La strage dei botti di Capodanno: le vittime sono tutti animali innocenti

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Il primo gennaio ho letto online, su qualche testata: “nessuna vittima per i botti di Capodanno“, ma è davvero così? Sono morti più di 400 animali, migliaia sono scappati, solo perché gli esseri umani, per qualche strano motivo, si divertono a far esplodere dei botti o dei fuochi d’artificio, fregandosene completamente degli animali che soffrono per questa loro passione. “Tanto sono solo 10 minuti all’anno“, dicono alcuni. Dieci minuti, più o meno, visto che molti cominciano a farli esplodere dalle 18, se non prima, e finiscono a notte fonda. E, anche se fossero solo dieci minuti, i poveri animali comunque soffrono per tutti quei dieci minuti e anche di più.

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Siamo nel 2022 ormai, siamo la razza superiore fra tutte le specie viventi (almeno così si crede), abbiamo i pollici, il libero arbitrio e persino i medicinali per guarirci dalle malattie. Eppure ci manca quello che più ci renderebbe migliori: la sensibilità e l’empatia. È come il discorso che abbiamo fatto per i gatti e i cani morti nell’incendio a Milano o per Giulia De Lellis che si commuove guardando After (una storia che letteralmente normalizza una relazione tossica) ma poi indossa pellicce di vera pelle (e, se non lo sapeste, le pellicce in vera pelle per essere così belle devono essere prese da animali che vengono scuoiati vivi): gli animali sono delle vittime quanto gli essere umani.

Il problema è che molti media proprio non ce la fanno a trattare gli animali come degli esseri umani. Se muore un gatto a causa di un botto, non è importante come se morisse un uomo. Sapete qual è la differenza? L’uomo ha scelto di prendere in mano quel botto, lo ha acceso di sua spontanea volontà e si è praticamente ucciso. Il gatto invece non ha scelto niente, si è trovato a essere vittima dell’indifferenza umana. Perché non importa in quanti abbiano cercato di sensibilizzare online: nel 2022 se alle 00:00 del primo gennaio non fai esplodere dei botti, non stai festeggiando davvero Capodanno.

«Chi ama gli animali non usa i botti e chi festeggia con i botti è colpevole ogni anno della morte, dopo gravi sofferenze, di migliaia di animali per spavento, ferite, assideramento. Ci appelliamo a tutte le persone sensibili e civili affinché non utilizzino i botti e convincano di ciò anche i propri conoscenti, in questo modo eviteremo una strage silenziosa e centinaia di interventi dei Vigili del Fuoco chiamati ogni anno per recuperare cani e gatti terrorizzati rifugiati nei posti più impensabili. Quindi meglio il simpatico ed innocuo botto della bottiglia di spumante così sarà festa per tutti, animali e Vigili del Fuoco compresi», ha scritto la Lega per l’Abolizione della Caccia Veneto.

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Sono infatti anni che la LAC cerca di sensibilizzare e convincere le persone a smetterla di far esplodere botti e fuochi d’artificio il giorno di San Silvestro e il giorno di Capodanno, proprio perché causano dei seri danni a tantissimi animali, dagli uccelli, ai gatti, ai cani, non c’è nessuno che rimane indifferente a tutti quei rumori, questo perché, mentre l’uomo ha un udito con una percezione compresa tra le frequenze denominate infrasuoni, intorno ai 15 hertz, e quelle denominate ultrasuoni, sopra i 15.000 hertz, un cane arriva fino a 60.000 hertz, e un gatto a 70.000 hertz.

Più di 400 gli animali morti a causa dei botti

A Capodanno dello scorso anno, fra il 2020 e il 2021, morirono oltre 360 cani e gatti, migliaia fuggirono per la paura, eppure un po’ ovunque i fuochi erano vietati a causa della pandemia, poiché avrebbero contribuito alla creazione di assembramenti. Quest’anno, invece, sono almeno 400 gli animali morti a causa dell’indifferenza umana. Il maggior numero di morti, fanno sapere gli ambientalisti, si sono verificate in Calabria e in Sicilia, seguite da Lombardia e Campania.

Botti, esplosioni, tantissimo rumore che potrebbe essere semplicemente sostituito da fontanelle e girandole, che non fanno paura a nessuno e sono comunque belle da vedere. Perché qual è il senso di far esplodere i botti che richiamano persino la guerra? Tra l’altro, Lorenzo Croce, presidente dell’Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente, ha raccontato anche la cattiva e triste vicenda di Musetta, cagnolina torturata e uccisa il 28 dicembre a Crotone, con un petardo:

«La morte atroce di Musetta non deve restare impunita, ringrazio le forze dell’ordine che in questi giorni stanno indagando per trovare il responsabile di questo insano gesto. Purtroppo essendo alla vigilia dell’ultimo dell’anno abbiamo una concreta paura che fatti come questo possano nelle prossime giornate ripetersi in tutta la penisola proprio per l’uso indiscriminato di botti proibiti nella notte di San Silvestro, fatto questo che è costato lo scorso anno la vita a 360 tra cani e gatti e a migliaia di volatili uccisi dal rumore dei botti».

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C’è chi scrive: «i cani li chiudete in una stanza con la musica ed evitate, non state sempre a fare lagna su ogni cosa», ma ai cani randagi chi ci pensa? Lo sa che non tutti gli animali hanno un padrone che dia loro delle gocce per calmarli, che li chiuda in una stanza e cerchi in tutti i modi di farli stare al sicuro? Lo sa che quella che lui, da essere umano privilegiato qual è, chiama “lagna” è semplicemente il desiderio di far rispettare la vita di altri esseri viventi?

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