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Portare il cane in ufficio? Sempre più lavoratori lo considerano un benefit irrinunciabile

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Per molti lavoratori la flessibilità non significa più soltanto smart working, settimana corta o orari personalizzati. Sempre più persone cercano anche aziende che consentano di portare cani e gatti in ufficio. Una tendenza che negli ultimi anni ha preso piede soprattutto nei Paesi del Nord Europa e che, secondo diverse ricerche, potrebbe influenzare perfino la scelta di cambiare lavoro.

A confermarlo sono i dati raccolti dalla piattaforma Flexa e dal Workplace Report 2026 di Mars, secondo cui gli ambienti di lavoro pet-friendly non sono soltanto un vantaggio per chi possiede un animale domestico, ma possono contribuire a migliorare il benessere psicologico dei dipendenti e il clima aziendale.

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Regno Unito in testa: quasi due aziende su tre accolgono i cani

Secondo l’analisi di Flexa, il Regno Unito è il Paese più dog-friendly sul posto di lavoro. Ben il 64% degli annunci di lavoro pubblicati negli ultimi mesi specifica infatti che i cani sono ammessi in ufficio, una percentuale nettamente superiore rispetto al resto del mondo.

Al secondo posto troviamo la Germania, dove il 45% delle offerte di lavoro accetta la presenza degli animali domestici, seguita dagli Stati Uniti con il 42%. Più indietro Australia (32%), Francia e Paesi Bassi (28%), Spagna (27%) e Irlanda, che chiude la classifica con appena il 17%.

La graduatoria evidenzia come la cultura aziendale nei confronti degli animali cambi sensibilmente da Paese a Paese e come, soprattutto nel Regno Unito, il cane sia ormai considerato parte integrante della vita quotidiana anche negli ambienti professionali.

Non solo coccole: i benefici sono anche psicologici

La presenza dei cani sul posto di lavoro non rappresenta soltanto un piacere per gli amanti degli animali. Diversi studi scientifici suggeriscono infatti che possa avere effetti concreti sul benessere dei dipendenti.

Secondo la ricerca Dogs in the Workplace: A Review of the Benefits and Potential Challenges, portare il proprio cane in ufficio contribuisce a ridurre lo stress e l’ansia, favorisce le interazioni sociali tra colleghi e può perfino migliorare la concentrazione e le capacità cognitive.

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Anche chi lavora in aziende già pet-friendly conferma questi effetti. Cameron Humphreys, User Support Specialist di Accurx, racconta che la presenza dei cani incoraggia le persone ad alzarsi dalla scrivania per fare una passeggiata durante la giornata lavorativa, mentre Hannah Barker, Associate Product Marketing Manager della stessa azienda, sottolinea come accarezzare un cane durante una pausa rappresenti “una piccola fuga rilassante” e favorisca conversazioni spontanee tra colleghi che normalmente non collaborano.

Sempre più persone sceglierebbero un’azienda pet-friendly

Il fenomeno non riguarda soltanto il comfort quotidiano. Secondo il Workplace Report 2026 realizzato da Mars, oltre la metà dei 16 mila lavoratori intervistati prenderebbe in considerazione l’idea di cambiare impiego per un’azienda che permetta di portare gli animali sul posto di lavoro.

I più propensi a farlo sono i lavoratori romeni (65%), seguiti da greci e svizzeri (64%) e ungheresi (63%). Più tiepido l’interesse in Francia, Belgio e Spagna, dove meno della metà degli intervistati considera questo aspetto determinante nella scelta di un nuovo impiego.

Il dato conferma come le politiche dedicate agli animali domestici stiano diventando, almeno per una parte della popolazione, un vero benefit aziendale al pari dello smart working o dell’assicurazione sanitaria.

Un ufficio pet-friendly richiede anche regole precise

Naturalmente non tutte le aziende possono aprire le porte agli animali senza adottare alcune precauzioni. Esistono infatti criticità da tenere in considerazione, come eventuali allergie, la paura dei cani da parte di alcuni dipendenti o i possibili danni agli spazi e agli oggetti personali.

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Per questo motivo gli esperti suggeriscono di organizzare gli ambienti prevedendo aree dedicate agli animali e zone completamente libere dalla loro presenza, così da rispettare le esigenze di tutti i lavoratori.

Tra le altre raccomandazioni figurano la realizzazione di punti acqua, spazi verdi per le passeggiate, controlli di sicurezza per eliminare eventuali pericoli e perfino la creazione di curiosi “curriculum canini”, piccole schede che descrivono il carattere degli animali presenti in ufficio e aiutano i colleghi a conoscerli meglio.

I benefit più richiesti dagli amanti degli animali

Le aziende che desiderano diventare realmente pet-friendly non si limitano ad accettare la presenza dei cani negli uffici. Secondo il Workplace Report 2026, i benefit più apprezzati dai dipendenti includono orari di lavoro flessibili (62%), assicurazioni veterinarie tra i benefit aziendali (59%), contributi economici per il pet sitting durante le trasferte (58%), servizi di assistenza agli animali direttamente sul posto di lavoro (56%) e perfino permessi retribuiti per accudire un cucciolo appena arrivato o un animale malato (55%).

In un mercato del lavoro sempre più competitivo, anche l’attenzione verso gli amici a quattro zampe potrebbe quindi trasformarsi in uno strumento per attrarre e fidelizzare i talenti. Per molte aziende si tratta ancora di una novità, ma i dati suggeriscono che il concetto di benessere lavorativo sta assumendo forme sempre più ampie, includendo anche quei compagni di vita che, per molti, sono ormai parte della famiglia.

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Giulia, 27 anni, laureata in Filologia Italiana con una tesi sull'italiano standard e neostandard, "paladina delle cause perse" e insegnante di Italiano Lingua non materna. Presidente di ESN Perugia e volontaria di Univox. Amo scrivere, leggere, guardare serie tv e anime, nuotare, i gatti e seguire le giuste polemiche. Instagram: @murderskitty

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