F1, SPECIALE NATALE: 3 curiosità sulla Formula 1 da poter raccontare al cenone della vigilia

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La Formula 1 si tinge di rosso, ma non per la Ferrari: Natale si avvicina, e vogliamo festeggiarlo raccontandovi un paio di curiosità riguardo alla categoria regina sotto il periodo natalizio!

3 curiosità sulla Formula 1 da raccontare al cenone della vigilia

I piloti nati a Natale

Ad essere nati il 25 dicembre e ad aver corso nella massima categoria sono in due: il primo ha un cognome che spicca nella storia di questo sport (e che ahimè continua a far discutere), mentre il secondo detiene un primato che sarà difficile veder eguagliato nei prossimi anni.

Wilson Fittipaldi – fratello del due volte campione del mondo – nasce a San Paolo il giorno di Natale del 1943 ed esordisce in F1 nel 1972 con la Brabham, rimanendone alla guida anche per la stagione successiva. Dopo un anno di pausa ritorna nel Circus con la Copersucar, scuderia da lui stesso fondata. In realtà la sua carriera non è costellata dagli stessi successi ottenuti dal fratello, con un quinto posto al GP di Germania del 1973 come miglior piazzamento.

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Fonte: Getty Images

L’italiano Giancarlo Baghetti, classe 1934, fece il suo esordio nella categoria regina nel 1961, al volante di una vettura messagli a disposizione dalla FISA in occasione del GP di Siracusa, salendo sul gradino più alto del podio. Ma la vittoria per cui ancora oggi viene ricordato è un’altra: in quello stesso anno Baghetti corse il 2 luglio la sua prima gara valida per il Campionato, il GP di Francia, uscendone ancora una volta vittorioso alla guida di una Ferrari 156 (elargitagli sempre dalla FISA). Nonostante i risultati promettenti, questa è stata l’unica vittoria ufficiale conquistata nel corso della sua carriera.

Si tratta ancora oggi del primo – e unico – caso di vittoria di un gara d’esordio in F1 (senza poter considerare quella del primo campione del mondo della massima categoria Nino Farina, vincitore del primo Gran Premio della storia della Formula 1 nel 1950).

Baghetti fu attivo anche nei campionati a ruote coperte, vincendo il Campionato europeo turismo nella categoria Divisione 1 nel 1966. Giunse inoltre secondo nell’edizione 1962 della Targa Florio. La sua carriera terminò nel 1968, e divenne condirettore della rivista automobilistica Auto Oggi, fino alla morte per cancro nel 1995.

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Fonte: Getty Images

Quando la F1 correva fino a Capodanno

Se oggi risulta ancora strano aver concluso la stagione del 2021 in data 12 dicembre, tra gli anni ’60 e ’70 era cosa a dir poco comune. Infatti, c’è stata un’epoca in cui la F1 apriva le sue porte nella settimana di Capodanno e le chiudeva a Natale, sempre in Sudafrica. Altre volte, invece, si proseguiva oltre il 25 dicembre.

29 dicembre 1962, East London. Questa è la stagione che si è conclusa più tardi. Con la vittoria del GP del Sudafrica, Graham Hill conquista il primo dei suoi due titoli mondiali e con lui viene iridata anche la BRM: “La proposta di correre per quella squadra era stata un lampo meraviglioso nel mio grigiore quotidiano. Vivevo nelle corse eppure mi annoiavo. Avevo perso anche l’umorismo“.

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Fonte: Getty Images

D’obbligo è il riferimento alla Formula Tasman, disputata in Australia e Nuova Zelanda per scappare dal freddo europeo una volta smontato il Circus della categoria regina. Si trattava di un campionato alternativo, nel quale si utilizzarono inizialmente i telai e i motori 2500 dismessi dalla F1, non più consentiti dal regolamento tecnico a partire dal 1961. Vi correvano gli stessi piloti della massima categoria tra Lotus, Ferrari, Brabham e McLaren. Il cambio di regole e continente portarono però ad un calo di fascino e interesse.

La Formula 1 non corse più a Capodanno, e non tornerà a farlo.

In vacanza anche ingegneri e meccanici

Infatti, si è aperta l’ipotesi di stabilire un periodo di chiusura forzata delle fabbriche durante le vacanze di Natale. In realtà la richiesta avanzata dalle scuderie di F1 alla FIA non è una novità: questa misura viene già applicata in occasione della pausa estiva, obbligando uno stop a tutti i lavori per almeno due settimane. Si tratterebbe quindi di estendere questo periodo di “ferie” anche alla pausa invernale.

Tale trattativa è stata confermata da Toto Wolff, team principal della Mercedes, riaccendendo l’attenzione sul record dei 24 Gran Premi che si affronteranno con la prossima stagione: “È fantastico che questo campionato possa finire con un paio di settimane d’anticipo rispetto alla scorsa stagione. I nostri dipendenti sono già al limite e credo che troveremo un accordo con gli altri team riguardo all’istituzione di un periodo di chiusura obbligatoria delle fabbriche durante l’inverno. Forse non tutti saranno d’accordo, ma noi cercheremo di farlo per il nostro personale“.

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Fonte: Getty Images

Ovviamente, quest’anno il lavoro in fabbrica continuerà anche a Natale e Capodanno, ma la squadra corse, che ha viaggiato da una parte all’altra del mondo, sarà in condizione di prendersi dei giorni per riposare. Molti team principal comunque sono concordi nella necessità di replicare un periodo di chiusura obbligatoria durante le feste. Ne stiamo ancora parlando, ma credo che ci siano segnali positivi. Sono sicuro che, per il bene delle persone che lavorano in F1, alla fine raggiungeremo un accordo“.

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