Chi esce e chi entra nel Parlamento dopo le elezioni 2022

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Queste elezioni sono state catastrofiche… ma non del tutto. Abbiamo detto addio a tanti visi noti (e non noti per le azioni belle quanto più per la loro latente omofobia e ignoranza) del Parlamento, come ad esempio Simone Pillon. Ma a che costo? Abbiamo perso Simone Pillon, ma abbiamo riavuto dopo anni e anni Silvio Berlusconi. Insomma, ci sono dei pro e dei contro, e vedremo come si evolverà la situazione. Ovviamente noi ci auguriamo in meglio, ma lo vedremo nei prossimi mesi.

«Giorgia Meloni si avvia a essere la prima ministra italiana più di destra dai tempi di Mussolini», ha scritto la Cnn. «Con Giorgia Meloni che guida le elezioni di domenica, l’Italia potrebbe avere il suo primo leader il cui partito affonda le sue radici nel fascismo», ha scritto invece il New York Times. In Francia sono della stessa opinione, parlando di Fratelli d’Italia come “partito post-fascista”, mentre in Germania e Spagna si parla di “estrema destra”. APNews rimarca sulle radici neofasciste e sul “Dio, patria e famiglia”.

Insomma, solo in Italia non ci si rende conto di come Fratelli d’Italia sia un partito neofascista. Quando FanPage ha fatto quell’inchiesta dimostrando l’esistenza dei rapporti di Fratelli d’Italia con il fascismo e la presenza di stessi fascisti nel partito, Giorgia Meloni disse che  «in Fratelli d’Italia non c’è spazio per razzisti, antisemiti e per paranazisti. Lo sapete benissimo, tant’è che le persone ritratte in quel video sono state allontanate da Fratelli d’Italia», tuttavia non sembra proprio così. Tra l’altro, se ciò non bastasse, il partito di Giorgia Meloni è anche quello con il record di condannati per ‘ndrangheta.

Intanto la leader festeggia, e in un post Facebook scrive: «Questa vittoria è dedicata a tutti i militanti, i dirigenti, i simpatizzanti e ad ogni singola persona che – in questi anni – ha contribuito alla realizzazione del nostro sogno, offrendo anima e cuore in modo spontaneo e disinteressatoA coloro che, nonostante le difficoltà e i momenti più complessi, sono rimasti al loro posto, con convinzione e generosità. Ma, soprattutto, è dedicata a chi crede e ha sempre creduto in noi. Non tradiremo la vostra fiducia. Siamo pronti a risollevare l’Italia. Grazie». Ma vedremo come la risolleveranno.

Adesso non ci resta che vedere come Giorgia Meloni formerà il suo governo, chi ci sarà all’opposizione e se saranno davvero in grado di cambiare l’Italia, in meglio o in peggio. Vedremo chi saranno i nomi dei suoi ministri, e se includerà (e in che modo) i suoi alleati Berlusconi e Salvini, con cui ci sono state diverse diatribe nell’ultimo periodo.

Parlamento: chi sarà fuori

Simone Pillon è fuori dal Parlamento

«Cari amici buongiono!», scrive, iniziando un lungo post su Facebook. «Il centrodestra ha vinto e governerà per i prossimi anni e questa è una gran bella notizia. Il mio seggio non è scattato ma questo non significa affatto che io mi arrenda o che torni a vita privata. Moltissimi cari amici sono entrati in Parlamento. Ci sarà dunque tempo e modo per trasformare tutto il mio lavoro in decisioni politiche e atti amministrativi al servizio della vita, della famiglia, dei valori che condividiamo e che gli italiani hanno voluto premiare».

Poi continua dicendo di mettersi «disposizione del segretario del mio movimento politico e dell’intero centrodestra per continuare l’impegno nel difendere la natalità e la vita umana dal concepimento alla morte naturale, nel promuovere da ogni punto di vista la famiglia e la bigenitorialità, con l’insostituibile ruolo della mamma e del papà, nel sostenere la libertà educativa e nel combattere la protervia del Gender, l’orrore delle droghe e tutte le altre minacce che incombono sui più fragili e particolarmente sui bambini».

«Dentro o fuori dal parlamento poco importa, la mia voce continuerà a raccontare la bellezza di quelle radici cristiane che hanno reso grande la nostra civiltà e che aspettano solo di essere riscoperte per tornare a donare linfa vitale anche e soprattutto in questo terzo millennio», aggiunge, e poi conclude: «Non lascerò il mio compito, non verrò meno a quella che considero la mia vocazione, la missione che il buon Dio mi ha affidato, per lasciare ai nostri figli un pezzetto di buona terra da coltivare e un pezzetto di Cielo da contemplare».

