centro. Nello staff del centro antiviolenza, tra l’altro, ci sono anche donne trans.

La direzione del circolo ha risposto agli attacchi con un post sui social: «Vogliamo che tu sappia che ogni parte di te è benvenuta qui. In un mondo con pregiudizi trans, sappiamo che molti di voi non sono sicuri e in grado di esprimere il proprio genere come si vorrebbe. Qualunque sia la tua espressione di genere e comunque ti presenti, non ti verrà mai chiesto di rivelare la tua storia di genere o di giustificare il tuo diritto al nostro supporto. Siamo qui per voi».

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Riguardo il Beira’s Place, J.K. Rowling lo descrive come «servizio per sole donne. […] Molte donne sottoposte alla violenza maschile si sentono più sicure e se la passano meglio negli spazi per sole donne e desiderano avere sessioni di supporto solo con donne, e noi esistiamo per soddisfare questa esigenza. Crediamo che le donne meritino di avere la certezza che, utilizzando i nostri servizi, non incontreranno nessuno di sesso maschile». «Laddove appropriato, indirizzeremo uomini o individui che si identificano come donne trans ad altri servizi appropriati nell’area».

Disappointed, but not surprised.

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