FLASH NEWS

Polonia, vittima di abusi sessuali chiede 4,7 milioni di euro alla Chiesa: è la più grande causa di risarcimento mai avviata nel Paese

Condividi

Si è aperto in Polonia quello che viene considerato il più grande procedimento di risarcimento mai intentato contro la Chiesa cattolica per un caso di abusi sessuali su minori. Protagonista della vicenda è Janusz Szymik, che accusa un sacerdote di aver abusato di lui centinaia di volte tra il 1984 e il 1989, quando era un chierichetto di appena dodici anni nella parrocchia di Międzybrodzie Bialskie, nel sud del Paese.

uid_1ecabd5bc507421080af094e9054f7f4_width_900_play_0_pos_0_gs_0_height_506 Polonia, vittima di abusi sessuali chiede 4,7 milioni di euro alla Chiesa: è la più grande causa di risarcimento mai avviata nel Paese

L’uomo, che ha scelto di rendere pubblica la propria identità, chiede all’arcidiocesi di Cracovia un risarcimento di 20 milioni di zloty, pari a circa 4,7 milioni di euro. Secondo i suoi legali, la cifra sarebbe proporzionata alla gravità e alla frequenza degli abusi subiti. L’obiettivo della causa è dimostrare che il sacerdote, identificato negli atti come Jan W., avrebbe violentato il minore almeno 400 volte durante gli anni in cui operava sotto la giurisdizione dell’arcidiocesi.

Le accuse e le denunce rimaste inascoltate

La vicenda affonda le sue radici negli anni Ottanta, ma per molto tempo le denunce di Szymik rimasero senza conseguenze. Nel 1993 e successivamente nel 2007 l’uomo informò l’allora vescovo di Bielsko-Żywiec, Tadeusz Rakoczy, raccontando gli abusi e manifestando il timore che altre vittime potessero essere coinvolte. Secondo quanto emerso successivamente, però, il vescovo non intervenne. Nel 2021 il Vaticano lo ha sanzionato proprio per la sua negligenza nella gestione del caso.

Soltanto dopo il pensionamento di Rakoczy, il suo successore Roman Pindel dispose un’indagine canonica nei confronti del sacerdote. Jan W. ammise di aver avuto rapporti sessuali con la vittima e venne inizialmente sospeso dal ministero sacerdotale. Nel 2024 il Vaticano ha infine deciso di ridurlo allo stato laicale, espellendolo definitivamente dal sacerdozio.

La prima vittoria in tribunale

A causa della prescrizione dei reati, non è stato possibile procedere penalmente contro l’ex sacerdote. Szymik ha quindi intrapreso la strada civile. Una prima causa contro la diocesi di Bielsko-Żywiec si è conclusa nel gennaio 2025 con una sentenza storica: il tribunale ha riconosciuto che la vittima era stata ripetutamente abusata e ha condannato la diocesi al pagamento di 400 mila zloty, il più alto risarcimento mai concesso in Polonia in un caso di abusi del clero.

WEBP_FOUR_THREE_1280 Polonia, vittima di abusi sessuali chiede 4,7 milioni di euro alla Chiesa: è la più grande causa di risarcimento mai avviata nel Paese

Nella stessa sentenza, però, il giudice ha stabilito che la responsabilità diretta per gli atti commessi dal sacerdote spettava all’arcidiocesi di Cracovia, poiché Jan W. operava sotto la sua autorità nel periodo in cui gli abusi sarebbero avvenuti. Da qui nasce il nuovo procedimento, molto più ampio, che si è aperto in questi giorni davanti al tribunale distrettuale di Cracovia.

Il ruolo del cardinale Dziwisz

Tra i testimoni convocati figura anche il cardinale Stanisław Dziwisz, ex arcivescovo di Cracovia e storico segretario personale di Giovanni Paolo II. I legali di Szymik sostengono che Dziwisz avrebbe ricevuto segnalazioni riguardanti Jan W. da altri sacerdoti. Il cardinale, oggi ottantasettenne, non si è però presentato alla prima udienza, giustificando l’assenza con problemi di salute. Il tribunale ha chiesto la documentazione medica per verificare l’impedimento.

Nel corso dell’udienza sono stati ascoltati psicologi e medici che hanno seguito la vittima nel corso degli anni. Gli avvocati stanno inoltre cercando di rintracciare Jan W. per ottenere una sua testimonianza diretta, ma al momento la sua posizione non è stata individuata con precisione.

«La mia vita è stata stravolta»

Parlando con i giornalisti prima dell’inizio del processo, Szymik ha spiegato che la sua battaglia non riguarda soltanto il risarcimento economico. “La mia vita è stata completamente stravolta, soprattutto dal punto di vista spirituale e psicologico“, ha dichiarato. “Mi considero una persona interiormente spezzata, ma continuo a lottare per la giustizia e per ottenere una riparazione dopo tanti anni“.

z26285614IEG,Janusz-Szymik-jako-nastolatek-przez-kilka-lat--byl Polonia, vittima di abusi sessuali chiede 4,7 milioni di euro alla Chiesa: è la più grande causa di risarcimento mai avviata nel Paese

L’uomo ha inoltre rivelato di aver incontrato recentemente il nuovo arcivescovo di Cracovia, Grzegorz Ryś, affermando di aver sentito per la prima volta parole di scuse ufficiali da parte di un rappresentante della Chiesa.

Un caso simbolo per la Chiesa polacca

Il caso arriva in un momento particolarmente delicato per la Chiesa cattolica polacca, da anni alle prese con un numero crescente di denunce per abusi sessuali e accuse di insabbiamento. Negli ultimi anni il Vaticano ha adottato provvedimenti contro diversi vescovi accusati di aver ignorato o gestito in modo inadeguato le segnalazioni ricevute.

Il procedimento aperto a Cracovia potrebbe ora rappresentare uno dei processi più importanti mai celebrati nel Paese sul tema delle responsabilità istituzionali della Chiesa nella gestione degli abusi sui minori. Al di là dell’esito giudiziario, la causa intentata da Janusz Szymik è destinata a diventare un punto di riferimento nel dibattito polacco sugli abusi del clero, sulla tutela delle vittime e sul ruolo delle gerarchie ecclesiastiche nel riconoscere e affrontare gli errori del passato.

Non perderti le nostre news!

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

Giulia, 27 anni, laureata in Filologia Italiana con una tesi sull'italiano standard e neostandard, "paladina delle cause perse" e insegnante di Italiano Lingua non materna. Presidente di ESN Perugia e volontaria di Univox. Amo scrivere, leggere, guardare serie tv e anime, nuotare, i gatti e seguire le giuste polemiche. Instagram: @murderskitty

Ti potrebbe interessare