Caso Saman Abbas: arrestato lo zio a Parigi

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Saman Abbas è ancora dispersa: non sappiamo se sia effettivamente morta, se i suoi parenti l’hanno rapita o se sono arrivati persino a ucciderla. Ovviamente noi speriamo nella prima ipotesi, ma purtroppo le indagini portano a pensare al peggio. Per chi si fosse perso la storia, Saman era una diciottenne scomparsa dalla fine d’aprile, di lei si parlò a Chi l’ha visto e da quel momento è iniziata la ricerca non solo sua ma anche dei genitori, rientrati in Pakistan ma non rintracciabili. Tra l’altro, quello che fa pensare di più è: tua figlia scompare e tu te ne vai in un altro paese?

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Sia chiaro che su Cup of Green Tea non condanniamo alcuna religione, il problema sono gli estremismi. Estremisti sono stati quei ragazzi che hanno decapitato il cugino omosessuale, quasi con il consenso dei genitori. Estremismo è la mamma di Malika che l’ha cacciata da casa solo perché lesbica. Estremismo sarebbe quello dei genitori di Saman Abbas, se davvero c’entrano con la sua scomparsa, solo perché non voleva avere un matrimonio combinato con un cugino in Pakistan.

Saman Abbas è una delle tante ragazze che si oppongono al matrimonio combinato. Tiziana Dal Pra, fondatrice dell’associazione Trama di Terre che si occupa proprio di aiutare le ragazze a imporsi contro questo orrore sottolinea in un’intervista a Il Fatto Quotidiano che «non lo fanno per imitare l’Occidente, ma perché una donna ha diritto di dire no». E Saman ha avuto il coraggio di dire no, ma non è stata aiutata da nessuno: «In Italia non sono mai state fatte campagne di sensibilizzazione nazionali come in altri Stati. Ne parliamo da anni, eppure niente».

Saman Abbas: la storia di com’è scomparsa

Tutto comincia quando il 27 ottobre la ragazza si rivolge ai servizi sociali comunali per chiedere aiuto: lei non vuole sposarsi, né con suo cugino, né con nessun altro che le sia imposto dai genitori. Saman Abbas vuole prendere le sue decisioni, vuole essere libera, libera di amare e di essere, di avere degli obiettivi e di conseguirli come preferisce, e quando preferisce. Un po’ come tutte le sue coetanee. A novembre viene ospitata in un centro a Bologna, ma l’11 aprile ritorna a casa.

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La sua scomparsa risale a fine aprile, e subito si pensa alla famiglia che, senza se e senza ma, lascia l’Italia per tornare in Pakistan. Il 5 maggio i carabinieri la cercano a casa a Novellara, ma non la trovano. Al momento gli indagati sono cinque: i genitori, uno zio e due cugini, questi ultimi poiché sono presenti in un video del 29 aprile in cui si vedono tre persone con un secchio, due pale e un piede di porco dirigersi nei campi dietro casa. Ed è questa l’ipotesi tragica di molti: il corpo della giovane sarebbe proprio sepolto nei campi dietro casa.

Il padre di Saman Abbas, Shabbar Abbas, ha riferito a Il Resto del Carlino che «il 10 giugno sono a Malpensa. Torno e spiego tutto ai carabinieri. Mia figlia è viva, l’ho sentita l’altroieri», tuttavia questo non convince gli inquirenti, sempre convinti che la ragazza sia ormai morta. Il patriarca, però, resta fermo sulle sue posizioni e nega tutto, affermando che la figlia, al momento, si trova in Belgio. E noi ce lo auguriamo.

La ragazza era tornata a casa ad aprile solo per avere nuovamente i suo documenti, ma «al mio arrivo a casa i miei genitori non mi hanno picchiata, ma si sono arrabbiati rimproverandomi di tutto quello che avevo fatto nei mesi scorsi come scappare in Belgio e andare in comunità. Per quanto riguarda i miei documenti, io li ho visti nell’armadio di mio padre, chiusi a chiave». Saman Abbas comunque aveva già detto al suo fidanzato di sentirsi in pericolo.

Arrestato lo zio di Saman Abbas in Francia

L’ultima notizia riguarda le ultime ore: lo zio di Saman Abbas, Danish Hasnain, è stato arrestato in periferia di Parigi. L’uomo è stato bloccato dalla polizia francese in seguito a un mandato di arresto europeo. Hasnain è uno dei cinque parenti della 18enne indagati per l’omicidio. Secondo le indagini, tra l’altro, sarebbe stato proprio lo zio a ucciderla con la collaborazione dei cugini Ikram Ijaz (unico arrestato insieme allo zio) e Nomanhulaq Nomanhulaq.

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Si pensa tra l’altro che i mandanti dell’omicidio della giovane siano stati i suoi genitori, proprio per le dichiarazioni che lei stessa aveva fatto al fidanzato prima di scomparire. Il fratello minore, però, ritiene che i genitori non c’entrino nulla, mentre ha accusato lo zio Danish (al contrario delle dichiarazioni di altri due cugini): «Mio papà e mamma no. Non hanno mai pensato di fare questa cosa, di uccidere. E poi ci sono altri due cugini, no? Hanno forzato tantissimo a mio zio che scappa ancora, fa queste cose, eh… bisogna uccidere, no?».

Sempre il fratello minore ha raccontato di come il 30 aprile ci fosse stata una riunione per organizzare l’omicidio di Saman, e sembrerebbe che uno dei presenti avesse detto: «Io faccio piccoli pezzi e se volete la porto anch’io a Guastalla, e la buttiamo là, perché così non va bene». In qualsiasi modo siano andate le cose, c’è bisogno che qualcuno decida di dire la verità, per dare dignità a Saman Abbas e a tutti i suoi sogni infranti dalla sua stessa famiglia.

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