Milano, grande incendio di un grattacielo: «70 famiglie senza una casa, non è rimasto nulla»

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Nelle ultime ore Milano è stata sconvolta da un gravissimo incendio che ha colpito un grattacielo, coinvolgendo 70 famiglie che ora sono rimaste senza una casa. Ancora oggi l’incendio non è stato spento, sebbene le persone siano state messe in salvo (non si può dire lo stesso degli animali “dimenticati” dai loro padroni), ma già i leoni da tastiera cominciano a dire cattiverie. Perché non importa se 70 famiglie hanno perso una casa, per loro importa che Mahmood vivesse in quell’edificio (e qui ci riferiamo anche al giornalismo italiano che si dimostra sempre per quel che è) e quindi via con le battutine sul fumo et similia. La solita ignoranza italiana.

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Fonte: Vigili del Fuoco

L’incendio è scoppiato intorno alle 17.45 dal 15esimo piano del palazzo. Ha interessato due civici, i numeri 32 e 34 del palazzo di via Antonini in cui abitavano 70 persone. Una residente proprio nel primo piano colpito racconta all’ANSA che «abbiamo sentito odore di fumo e siamo subito scappati via. Non pensavo fosse così grave. I vigili del fuoco mi hanno detto che sarebbe partito dall’altro lato del mio piano dove vive un ragazzo che dovrebbe essersi messo in salvo.» Al momento, infatti, sembra che non ci siano feriti e come vittime ci sono “solo” i poveri animali che «graffiavano dietro le porte per uscire».

Fortunatamente i vigili del fuoco che da ore si stanno occupando di questa tragedia hanno fatto sapere all’Adnkronos che «l’edificio non rischia di cadere, non è stata intaccata la struttura portante, si è bruciato il rivestimento ma non c’è pericolo che crolli», tuttavia sottolineano che «il palazzo è ancora in fase di spegnimento, siamo ancora sul posto con tutte le squadre e stiamo cercando di salire i piani, che restano bollenti. Abbiamo difficoltà a salire per constatare che tutti siano effettivamente stati evacuati. Per ora siamo arrivati fino al sesto piano».

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Fonte: Twitter

Ovviamente la questione non finirà nel momento in cui l’incendio sarà spento, perché bisognerà accertarsi chi o cosa ha causato questa tragedia che ha coinvolto fin troppe persone e famiglie. I vigili del fuoco hanno infatti fatto sapere che «ci sono già i funzionati e gli ingegneri per disporre tutte le verifiche strutturali». «La magistratura è già al lavoro per chiarire la dinamica dell’accaduto. Il mio auspicio è che le responsabilità siano accertate con rapidità. La Torre dei Moro è stata costruita poco più di 10 anni fa e non è accettabile che un edificio così moderno si sia dimostrato del tutto vulnerabile», ha detto il sindaco di Milano Beppe Sala.

Il Fatto Quotidiano ha intervistato una residente del palazzo, della Torre dei Moro di via Antonini a Milano, che ha raccontato che «siamo 70 famiglie senza una casa, oggi ripartiamo da zero». Lei abitava al quarto piano e ha detto che del suo appartamento come del suo palazzo «non è rimasto nulla». Ha anche detto che ieri a causa della fuga «c’è chi ha lasciato gli animali domestici in casa» e quindi non è vero che non ci sono vittime. La vita degli animali vale quanto quella di un uomo e se non ce ne rendiamo conto abbiamo bisogno di farci un esame di coscienza.

L’amministratore del palazzo, Augusto Bononi, si è messo in contatto con i costruttori, proprio perché il palazzo era moderno e ignifugo: «Li ho sentiti e non hanno detto nulla, si sono limitati a dire che sono rimasti molto sorpresi. Ci domandiamo tutti come ha fatto il palazzo a bruciare così velocemente. Penso che la Procura comincerà a capire le cause, l’importante è che non ci siano stati feriti». La protezione civile si occuperà delle persone che ora sono senza una casa, ma l’amministratore è già in contatto con Reale Mutua, con cui il palazzo ha un’assicurazione: «Ho messo in allerta anche loro e ci dobbiamo sentire per aiutare le persone che sono rimaste senza nulla».

Buongiorno Milano. Ieri la nostra città ha vissuto ore di profonda preoccupazione per le fiamme che hanno avvolto la…

Pubblicato da Beppe Sala su Lunedì 30 agosto 2021

Incendio a Milano: i messaggi dal web

Da tutta Italia sono arrivati messaggi di solidarietà e di rabbia, perché, come ha detto il sindaco Sala, è inaudito che un edificio che tra l’altro sarebbe dovuto essere ignifugo, abbia preso fuoco così velocemente e soprattutto causando così tanti danni. Insieme alla solidarietà, però, ci sono anche gli utenti (spesso che si nascondono dietro un profilo anonimo, ma molti anche con il coraggio di mostrare il proprio volto) che hanno voluto ironizzare o lanciare cattiverie al vincitore di Sanremo 2019 che ha come unica colpa quella di essere famoso. Anche lui è vittima dell’incendio di Milano, nessuno ha ironizzato sulle altre famiglie, per cui perché colpire Mahmood?

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Fonte: Twitter

«Avrà sciolto male il fumo», commenta un utente su Facebook, riguardo Mahmood. Altri invece hanno il coraggio di mettere in mezzo l’«aiuto agli altri stati», facendo probabilmente riferimento a quel che sta avvenendo in Afghanistan: «Speriamo queste persone vengano aiutate dallo stato non è solo portare persone dagli altri stati è aiutarle», commenta una signora sempre su Facebook. Un altro ancora è mister empatia: «Sono appartamenti che partono da 600/700 mila euro sono assicurati che non rompano i cocomeri c’è di peggio sono vivi ringrazino Dio». Ma passiamo ai social più seri. Cosa dicono gli utenti su Twitter?

Autore

  • Giulia, 22 anni, blogger. Amo scrivere, leggere, guardare serie tv e anime, i gatti e seguire le giuste polemiche. Instagram: @murderskitty

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