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Sorelle scomparse da due settimane, la madre teme il peggio: le ricerche si concentrano nel Basso Lazio

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A oltre due settimane dalla scomparsa di Sarah, 12 anni, e Alisya, 16 anni, il caso delle due sorelle svanite dalla casa famiglia di Civitella Alfedena, in provincia dell’Aquila, continua a tenere con il fiato sospeso familiari e investigatori. Mentre le ricerche proseguono senza sosta, emergono nuovi elementi che hanno spinto gli inquirenti a spostare l’attenzione dall’Abruzzo al Basso Lazio, tra Minturno e Gaeta.

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Sarah e Alisya sono sparite all’inizio di giugno dalla struttura che le ospitava nel Parco Nazionale d’Abruzzo. Da quel momento non si sono più avute notizie certe delle due ragazze. Le autorità hanno immediatamente attivato le ricerche, coinvolgendo carabinieri, protezione civile e volontari, ma finora senza risultati concreti. Nei giorni scorsi l’ipotesi prevalente era quella di un allontanamento volontario. Le indagini si sono concentrate sui rapporti familiari e sulle amicizie delle ragazze, cercando di ricostruire eventuali contatti o luoghi in cui avrebbero potuto rifugiarsi.

Il dolore della madre

A rendere ancora più drammatica la vicenda sono le parole attribuite alla madre delle ragazze, Valentina D’Acunto, che da giorni vive nell’angoscia dell’incertezza.

Secondo quanto riferito dal suo avvocato, Enrico Mastantuono, la donna teme ormai il peggio. «Valentina pensa che le ragazze non ci siano più, che siano morte», ha spiegato il legale, aggiungendo che la madre ritiene impossibile che, se fossero vive, non avrebbero trovato un modo per mettersi in contatto con lei dopo così tanto tempo. Parole che fotografano uno stato di profonda disperazione. La donna, che vive a Minturno, non avrebbe praticamente lasciato la propria abitazione dall’inizio della vicenda.

Non si può quantificare il dolore di una mamma. Lei sa bene come stanno le cose, il marcio che c’è sotto e che ha portato alla tragedia. Lei non è una showgirl, c’è chi fa il frontman in questa situazione, ma lei non fa la showgirl.

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L’avvocato, tuttavia, invita a non perdere completamente la speranza. L’assenza di prove concrete e il fatto che non siano stati trovati elementi riconducibili a un tragico epilogo lasciano aperta ogni possibilità. Tra gli aspetti che alimentano l’ottimismo degli investigatori c’è anche la notizia secondo cui le due sorelle avrebbero portato con sé effetti personali e trucchi, dettaglio compatibile con una fuga pianificata.

«“Valentina e il compagno Vincenzo, lui originario di Torre del Greco, sono insieme a Minturno. Vincenzo l’ha accompagnata quando la donna è andata a trovare le figlie il 17 maggio, l’ultima volta. Lui è un’altra vittima, sarà un’altra costituenda parte civile in tutta questa storia», conclude l’avvocato.

Le indagini si spostano tra Minturno e Gaeta

Negli ultimi giorni il baricentro delle ricerche si è trasferito nel Lazio meridionale. Gli investigatori stanno verificando la presenza delle ragazze presso abitazioni di parenti, amici e conoscenti della madre tra Minturno e Gaeta.

La svolta investigativa sarebbe arrivata dopo l’audizione di Youssef, il fidanzato di Alisya, ascoltato per diverse ore dal procuratore di Sulmona. Le sue dichiarazioni avrebbero fornito nuovi spunti agli inquirenti, che ora stanno verificando ogni possibile pista.

Per coordinare le attività investigative sono state coinvolte non solo la Procura di Sulmona, ma anche quelle di Cassino e Latina, a conferma della complessità del caso e dell’ampiezza del territorio interessato dalle ricerche.

La posizione del padre

Di segno opposto rispetto alle paure della madre è la convinzione del padre delle ragazze, Stefano Di Giacinto, che continua a credere che Sarah e Alisya siano vive.

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Attraverso il suo avvocato, Francesco Riccardi, l’uomo ha ribadito la propria fiducia in un esito positivo della vicenda. Secondo la sua ricostruzione, negli ultimi tempi le figlie stavano gradualmente riallacciando i rapporti con lui dopo anni difficili e caratterizzati da tensioni familiari.

Alisya e Sarah si stavano sciogliendo con il papà, stavano ricostruendo un rapporto dopo anni di bugie e manipolazioni, e questo lo dice una sentenza del Tribunale di Cassino, da parte della madre. Noi restiamo speranzosi di ritrovarle.

Per questo motivo il padre resta convinto che le ragazze possano essere ancora in vita e che la loro scomparsa sia legata a una scelta volontaria piuttosto che a un evento tragico.

Un mistero ancora senza risposte

A oggi non esistono certezze sul destino delle due sorelle. Gli investigatori continuano a seguire ogni pista, dalle amicizie ai rapporti familiari, fino ai possibili spostamenti tra Abruzzo e Lazio.

Nel frattempo, il caso resta avvolto nel mistero. Da una parte il dolore e i timori della madre, dall’altra la speranza del padre e degli inquirenti di poter ritrovare Sarah e Alisya sane e salve.

Finché non emergeranno elementi concreti, ogni ipotesi rimane aperta. L’unica certezza è che, dopo quattordici giorni di silenzio, il tempo che passa rende sempre più urgente arrivare a una risposta.

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Giulia, 27 anni, laureata in Filologia Italiana con una tesi sull'italiano standard e neostandard, "paladina delle cause perse" e insegnante di Italiano Lingua non materna. Presidente di ESN Perugia e volontaria di Univox. Amo scrivere, leggere, guardare serie tv e anime, nuotare, i gatti e seguire le giuste polemiche. Instagram: @murderskitty

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