Catania: bambina di 5 anni rapita da tre persone

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È notizia delle ultime ore: una bambina di 5 anni, Elena Del Pozzo, è stata rapita mentre si trovava in auto con la madre a Piano di Tremestieri. Secondo la denuncia della donna ai carabinieri della Tenenza di Mascalucia, a rapire la bambina sono state tre persone armate e incappucciate. La notizia del sequestro ha subito fatto il giro dei social, ed è stata confermata dalla Procura di Catania che ha aperto un’inchiesta delegando le indagini ai militari dell’Arma.

Aggiornamento 14 giugno: Morta Elena Del Pozzo: trovato il cadavere della bimba scomparsa ieri

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Elena Del Pozzo

Noi che abbiamo sempre seguito con tantissima apprensione il caso di Denise Pipitone, bambina rapita nel 2004, quasi 18 anni fa, nelle cui indagini sono stati commessi fin troppi errori sin dalle prime ore della scomparsa, ormai abbiamo imparato che le prime ore sono fondamentali per il ritrovamento di un minore. Lo stesso procuratore Carmelo Zuccaro ha parlato di «momento delicato dell’inchiesta che non consente di fornire ulteriori informazioni», e per questo è importante lasciar lavorare chi di competenza. Sperando che la bambina possa tornare al più presto.

Per darci un po’ di speranza, vi ricordiamo del caso di Nicole, la bambina scomparsa e ritrovata 12 ore dopo, o ancora quello della piccola Cleo Smith, bambina di 4 anni trovata viva dopo essere scomparsa per 18 giorni. Non tutti i casi e non tutte le indagini sono svolte in modo osceno come è stato fatto dal primo settembre 2004, con persone che si accontentano di non avere un colpevole, di lasciar libero un rapitore di bambini, quindi fare il paragone con il caso Pipitone è davvero molto azzardato.

Tuttavia, così come Denise, Elena Del Pozzo non è scomparsa. È stata rapita. Qualcuno l’ha sequestrata, qualcuno, in questo momento, la sta tenendo in ostaggio. E dei genitori stanno provando quello che nessun genitore mai dovrebbe provare: il panico di sapere che la propria figlia è in pericolo. Il dolore di non sapere dove si trovi, cosa stia facendo e se potranno mai riabbracciarla.

Elena Del Pozzo: cosa sappiamo della bambina rapita

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Elena Del Pozzo

La foto con le generalità della bambina è stata inizialmente condivisa sui social, e in pochissimo è diventata virale. «Si ricerca DEL POZZO Elena nata a CT il 12.7.2017 residente in Mascalucia via Euclide 55», leggiamo nel post. La bambina sarebbe stata rapita da zona Piano Tremestieri verso le 15, e i «probabili autori» sarebbero «tre persone incappucciate a bordo di auto» di cui «non si conosce modello colore e targa». Al momento è esclusa l’«opera della criminalità organizzata», in quanto si ritiene che non voglia rapimenti e gesti eclatanti nel territorio in cui opera.

Esclusa anche l’ipotesi del riscatto: la famiglia, pur non avendo problemi economici, non è neanche ricca. La madre vive a Mascalucia, dove ha presentato la denuncia recandosi alla Tenenza dei carabinieri. Ha subito raccontato delle tre persone che l’avrebbero bloccata mentre era in auto, dopo che aveva preso la bambina dall’asilo. Le indagini ovviamente sono estese anche in un’area più ampia e i carabinieri hanno acquisito e visionato dei video di sistemi di sorveglianza a Piano Tremestieri e nella scuola materna frequentata dalla bambina per trovare elementi utili alle indagini.

La famiglia è stata sentita in modo da ricostruire le frequentazioni e le dinamiche che potrebbero aiutare a ritrovare Elena Del Pozzo, di quasi 5 anni. Non si esclude nessuna opzione, ma i carabinieri non «daranno al momento ulteriori informazioni». La procura intanto sta diffondendo due foto: una in cui si vede il volto di Elena, e un’altra più sfocata di oggi ma dove si vede molto chiaramente la bambina. Quando è scomparsa indossava una maglietta a maniche corte bianca e un paio di pantaloncini gialli.

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Elena Del Pozzo

Il sindaco di Mascalucia ha detto: «personalmente mi sono messo a disposizione per aiutare le ricerche anche tramite la protezione civile, i volontari, ma mi è stato riferito che non si tratta di smarrimento o di fuga bensì di altro, probabilmente, dinamiche familiari. La cosa che mi sconvolge, ho la pelle d’oca mentre parlo, è che per qualsivoglia vicenda sia potuta accedere e che ci auguriamo possa risolversi al meglio e nel tempo più breve possibile, non si possono mettere in mezzo bambini innocenti che poi piangono per l’intera vita traumi di tal genere. Speriamo vada tutto bene».

Chiediamo a tutti di condividere la notizia e le foto della bambini in modo che arrivi a quante più persone possibili. I social, in questo momento, hanno un ruolo molto potente.

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