X-Factor: la musica non ha genere


Nelle ultime ore abbiamo assistito ai soliti boomer o nemici del “politicamente corretto fare l’ennesima lotta inutile: X Factor ha deciso di eliminare la categoria che separa i cantanti uomini da quelle donne. Sì, non c’è nulla di male, in fin dei conti non ascolti un cantante perché è uomo o donna, ma perché ti piace la sua voce, perché ha talento, tuttavia qualcuno ci ha visto qualcosa di male.

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Fonte: Sky

Dopo aver confermato Ludovico Tersigni come nuovo presentatore dello show, X Factor non smette di stupire, in positivo. Sembrerebbe infatti che questa nuova edizione sia proprio giovanile, non solo per il conduttore ma anche per come si cerca di andare contro le etichette di genere che, in un programma in cui al centro vi è la musica, erano davvero inutili. In più, sono anche stati presentati i giudici, per cui, prima di vedere questa novità e vedere la reazione online, conosciamo i giudici.

I giudici, in realtà, saranno gli stessi della precedente edizione, per cui sotto questo punto di vista nessun cambiamento radicale. Rivedremo quindi Emma, Hell Raton, Manuel Agnelli e Mika. I giudici confermano la loro presenza in questa edizione di X Factor nello stesso video in cui si annuncia anche l’eliminazione delle categoria per genere, che tra l’altro, come in molti hanno fatto notare, già non esiste a Sanremo, ma che non era neanche presente nelle prime edizioni dello show. Per cui, spiace per tutti gli indignati.

X Factor: addio alle categorie di genere

L’Executive Vice President Programming Sky Italia ha dichiarato: «Poter confermare oggi la giuria, con Emma, Manuel Agnelli, Mika e Hell Raton, è un’ottima notizia per X Factor e per il pubblico. I nostri giudici hanno fatto un lavoro grandioso lo scorso anno – in una delle edizioni più complesse dello show, realizzata durante il lockdown, ma anche tra le più apprezzate – sia al tavolo sia nel faticoso e appagante impegno quotidiano con i ragazzi», confermando quindi i giudici.

Annuncia poi, senza troppi giri di parole, l’eliminazione della «suddivisione in categorie tradizionali», sottolineando che è la «prima volta al mondo in questo format». «Una novità che è parte integrante del percorso e del DNA di X Factor, da sempre un programma figlio del suo tempo, sia nella musica dove la missione è quella di non seguire le tendenze ma cercare di anticiparle, sia nella società, sostenendo da sempre senza alcun timore i princìpi di inclusività e accoglienza che tutti noi riteniamo essere fonte perenne di arricchimento», ha detto.

«Eliminando la storica divisione in categorie X Factor non solo accoglie il cambiamento, ma vuole farsene portabandiera: in un mondo che non ha più bisogno di fare distinzioni di genere o di età, per noi talento è un sostantivo neutro. A tutti i concorrenti che saremo orgogliosi di accogliere sul palco chiederemo di portare con sé l’unica cosa che davvero gli occorre: il loro personale, unico “X Factor”».

L’unica cosa richiesta ai concorrenti è di avere il talento. In fin dei conti, ha senso. Se ci sono, ad esempio, 7 donne talentuose su 5 che possono entrare e 3 uomini talentuosi su 5 che possono entrare, 2 uomini entrerebbero al posto di 2 donne che lo avrebbero meritato di più (e viceversa, ovviamente, non fate del drama su un esempio). Per questo Gabriele Immirzi, CEO di Fremantle è fiero di essere il «primo X Factor al mondo a intervenire su uno storico elemento di formato che ha sempre caratterizzato il programma».

