Rimini: adolescente si autolesiona a scuola

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Leggere una notizia del genere mentre ci prepariamo ad avere un governo con dei ministri che nel proprio programma elettorale non hanno neanche un minimo punto riguardante la salute mentale, ci terrorizza. A Rimini una ragazza si è autolesionata i polsi mentre si trovava a scuola, e solo grazie all’intervento delle compagne che si sono accorte della sua situazione è stata portata in ospedale e per fortuna non è in pericolo di vita. Ma l’autolesionismo come i tentativi di suicidio e i suicidi effettivi in Italia sono un gravissimo problema.

Proprio di recente Giorgia Meloni, probabile futura premier d’Italia, ha detto di voler curare le “devianze” con lo sport. Cosa sarebbero queste devianze? Lo spiegano in un post: «droga, alcolismo, tabagismo, ludopatia, autolesionismo, obesità, anoressia, bullismo, baby gang, hikikomori». Insomma, dipendenze, disturbi del comportamento alimentare, problemi mentali. Vorrei sapere se Giorgia Meloni adesso abbia il coraggio di andare da questa giovanissima ragazza, ordinandole una bella corsetta per curare il suo problema di salute mentale.

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Nel programma della destra, di tutti e tre i partiti maggiori di destra, non esiste alcun paragrafo sulla salute mentale, per cui non ci stupisce più di tanto il pensiero che sia Fratelli d’Italia, che la Lega, ritengano che lo sport si possa sostituire alla sanità, agli psicologi, agli psicoterapeuti, ai dottori, tuttavia la situazione sembra essere più grave di quanto previsto, in quanto entrambi i due partiti di destra che raccattano più voti non vogliono minimamente puntare sulla sanità mentale e in un post-pandemia ci siamo resi conto di quanto sia importante e fondamentale. Ce ne siamo accorti noi cittadini, ma forse non i politici.

Anche dalla Lega, infatti, Luigi Mastrangelo disse che «bisogna investire di più nello sport, togliendo magari qualcosa alla sanità». Poi si corregge: «non dico di togliere tutto alla sanità, ma qualcosina si può dedicare allo sport, visto che nello sport viene stanziato sempre molto poco e nella sanità tantissimo». Siamo appena usciti da una pandemia che non sono ha dimostrato la carenza di medici in Italia, ma che ha anche fatto aumentare i problemi di salute mentale, i suicidi e i tentativi di suicidi in Italia. E questi vogliono tagliare sulla sanità.

Autolesionismo a Rimini: ragazza si taglia i polsi a scuola

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Fonte: Pexels

Nella giornata di venerdì 30 settembre, fra la prima e la seconda ora, una studentessa di Rimini ha tentato il suicidio tagliandosi le vene. Ha 14 anni, e per fortuna adesso sta bene, almeno fisicamente. Perché da ora sicuramente inizierà un percorso di riabilitazione psicologica che non include lo sport, ma delle sedute con psicologi e psicoterapeuti che dovranno stabilire cosa l’abbia portata a fare un gesto così grave e, soprattutto, che riescono a farla guarire, in modo che non tenti più un’azione del genere.

L’adolescente si è ferita con un coltellino sui polsi, perdendo molto sangue, ed è stata portata subito all’ospedale Infermi di Rimini, dopo che le compagne di classe si sono accorte del sangue e hanno avvertito l’ambulanza. I sanitari per fortuna hanno escluso si trovasse in pericolo di vita o in condizioni fisiche particolarmente critiche. Tuttavia, questa è l’ennesima testimonianza di come in Italia si stia vivendo una situazione tragica a livello di salute mentale, in particolare nel post pandemia.

Fra i giovanissimi infatti c’è un caso di tentato suicidio al giorno, come fa notare l’Osservatorio suicidi della Fondazione Brf – Istituto per la ricerca in psichiatria e neuroscienze. Il presidente della Fondazione, Armando Piccini, non si basa sui dati istituzionali che «non sono correntemente aggiornati, tanto che l’ultimo Annuario statistico dell’Istat pubblicato nel 2021 contiene i dati relativi al 2018», ma su un’analisi delle notizie di cronaca, locali e nazionali, iniziata durante la prima ondata di pandemia da Covid-19.

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Fonte: Pexels

Sembrerebbe infatti che da gennaio ad agosto 2022, in Italia ci siano stati 351 suicidi e 391 tentativi. Il fenomeno è distribuito in maniera uniforme su tutta la Penisola: il maggior numero di suicidi si è registrato al Nord (133), seguito dal Sud (131) e infine dal Centro (87). Per i tentativi, invece, spicca il Centro (143), seguito dal Sud (133) e dal Nord (115). Da quanto emerge nel report, le categorie più a rischio sono le forze dell’ordine e i detenuti.

Ma anche fra gli adolescenti i dati sono allarmanti: l’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma riferisce di una crescita “esponenziale” negli ultimi 10 anni degli accessi al pronto soccorso per comportamenti suicidari da parte di giovanissimi, e durante i due anni di pandemia i casi di suicidio o tentativo suicidio sono aumentati del 75% rispetto al biennio precedente, e per l’autolesionismo i casi sono aumentati del 60%. Più dell’80% dei tentativi di suicidio sono da parte di bambine e ragazze, l’età media è di 15 anni. Il governo comprenderà l’importanza della salute mentale?

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