Taylor Swift: il processo per plagio di Shake it off è stato rimandato

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Nel 2014 Taylor Swift, una delle cantanti più famose, apprezzate e criticate (in particolare da chi ritiene che “scriva canzoni per gli ex” o addirittura che sia stata resa famosa da Harry Styles), ha pubblicato uno dei suoi più grandi successi: Shake It Off. Non poteva di certo immaginare che quella canzone che tutti abbiamo cantato e ballato almeno una volta nella nostra vita, potesse portarla al processo, nel 2022. Ma cos’è successo? Dei membri del gruppo femminile 3LW, probabilmente alla ricerca di fama, hanno deciso di denunciarla per plagio.

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Shake It Off di Taylor Swift

Le donne sono tutte femministe finché non si tratta di Taylor Swift, e una testimonianza è proprio Demi Lovato che, da grande femminista, difese Scooter Braun (non era comunque la prima volta che andava contro la Swift) che per anni ha bullizzato la cantante di Shake It Off e che poi è persino divenuto proprietario di tutta la sua musica, tant’è che la Swift adesso sta rilasciando le sue Taylor’s Version. «Tutto quello cui riesco a pensare è l’incessante e manipolativo bullismo che, per anni, ho dovuto sopportare da parte sua», scrisse Taylor in una lettera su Tumblr.

«Per anni ho chiesto, implorato, di poter essere la proprietaria dei miei contenuti. Invece, mi è stata solo offerta la possibilità di firmare nuovamente con la Big Machine Records. Me ne sono andata perché sapevo che una volta che avessi firmato, Scott Borchetta (proprietario della Big Machine Records, ndr) avrebbe venduto l’etichetta, vendendo me e il mio futuro. Ho dovuto prendere la durissima decisione di lasciarmi il passato alle spalle», scrisse. Tuttavia, per Demi Lovato, Braun era una brava persona.

Ma oltre a Demi Lovato, sono tantissime le persone, gli utenti comuni, persino Netflix con le sue serie tv (vi ricordo: Taylor Swift e fans contro Netflix: perché?) che, nel 2022, continuano a fare battutine contro “Taylor Swift e i suoi ex”, sinonimo di sessismo in quanto nessuno fa le stesse battute sui cantanti maschili (un esempio: Ed Sheeran) che scrivono canzoni sulle proprie fiamme, e questo perché ognuno dovrebbe poter pubblicare la musica che vuole, finché rispetta tutti. Ma questo non vale per Taylor Swift, evidentemente.

Taylor Swift e la storia del plagio di Shake It Off

L’accusa di plagio

La prima accusa di plagio per Shake It Off risale al 2017, ma inizialmente giudice distrettuale Michael W Fitzgerald non aveva ritenuto che ci fosse davvero del plagio, ritenendo che i testi fossero troppo “banali” per essere protetti da copyright, citando 13 canzoni – di artisti del calibro di Fleetwood Mac e Notorious BIG – che contenevano un fraseggio simile. Le frasi incriminate sarebbero quelle in cui Taylor Swift canta:

Cause the players gonna play, play, play, play, play/ And the haters gonna hate, hate, hate, hate, hate / Baby, I’m just gonna shake, shake, shake, shake, shake I shake it off, I shake it off

Nella canzone delle 3LW, che si intitola Playas Gon’ Play, ascoltiamo:

Playas, they gonna play/ And haters, they gonna hate/ Ballers, they gonna ball/ Shot callers, they gonna call

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Un messaggio che non abbiamo sentito la prima volta da Taylor Swift, e neanche per l’ultima volta. Tuttavia i cantautori di Playas Gon’ Play Sean Hall e Nathan Butler hanno presentato ricorso contro la sentenza, chiedendo un processo con giuria e danni non specificati, e un tribunale federale ha annullato la decisione nell’ottobre 2019, per cui la storia non è ancora finita.

Un rappresentante di Taylor Swift disse che: «Questi uomini non sono i creatori delle frasi comuni ‘players’ o ‘haters’ o loro combinazioni. Non hanno inventato queste frasi comuni né sono stati i primi a usarle in una canzone». Hanno espresso la loro fiducia che i «veri scrittori di Shake It Off» – ovvero Swift e i co-produttori Max Martin e Shellback – «prevarranno di nuovo. L’affermazione di [Hall and Butler] non è una crociata per tutti i creativi, è una crociata per il conto in banca del signor Hall».

Il 9 dicembre, Fitzgerald ha rifiutato la richiesta di Swift di un giudizio sommario, che avrebbe immediatamente stabilito che non aveva violato il copyright. «Anche se ci sono alcune differenze evidenti tra le opere, ci sono anche somiglianze significative nell’uso delle parole e nella sequenza/struttura», aggiungendo che «la corte non può attualmente determinare che nessun giurato ragionevole possa trovare sostanziali somiglianze di fraseggio lirico, parola disposizione, o struttura poetica tra le due opere».

L’avvocata degli accusatori, Marina Bogorad, ha detto che «i nostri clienti si stanno finalmente avvicinando alla giustizia che meritano così riccamente. L’opinione… è particolarmente gratificante per loro perché rafforza l’idea che la loro creatività ed espressione unica non possono essere sottratte indebitamente senza alcuna punizione». Intanto, però, all’inizio del mese di agosto 2022, la stessa Taylor Swift si è difesa da quest’accusa.

La difesa di Taylor Swift

«Il testo di ‘Shake It Off’ è stato scritto interamente da me. Fino a quando non ho appreso della denuncia dei querelanti nel 2017, non avevo mai sentito la canzone ‘Playas Gon’ Play’ e non avevo mai sentito parlare di quella canzone o del gruppo 3LW», ha affermato. E in effetti la band era conosciuta per il successo “No More (Baby I’ma Do Right)”, pubblicata però quando Taylor Swift era ancora molto giovane, tant’è che lei fa sapere che i suoi genitori non le hanno «permesso di guardare TRL finché non avevo circa 13 anni».

Aggiunge: «Nessuno dei CD che ascoltavo da bambino, o dopo, era della 3LW. Non ho mai sentito la canzone “Playas Gon’ Play” alla radio, in televisione o in nessun film. La prima volta che ho sentito la canzone è stato dopo che questa affermazione è stata fatta».

Spiega poi che «nello scrivere i testi, ho attinto in parte alle esperienze della mia vita e, in particolare, all’incessante controllo pubblico della mia vita personale, alla segnalazione di ‘clickbait’, alla manipolazione pubblica e ad altre forme di critica personale negativa che ho imparato che dovevo solo “shake it off” e concentrarmi sulla mia musica» e, d’altronde, non ci viene molto difficile da credere.

In particolare, però, spiega anche da dove viene quella frase incriminante: «ricordo di aver sentito frasi su giocatori che giocano e odiano pronunciate insieme da altri bambini mentre frequentavano la scuola a Wyomissing Hills e al liceo a Hendersonville. Queste frasi erano simili ad altri detti comunemente usati come “non odiare il giocatore, odiare il gioco”, “prendi una pillola rilassante” e “dillo, non spruzzarlo”». Quindi, come tutte le sue canzoni, vengono da esperienze da lei realmente vissute.

Il rinvio del processo

Tuttavia, nonostante la difesa e nonostante l’iniziale scelta del giudice, adesso Taylor Swift dovrà andare al processo e secondo il tribunale distrettuale degli Stati Uniti per il distretto centrale della California, il processo “Shake It Off” di Taylor è di nuovo rimandato e riprenderà solo il 17 gennaio 2023.

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