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Luigi Di Maio è fuori dal Parlamento

«Non ci sono se, ma o scuse da accampare. Abbiamo perso. Gli Italiani non hanno considerato abbastanza maturo e valido il nostro progetto politico. E su questo la nostra comunità dovrà aprire una riflessione», scrive anche lui sulla sua pagina Facebook. «Negli ultimi mesi, insieme a straordinari amici di percorso, abbiamo deciso di metterci in gioco, di proporre agli italiani un progetto politico nuovo, da far conoscere in pochissimo tempo. Il risultato non è stato quello che ci aspettavamo. Impegno Civico non sarà in Parlamento. Allo stesso modo, non ci sarò neanche io».

Poi ringrazia «tutti coloro che in questi mesi si sono messi a disposizione di questo progetto» e fa i suoi complimenti «a Giorgia Meloni e Giuseppe Conte, i due vincitori di queste elezioni. E poi voglio dare un grande abbraccio agli italiani, per il bene che mi hanno dimostrato in questi anni e per quello che li aspetta nei prossimi mesi: siamo una grande democrazia, una grande Nazione, e anche se abbiamo nubi all’orizzonte, insieme ce la faremo».

Vittorio Sgarbi è fuori dal Parlamento

Vittorio Sgarbi non la prende molto bene: «evidentemente Casini è meglio di me. Potrà fare molto, come sempre ha fatto. Per Bologna e per l’Italia. Come avevo desiderato, Senatore a vita. Amen». Sgarbi infatti ha perso contro Casini a Bologna, e la sua lista non ha raggiunto neanche l’1%.

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Emma Bonino è fuori dal Parlamento

Dopo aver fatto parte di ben nove legislature in Parlamento, con alcune interruzioni a causa di molti anni da eurodeputata, Emma Bonino ha perso nel collegio uninominale di Roma al Senato in cui era candidata, e il suo partito non ha raggiunto per pochi voti la quota del 3 per cento a livello nazionale, sebbene il suo alleato di partito Benedetto Della Vedova ha detto che chiederanno un riconteggio dei voti.

Mario Adinolfi è fuori dal Parlamento

«Il fuoco amico ha passato l’intera campagna elettorale a dire che eravamo presenti su pochi collegi e quindi era inutile votarci. Ora che i vari specchietti per le allodole che Lega e Fratelli d’Italia hanno usato per attrarre il voto cattolico sono stati impallinati (Pillon, Roccella, Picchi tutti fregati), carichi di rabbia si rivolgono verso il risultato del PdF dimenticando di applicare il fattore del numero dei collegi in cui eravamo presenti che loro stessi segnalavano prima del voto, dimostrando così la totale malafede», scrive Adinolfi su Facebook, un po’ indignato.

Conclude: «Il PdF riparte dalle 56.739 croci sul simbolo ottenute ieri. Diciamo grazie a chi ci ha votato, lo invitiamo all’assemblea nazionale del Popolo della Famiglia del 15 e 16 ottobre per vedere con quanta determinazione e allegria noi proseguiremo a svolgere quel ruolo politico che se non svolgessimo noi non svolgerebbe nessuno».

Luigi De Magistris è fuori dal Parlamento

Voglio ringraziare le candidate e i candidati, le militanti e i militanti, chi ci ha sostenuto e le persone che ci hanno…

Pubblicato da Luigi de Magistris su Lunedì 26 settembre 2022

Parlamento: chi entrerà

Tra i nomi noti, torna in Parlamento con il 50% dei voti nel collegio uninominale di Monza Silvio Berlusconi (Forza Italia), che ha casualmente acquistato la squadra di calcio della città. Anche Ilaria Cucchi, che da quando il fratello Stefano è stato ucciso dalla polizia ha iniziato una dura lotta per ottenere giustizia, entrerà per la prima volta in Parlamento con i Verdi e la Sinistra. Tornerà in Parlamento anche Marcello Pera, ex presidente del Senato e a lungo nei partiti di Berlusconi, oggi nella schiera di Fratelli d’Italia.

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In più, anche Daniela Santanché, eletta con la destra, ha battuto il candidato del centrosinistra Carlo Cottarelli, alla sua prima candidatura, che tuttavia sarà ripescato quindi entrerà in Parlamento insieme al virologo Andrea Crisanti, la cui candidatura è stata molto criticata negli scorsi mesi dagli avversari del Partito Democratico.

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