Zona rosso scuro: cos’è? Quali sono le regioni coinvolte?


Sì, avete capito bene: dopo la zona bianca, abbiamo una zona rosso scuro. Cos’è? Come funziona? Quali sono le limitazioni? Non possiamo neanche uscire fuori dal balcone? No, no, nulla di troppo eclatante, state tranquilla. La zona rosso scuro funziona più a livello europeo che a livello italiano, infatti le regioni italiane coinvolte non subiranno alcun cambiamento di rango nazionale, bensì lo subiranno di rango europeo. Vediamo in cosa consiste.

La decisione sull’introduzione della zona rosso scuro è stata presa dalla commissione Ue, a presentarla infatti è stato il commissario Ue per la Giustizia, Didier Reynders durante la conferenza stampa sulle nuove misure europee per gli spostamenti all’interno e all’esterno dell’Unione Europea. Questo a causa dell’aumento dei casi e della situazione Covid-19 in Europa, in particolare in seguito alle varianti più contagiose.

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Fonte: europa.eu

Zona rosso scuro: cosa cambia?

Potrete aver compreso, quindi, che il cambiamento avviene per gli spostamenti, per cui se non avete nei vostri piani un viaggio all’estero questa zona rosso scuro non vi cambia la vita in alcun modo. Se invece dovete spostarvi all’estero (in fin dei conti, non ci sono limitazioni…), prestate molta attenzione e tenetevi aggiornati su quali regioni vengono coinvolte in questa zona. In ogni caso, vediamo cosa cambia.

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Fonte: Rai News

Prima di partire dovete fare obbligatoriamente un tampone e, nonostante facciate il tampone, dovete anche fare una quarantena non appena arrivate. Ci sono delle eccezioni per chi si sposta per motivi di salute o per gravi questioni familiari, come funerali o visite a parenti malati, così come ci sono per lavoratori o studenti transfrontalieri.

Più che a proteggere, la zona rosso scuro serve più a spronare le persone a non partire per farsi la vacanza, perché dovrebbero fare il tampone, perché dovrebbero fare la quarantena e, insomma, perderebbero tanto tempo. Saranno concessi senza alcuna limitazione solo gli spostamenti urgenti e non quelli non essenziali che possono essere fatti anche in un periodo in cui non siamo in pandemia.

Come viene calcolata la zona rosso scuro?

Una cosa positiva è che non funziona come i nostri colori. Se una provincia ha numeri da zona rossa e un’altra li ha da zona gialla, la regione è comunque arancione/rossa (un caso del genere è avvenuto in Puglia a fine 2020). In Europa, invece, se una regione ha numeri da zona rosso scuro, non viene coinvolta l’intera nazione ma solo quel territorio.

Ma come si entra in zona rosso scuro? È diverso dai calcoli che conosciamo: mentre in Italia si prendono in considerazione i dati del contagio, l’indice di trasmissione Rt, gli indicatori relativi alla situazione degli ospedali e delle terapie intensive, l’Unione Europea prende in considerazione:

  • numero di nuovi casi notificati ogni 100mila abitanti negli ultimi 14 giorni;
  • numero di test per 100mila abitanti effettuati nell’ultima settimana (tasso di test);
  • percentuale di test positivi effettuati nell’ultima settimana (tasso di positività del test).

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Quali regioni italiane sono in zona rosso scuro?

Sì, ci sono in Italia, così come in Portogallo, in Spagna, in Francia, in Germania e nei Paesi scandinavi (ad annunciarlo è Reynders che mostra la simulazione di come sarà la mappa secondo l’Ecdc, il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie), delle zone rosso scuro. Si teme che possano colorarsi anche alcune zone dell’Irlanda, Germania, Repubblica Ceca, Baltici, Svezia, Cipro e alcune zone dell’Europa centro-orientale.

Le zone saranno così divise:

  1. Verde: meno di 25 nuovi casi su 100.000, con tasso di positività del test inferiore al 4% in 14 giorni;
  2. Arancione: tasso di notifica in 14 giorni con meno di 50 casi per 100.000, con tasso di positività dal 4% o più oppure con nuovi casi fra 25 e 150 per 100.000 e con il tasso di positività inferiore al 4%;
  3. Rosso (scuro): 50 casi per 100.000 o più in 14 giorni, con il tasso di positività del test al 4% o superiore, oppure se il tasso di notifica di 14 giorni è maggiore di 150 casi per 100.000;
  4. Grigio: informazioni insufficienti o tasso di test inferiore a 300 casi su 100.000.

Le regioni italiane coinvolte nel punto tre sono: Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna e la provincia autonoma di Bolzano. Le regole che abbiamo descritto prima valgono sia per chi arriva che per chi parte da questi luoghi, quindi, diciamo, che vengono spronati a restare a casa. Tuttavia, l’Unione Europea ha anche detto che queste sono delle linee guida, per cui rispettare o no queste regole spetterà al singolo Paese.

I presidenti delle tre regioni hanno già reagito molto male al sentire questa notizia. L’assessore regionale alla Sanità dell’Emilia Romagna, Raffaele Donini, ha detto che «l’Emilia-Romagna, con i dati attuali, non correrebbe certo il rischio di entrare a livello europeo in zona rosso scuro, ammesso che l’ennesima sfumatura cromatica possa essere il miglior modo per contrastare l’epidemia».

Luca Zaia, invece, ha affermato: «Immagino che l’Ecdc parta dalla considerazione che i dati italiani siano uniformi. È un errore di fondo che porta a dati fuorvianti. Bisogna ribadire per l’ennesima volta che il numero di positivi a settimana su centomila abitanti dipende dalle positività che si trovano facendo tamponi»

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