Sottolinea poi che, «d’accordo con Syco Entertainment, sentiamo lontano dalla realtà di tutti i giorni, soprattutto per le generazioni che a X Factor partecipano. Vogliamo assistere alla crescita di talenti musicali senza etichette e distinzioni, che non siano il valore e la qualità artistica dei loro progetti». Anche i giudici si sono espressi a fare di quest’abolizione, per cui vediamo cos’hanno affermato a riguardo:

«Sono curiosissima di affrontare questa nuova sfida senza le barriere dei generi. Per questo ringrazio tutti gli autori che sono riusciti a portare a casa questa bella scommessa. Saremo i primi nel mondo a farlo, è giusto così: basta limiti, basta ghettizzarsi, soprattutto nell’arte, quando si è veramente liberi si vivono emozioni ed esperienze molto più profonde, a parer mio»

Emma
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«Il mio intento per questa edizione 3.0 di X Factor è aggiungere, nel rispetto delle regole, un nuovo elemento al mio ruolo di giudice, portare un pezzo del mio immaginario e del mio lavoro per accompagnare i ragazzi nel loro percorso, lavorando – oltre che sul suono e sul repertorio – anche sulla visione. Sarà questa la mia sfida: trovare dei talenti e sperimentare con loro a 360 gradi. Non sarà facile ma voglio provare a lavorare non solo sul 3.0 ma anche in 3D!».

Hell Raton
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«Quando un programma, un progetto è così importante è sempre difficile trovare il coraggio e la disponibilità per cambiarlo pensando di poterlo migliorare. Spesso le volontà restano pensieri e parole e si viene tacciati di presunzione o ingenuità. Ci vuole tempo. Nella scorsa edizione si sono viste le prime avvisaglie di un cambiamento che, fra alti e bassi, è iniziato qualche anno fa e che quest’anno andremo ad amplificare ulteriormente. Un talent che diventa definitivamente un contest.

Un progetto che si apre non solo a generi musicali poco rappresentati in tv, ma soprattutto ad un approccio nei confronti della musica non per forza condizionato dalle scelte e dalle convenienze del mercato. Meno condizionato, in realtà, anche dalle esigenze della televisione stessa. Perché è cambiata la percezione della gente e quello che in teoria non dovrebbe essere televisivo finalmente lo è diventato. 

Lo hanno dimostrato ad esempio, l’anno scorso, i Little Pieces of Marmelade e N.A.I.P., che sono arrivati in finale e se la sono pure giocata. Questo è un progetto più contemporaneo, che non insegue più gli eventi ma che li alimenta e talvolta li scova o addirittura, come nel caso dei Maneskin, li genera. Un programma che fa del racconto della musica in televisione il proprio centro. Non è poco in questo momento storico. Il racconto, la trasmissione dell’esperienza servono a tutti e sono più importanti del trovare a tutti i costi l’ennesimo fenomeno. È un esperimento tutto italiano.

Perché è qui che abbiamo combattuto per questo. L’abolizione della suddivisione in categorie è una svolta importante, succede solo da noi. Ci permetterà di approfondire i diversi approcci musicali in maniera più netta e più libera dai paletti del format. Ma è solo l’inizio ed è solo uno degli aspetti.

È la natura del programma, grazie alle persone che lo compongono e progettano, che cambia sempre di più. Con la giusta velocità e la giusta misura per non fare i situazionisti o i ribelli della domenica, ma in maniera netta. Le persone contano. Più dei format. Sono contento di fare parte di questa piccola rivoluzione e orgoglioso di esserne parte attiva».

Manuel Agnelli
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«X Factor Italia è espressione musicale e artistica dell’individuo. È uno show che provoca e alimenta la libertà di espressione. Ora più che mai, la rimozione della suddivisione nelle tradizionali categorie non è solo un fantastico passo avanti, ma è anche necessario. Un artista non dovrebbe essere predefinito in base al sesso o all’età. Un artista non deve competere sulla base di queste divisioni, ma sulla forza della propria visione artistica e musicale. Sono così felice che X Factor Italia sia il primo Paese al mondo ad avere il coraggio di farlo».

Mika
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E voi cosa pensate di questa scelta di X Factor?

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