Glee potrebbe tornare: Ryan Murphy riaccende le speranze dei fan con una nuova versione della serie
A oltre dieci anni dalla conclusione di Glee, una delle serie musicali più amate degli anni 2010, Ryan Murphy torna a parlare del futuro dello show e lascia aperta la porta a un possibile ritorno. Il creatore della serie ha infatti rivelato di essere in fase di valutazione di un’eventuale nuova versione di Glee, spinto dal sorprendente successo che la serie sta riscontrando tra i più giovani.

Per il momento non esiste alcun progetto ufficiale, né una sceneggiatura né una data di produzione, ma le dichiarazioni del regista e produttore hanno immediatamente acceso l’entusiasmo dei fan, che da anni sperano di rivedere il liceo McKinley e il celebre Glee Club.
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ToggleRyan Murphy: “Forse dovremmo riprenderla”
Le dichiarazioni sono arrivate durante la première newyorkese di The Shards, la nuova miniserie firmata da Ryan Murphy. Il produttore ha spiegato di aver notato come Glee stia vivendo una seconda giovinezza grazie alle piattaforme di streaming e ai social network, conquistando una nuova generazione di spettatori.
“Quella serie è interessante perché è tornata di nuovo attuale. Adesso la guardano tantissimi ragazzi“, ha raccontato Murphy. “E io mi sono detto: ‘Forse dovremmo riprenderla‘”.
Pur senza confermare un progetto concreto, Murphy ha parlato della possibilità di realizzare una “nuova versione” della serie, senza specificare se si tratterebbe di un reboot completo, di uno spin-off o di un sequel ambientato nello stesso universo narrativo.
Una nuova generazione al posto del cast originale?

Uno degli aspetti più interessanti riguarda proprio il modo in cui Glee potrebbe tornare sul piccolo schermo. Riproporre semplicemente gli stessi personaggi rischierebbe infatti di trasformare il progetto in un’operazione puramente nostalgica.
Un’ipotesi molto più plausibile sarebbe invece quella di seguire un nuovo gruppo di studenti, mantenendo al centro il Glee Club e affrontando temi contemporanei come identità, inclusione, salute mentale, social media e nuove forme di bullismo, proprio come la serie originale raccontava i problemi degli adolescenti della sua epoca.
In questo modo lo show potrebbe conservare lo spirito che lo ha reso celebre, aggiornandolo però alle sensibilità e alle sfide delle nuove generazioni.
Il successo di Glee continua ancora oggi
Quando debuttò nel 2009, Glee riuscì a trasformarsi rapidamente in un fenomeno culturale internazionale. Nel corso delle sue sei stagioni conquistò sei Emmy Awards e quattro Golden Globe, oltre a generare un enorme successo musicale grazie alle centinaia di cover interpretate dal cast.
La serie diede vita anche a tournée mondiali, album ai primi posti delle classifiche e persino a un film-concerto, dimostrando come il pubblico fosse disposto a seguire i protagonisti anche fuori dalla televisione.
Ryan Murphy ha ricordato che nessuno, all’inizio, immaginava un impatto di queste proporzioni. In passato aveva definito la realizzazione dei primi episodi come “un’esperienza magica”, sottolineando però che il successo portò con sé anche molte difficoltà.
I ricordi del set e la perdita di Cory Monteith
Dietro il successo di Glee si nascondevano infatti anche tensioni e momenti molto complessi. Murphy ha più volte raccontato come i rapporti tra produzione e cast siano diventati sempre più intensi e complicati nel corso degli anni, fino a rendere difficile separare la vita personale da quella professionale.
Il momento più doloroso arrivò nel 2013 con la morte di Cory Monteith, interprete di Finn Hudson, scomparso improvvisamente a soli 31 anni. La sua perdita segnò profondamente l’intero cast e cambiò inevitabilmente anche il percorso della serie.

Negli anni successivi anche altri protagonisti, come Naya Rivera, sono tragicamente scomparsi, rendendo ancora più delicato qualsiasi tentativo di riportare Glee sullo schermo.
Kevin McHale says he would not return for a ‘Glee’ reboot as his character Artie Abrams:
— Pop Base (@PopBase) November 16, 2022
“Knowing what we know now, I don’t think I should be playing a character that’s in a wheelchair.” pic.twitter.com/KZz9HtTFL5
L’idea di un reboot non è nuova
Le dichiarazioni di Ryan Murphy non rappresentano la prima apertura verso un possibile ritorno della serie. Già nel 2024 il co-creatore Brad Falchuk aveva dichiarato di non escludere un reboot, sottolineando però come fosse necessario trovare un modo davvero moderno di raccontare quella storia.
Per il momento non esistono annunci ufficiali né conferme sulla produzione, ma le parole di Murphy dimostrano che l’idea è ancora viva. Considerando il rinnovato interesse della Generazione Z e il successo che Glee continua a registrare sulle piattaforme di streaming, il ritorno del Glee Club potrebbe non essere più soltanto il sogno dei fan, ma un progetto destinato a diventare realtà nei prossimi anni.
Giulia, 27 anni, laureata in Filologia Italiana con una tesi sull'italiano standard e neostandard, "paladina delle cause perse" e insegnante di Italiano Lingua non materna. Presidente di ESN Perugia e volontaria di Univox. Amo scrivere, leggere, guardare serie tv e anime, nuotare, i gatti e seguire le giuste polemiche. Instagram: @murderskitty






