Youtube: perché hanno così tanto successo le compilation di hacks

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A chi non è mai capitato di incappare in video dai titoli altisonanti, con thumbnail accattivanti e immagini che ad un primo sguardo sembrano impossibili? E’ questo il genere di video che sta spopolando sia sui social network che su YouTube, e che tutti almeno una volta abbiamo visto pensando “non è possibile che funzioni davvero”.

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Fonte: YouTube

Dai video su Youtube che mostrano come costruire un paio di mutandine con la colla a caldo a quelli che promettono di trovare fabbricare un diamante semplicemente mettendo una matita nel microonde, questi life hack (letteralmente trucchetti che dovrebbero migliorare la vita di chi li mette in pratica) non sono passati inosservati.

Sono molti i creator che da qualche anno hanno iniziato una vera e propria attività di debunking, per dimostrare come questi video contengano in realtà consigli fasulli, se non addirittura pericolosi – perché se si mette la grafite nel microonde l’unica cosa che si ottiene è probabilmente un’esplosione, tanto per dirne una.

I video che fanno piacere agli algoritmi

Eppure questi video su Youtube continuano ad esistere e a girare. Che male c’è, si potrebbe pensare, basta non guardarli. Che non guardarli sia il primo passo per mantenere una stabilità mentale, non vi è dubbio.

Non ci sarebbe niente di male, è vero, se non fosse che questi canali sono fonte di guadagni da capogiro (al link un esempio tra tanti) per chi li gestisce, con miliardi di iscritti e visualizzazioni che tanto sono cari agli inserzionisti. Infatti, non solo YouTube provvede a piazzare a inizio e fine video annunci di diverso genere, ma molto spesso questi canali attuano delle collaborazioni con diversi brand che vengono quindi pubblicizzati attraverso i loro video.

Tutto questo, sia chiaro, è perfettamente lecito. Niente vieta a nessuno di postare contenuti sul web e monetizzarli. Il punto, tuttavia, è che ormai si assiste ad una vera e propria inversione di tendenza.

Alla nascita del web, e soprattutto del cosiddetto Web 2.0, ci si prospettava un mondo nuovo. Un mondo che avrebbe visto la nascita e lo sviluppo di fonti di informazione alternative e veritiere. La verità è che ci troviamo davanti un Internet dove il low quality content (contenuti di bassa qualità) ha la meglio su quella che dovrebbe essere la vera informazione.

Molti, infatti, si trovano costretti ad ammettere la propria sconfitta dinnanzi al fatto che clickbait e messaggi brevi, stupidi e cringe tolgono letteralmente spazio vitale a content creator di Youtube più modesti la cui mole di lavoro per produrre contenuti di qualità e l’investimento per portarli al pubblico non vengono di fatto ripagati.

Troom Troom, So Yummy, Blossom, 5 Minutes Craft. Questi sono i quattro canali più famosi che, tra i tanti, lo stesso algoritmo di Youtube fa rimbalzare sulla nostra home.

Infatti, non vi è menzione nel regolamento della piattaforma contro le cosiddette content farm, ovvero grandi produzioni che gestiscono diverse reti di canali che ogni giorno postano video di questi format. Sono contenuti progettati appositamente per soddisfare gli algoritmi del sito, in modo da avere la massima visibilità sui motori di ricerca e non solo.

In questo modo l’algoritmo di Youtube fa rimbalzare questi video direttamente nella sezione dei “Raccomandati”, in base al numero di views, al tempo di visualizzazione, al numero di annunci effettivamente lanciati sul video.

Come sono fatti i video acchiappa-like e iscritti

Le caratteristiche principali sono: thumbnail palesemente modificate e truccate, titoli con una promessa (es: I 5 CONSIGLI CHE TI CAMBIERANNO LA VITA!!!”, oppure “SITUAZIONI IN CUI TUTTE LE DONNE POSSONO RIVEDERSI!!!”), e una carrellata di video brevi, accelerati, che mostrano ambienti quasi irrealistici.

Molto spesso questi video sono accompagnati da una voce narrante che parla un inglese quasi robotico, i personaggi non hanno quasi mai un nome (es: “the blue eyed girl”, la ragazza con gli occhi blu) e gli attori che li interpretano sono spesso gli stessi in diverse situazioni.

Inoltre, la maggior parte dei video, presenta due o tre minuti di contenuti effettivamente originali (nel senso di non visti prima) mentre i restanti 7/8 minuti sono propriamente riempiti riciclando clip da altri video precedenti. Con il risultato che per allungare il tempo del video (video più lunghi = più annunci pubblicitari = più entrate per il canale) non si fa altro che indurre gli utenti a guardare sempre le stesse cose.

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Fonte: Pixabay

Perché non ci piacciono

Video del genere, inoltre, sono indirizzati principalmente al pubblico dei più piccoli, complici i colori brillanti e i messaggi espressi in modo semplice e immediato.

Si intende, dunque, la pericolosità che potrebbero avere video del genere nei confronti dei più piccoli che vengono di fatto invitati a maneggiare sostanze pericolose (in uno di questi video si suggerisce di immergere delle fragole nella candeggina per farle diventare bianche) senza supervisione e a giocare con forni a microonde e gas proponendo ricette inverosimili.

Senza necessariamente far partire un dibattito semplicistico della serie “Internet è brutto e cattivo e plagia i bambini”, è evidente che contenuti di questo tipo fanno storcere il naso sulla effettiva efficacia e informatività di un mezzo di informazione così diffuso tra utenti di tutte le età, come Youtube.

Dove, al pari che in qualsiasi altro medium tradizionale, i contenuti di qualità necessitano giorni di preparazione e di studio; e in particolare nell’ambiente del video-making dove la qualità è dettata non solo dalle informazioni ma anche dalle abilità di montaggio e video editing.

In conclusione, dunque, l’invito non è semplicemente a non guardare questi video presenti sulla piattaforma di Youtube. Questi video continueranno a girare per molto tempo. Ma ad osservare con attenzione e senso critico questi fenomeni, per comprendere l’ambiente mediatico in cui siamo immersi. Un ambiente come Internet dove, allo stesso modo della “vita vera”, meritocrazia, qualità e passione sono depenalizzati in favore di capitali e mezzi per aggirare la vera natura del sistema.

Fonti

Nonostante la mia esperienza di consumer su Youtube, per l’argomento mi sono servita delle seguenti fonti:

  • i video di questa playlist: https://www.youtube.com/watch?v=vSBSzWmjXO0&list=PLPT0YU_0VLHxJMqHBC2_OMTYWwQ5z_iP4
  • https://www.vox.com/the-goods/2018/11/12/18065662/troom-troom-5-minute-crafts-youtube-diy-prank
  • https://mediummagazine.nl/content-farms-and-youtube-algorithms-match-made-in-heaven-or-partners-in-crime/

 

 

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