Afghanistan: la squadra di calcio femminile è tornata in campo

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Ricordate quando lo scorso anno siamo stati tutti in apprensione a causa dei talebani che hanno fatto il grande ritorno in Afghanistan? Ricordate la storia delle calciatrici che sono dovute scappare perché rischiavano la vita (se no, continuate a leggere!)? Ebbene, le ragazze sono tornate sul campo da calcio, ufficialmente in una competizione in Australia, a ovest di Melbourne. Purtroppo non si tratta ancora di lieto fine, ma è sicuramente una bella notizia.

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WILLIAM WEST/AFP

Faccio comunque un passo indietro, ma giusto per le calciatrici, se siete interessati a conoscere la storia più recente dell’Afghanistan collegata a questo articolo, vi invito a leggere questi link:

A settembre 2021 115 persone (calciatrici accompagnate dalle famiglie) sono state accolte al confine di Torkham da un funzionario della Federcalcio pakistana, come fece sapere il ministro dell’informazione del Pakistan, Fawad Chaudhry: «Accogliamo con piacere la squadra di calcio femminile afghana», scrisse su Twitter. Le ragazze riuscirono a scappare nell’ultima settimana di agosto con un accordo con il governo australiano, ma la squadra giovanile, senza documenti e passaporti, non poteva lasciare il territorio.

Da quel momento le ragazze con le loro famiglie si erano nascoste per poter sopravvivere all’era dei talebani, finché l’Ong Football for Peace con sede in Gran Bretagna in collaborazione con il governo e la Federazione calcistica pakistana di Ashfaq Hussain Shah (ancora non riconosciuta dalla Fifa), non le hanno portate in salvo. L’ex capitana della squadra aveva anche invitato le giocatrici a bruciare le loro attrezzature e a eliminare i loro account social, questo perché «l’Islam e l’Emirato islamico non permettono alle donne di giocare a cricket o di praticare il tipo di sport in cui si espongono».

Afghanistan: le calciatrici sono tornate in campo

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WILLIAM WEST/AFP

Qualche giorno fa, poi, abbiamo avuto una lieta notizia: le giocatrici sono tornate in campo e hanno disputato la loro prima partita da quando sono state costrette a lasciare l’Afghanistan. La partita si è svolta in Australia, nella Delahay Reserve, a ovest di Melbourne, dove le ragazze hanno gareggiato State League 4, sesto livello di campionato dello stato del Victoria e hanno affrontato l’ETA Buffalo, squadra di rifugiati dal Timor dell’Est.

Le ragazze hanno perso, ma una delle giocatrici (che è rimasta anonima durante l’intervista con Espn proprio per evitare di mettere in pericolo la propria vita) ha detto che «il risultato non ci interessa. È stato bellissimo giocare di nuovo insieme, come una squadra». «Ci si sente così bene. Abbiamo giocato di nuovo come una squadra. Insieme. Questa è la parte migliore, contare l’una sull’altra ed essere insieme. È una buona cosa per tutte noi».

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AFP

A guidare le ragazze durante il campionato ci sarà Jeff Hopkins, allenatore vincitore della A-League femminile con il Melbourne, che si è detto «onorato di lavorare con questo gruppo di calciatrici che hanno dimostrato un’enorme determinazione e volontà di difendere ciò in cui credono». John Dedulica, Director of Football del Victory FC di Melbourne, ha detto che «vederle giocare con cuore e impegno è stato davvero emozionante», descrivendo anche la giornata come «toccante».

Jose Leong, presidente dell’Eta Buffalo, ha invece detto che «è quasi poetico che la loro prima gara ufficiale sia arrivata contro di noi. Chi meglio per dar loro il benvenuto nella lega?», questo perché «il loro viaggio, la loro storia, sono molto simili alla nostra. Il nostro club è iniziato nel 1982 da un gruppo di giovani rifugiati», ha spiegato.

Noi auguriamo una lunghissima carriera a queste calciatrici, che hanno sofferto tantissimo e che, ancora oggi, rischiano la vita per la propria passione.

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