Cuba ha approvato il matrimonio LGBT

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Mentre in Italia stiamo per iniziare uno dei periodi più bui del ventesimo secolo fino a oggi, con l’elezione di un partito di estrema destra che vede le sue radici nel fascismo, a Cuba si approva in modo schiacciante il matrimonio e l’adozione LGBT. Più di 3,9 milioni di elettori hanno votato per ratificare il codice (66,9%), mentre 1,95 milioni si sono opposti (33%). Il presidente cubano Miguel Diaz-Canel ha scritto su Twitter che «giustizia è stata fatta».

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Facciamo una brevissima digressione sull’Italia, intanto, giusto per far comprendere quanto la decisione di Cuba sia così importante e progressista, in confronto al nostro Paese che ha letteralmente eletto un partito omofobo. Perché, sì, è facile dire “io ho tanti amici gay, non sono omofobo solamente perché voto Giorgia Meloni“. Se hai “tanti amici gay” e non ti reputi omofobo, ma comunque hai votato Giorgia Meloni, sicuramente non hai reso più semplice la vita dei tuoi stessi amici, anzi, hai contribuito a renderla più complessa. Perché?

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La leader, poi, famosa per i suoi discorsi omofobici (per citarne due: quello al comizio di Vox e quello che poi è diventato il meme “io sono Giorgia“. Nel comizio con Vox, la Meloni disse: «Sì alla famiglia naturale, no alla lobby LGBT! Sì all’identità sessuale, no all’ideologia gender! Sì alla cultura della vita. No all’abisso della morte. Sì all’universalità della Croce. No alla violenza dell’Islamismo. Sì ai confini sicuri. No all’immigrazione di massa. Sì al lavoro della nostra gente. No alla grande finanza internazionale». Delle parole che non sono fraintendibili. Delle parole omofobe, islamofobiche, razziste, persino contro il diritto all’aborto. Non si è fatta mancare nulla.

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Con La Stampa, tuttavia, ha detto che non cambierebbe quello che ha detto: la sua ideologia rimane quella. Tuttavia, ha affermato che avrebbe cambiato «il tono, non il contenuto, perché quelle sono cose che ho detto molte volte. Quando dici cose decise vanno dette con un altro tono». «Quando mi sono rivista non mi sono piaciuta. Quando io sono molto stanca, mi capita di non riuscire a modulare un tono appassionato che non sia aggressivo». Aggiunge anche che lei è contro «la lobby» che «non è la comunità omosessuale, sono cose diverse». Ma, in realtà, non è così.

Cuba dice sì ai matrimoni LGBT

Cuba ha votato per legalizzare il matrimonio tra persone dello stesso sesso tramite un referendum nazionale, dove circa due terzi della popolazione ha votato per approvare le riforme in un nuovo Codice della famiglia, che consentirà anche la maternità surrogata e darà alle coppie gay il diritto di adottare bambini. Questa è una svolta storica per Cuba, in quanto meno di cento anni fa le persone gay erano perseguitate e mandate nei campi di lavoro.

Il referendum di domenica scorsa è per un nuovo Codice della Famiglia, un documento di 100 pagine che ha esaminato più di due dozzine di bozze e ore di dibattito negli incontri a livello di comunità. Il governo cubano aveva appoggiato la modifica della legge e condotto una campagna a livello nazionale esortando le persone ad approvarla. Lo stesso Presidente ha detto che si aspettava che la maggior parte della popolazione avrebbe votato sì e che il nuovo codice riflette la diversità delle persone, delle famiglie e delle convinzioni.

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Le riforme sono state il culmine degli sforzi degli attivisti per i diritti dei gay a Cuba, ma ovviamente c’è anche chi non è d’accordo: l’opposizione ha fatto una campagna per un “no”, esortando i cubani a cogliere un’opportunità unica per consegnare al governo comunista del paese una sconfitta alle urne. In più, alcuni attivisti anti-governativi considerano il referendum uno sforzo dello Stato per migliorare la propria immagine dei diritti umani dopo la brutale repressione di tutte le forme di dissenso negli ultimi.

L’annuncio dei risultati è arrivato quando Diaz-Canel ha presieduto una riunione di emergenza mentre l’isola caraibica si preparava al passaggio dell’uragano Ian sulla punta occidentale all’inizio di martedì. Gli account Twitter ufficiali hanno mostrato che la stanza esplodeva tra gli applausi e il presidente che si appoggiava allo schienale e sorrideva alla notizia. Riguardo l’affluenza, è stata molto modesta considerando gli standard precedenti.

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