Famiglie Arcobaleno contro i manifesti di Pro Vita & Famiglia

Condividi

Pro Vita & Famiglia è molto famosa per i suoi manifesti e per le sue manifestazioni contro le famiglie LGBT e contro l’aborto, e anche contro i cartoni animati visto che sono stati alcuni dei primi a denunciare il cartone di Peppa Pig e hanno anche fatto una petizione per non far trasmettere l’episodio sulla Rai. Adesso, però, Famiglie Arcobaleno, associazione composta da genitori LGBT, ha denunciato i tanti cartelloni pubblicitari che hanno invaso le città nelle ultime settimane.

pro-vita-e-famiglia-famiglie-arcobaleno-manifesti

Le famiglie arcobaleno sono delle «coppie LGBTQI+ che decidono di avviare un percorso di genitorialità facendo ricorso sia a tecniche di procreazione medicalmente assistita PMA o a percorsi di Gestazione per altri e altre GPA in Paesi dove ciò è consentito per legge. A differenza delle coppie eterosessuali che seguono gli stessi percorsi, le coppie samesex non hanno una legge che garantisca loro la possibilità di assumersi quella responsabilità genitoriale che ogni genitore vorrebbe fin dalla nascita per i propri figli e figlie».

Ma sono anche degli uomini o delle donne che «hanno avuto figli o figlie in una relazione eterosessuale e che, in seguito, scoprono o decidono di vivere seguendo un differente orientamento sessuale o una nuova identità di genere. Ciò comporta spesso di trovarsi a fronteggiare problematiche sia legate ad una eventuale separazione che ad una nuova relazione LGBTQI+», e ancora delle «coppie o singole persone LGBTQI+ che hanno scelto il coparenting» o delle «famiglie allargate e ricomposte, genitori separati, genitori single, genitori adottivi».

Insomma, ci sono tanti tipi di famiglie, ma in Italia è accettata solamente quella eterosessuale grazie a una politica che non comprende che la famiglia non è dove ci sono un uomo e una donna con uno o più figli, ma dove ci sono amore, rispetto ed educazione. Pro Vita & Famiglia è una delle associazioni che più lotta contro quest’idea di famiglia e di amore, e lo dimostrano i troppi manifesti che hanno invaso le strade delle città italiane.

I manifesti di Pro Vita & Famiglia e la denuncia di Famiglie Arcobaleno

«Parte oggi in tutta Italia una vasta campagna per difendere i bambini dal bombardamento ideologico in chiave gender che aumenta nelle scuole e nei cartoni animati», ha scritto Jacopo Coghe, portavoce di Pro Vita & Famiglia Onlus. «La campagna comprende affissioni stradali, webinar informativi per genitori, un sondaggio nazionale che sarà presentato in Parlamento a giorni e una petizione popolare», spiega nel lungo post, aggiungendo che lottano contro i progetti LGBT come anche la “carriera alias“, che secondo loro confonderebbe i bambini. Ma lo sanno che fino a qualche anno fa c’erano solo cartoni con personaggi eterosessuali e c’erano comunque persone LGBT?

Coghe si scaglia anche contro Netflix, Disney e Peppa Pig, dicendo che «è in atto una vera e propria guerra psicologica contro i nostri figli». Si appella poi alle «forze politiche impegnate in campagna elettorale e chiamate a formare il nuovo Parlamento e Governo», chiedendo addirittura di «nominare un nuovo Ministro dell’Istruzione che sia apertamente schierato a favore della libertà educativa della famiglia e che abbia il coraggio di bloccare qualsiasi incursione ideologica e politica all’interno delle scuole dei nostri figli, specialmente quelle fondate sull’ideologia gender».

Tuttavia, Famiglie Arcobaleno ha denunciato la situazione. Alessia Crocini, Presidente di Famiglie Arcobaleno, ha dichiarato: «stavolta il bersaglio sono l’educazione all’affettività, alla sessualità e alle differenze nelle scuole ma anche l’esistenza stessa delle persone LGBTQI+. Così come le matrici sono sempre le stesse: omofobia e misoginia», sottolineando come «ogni mese Pro Vita e Famiglia tappezza le città italiane con immagini oscene, offensive e violente spesso con il solo scopo di far parlare di sé».

«L’agenda politica degli ultraconservatori la conosciamo bene: abolire la legge 194; rendere impossibile il divorzio costringendo le donne abusate a restare in matrimoni abusanti; sostenere la PAS per ricattare le donne che denunciano la violenza maschile; controllare i corpi e le vite delle donne riportandole ai soli ruoli di mogli e madri perché come dice il loro amico Orban “le donne che studiano poi non fanno figli”; cancellare e bloccare la piena eguaglianza delle persone LGBTQI+; trovare una giustificazione religiosa e culturale alle violenze e alle discriminazioni nei confronti delle persone LGBTQI+ e delle famiglie omogenitoriali».

Fa poi un’ottima osservazione: «se Famiglie Arcobaleno – accusata di essere parte di una lobby – avesse un decimo delle risorse economiche e degli appoggi politici di Pro Vita riempirebbe le strade di messaggi positivi, accoglienti, colorati e pieni di vita. Per noi le differenze saranno sempre una ricchezza, il mondo in bianco e nero che questa gente continua a voler imporre è destinato a scomparire. E per capirlo basta guardare alle nuove generazioni».

pro-vita-e-famiglia-famiglie-arcobaleno-manifesti

Anche Rete Genitori Rainbow ha risposto ai manifesti e a Pro Vita & Famiglia in un comunicato stampa, denunciando come l’associazione «ancora una volta dimostra la sua malafede parlando di concetti inesistenti come il la teoria del gender e alimentando disinformazione con mediante una campagna di comunicazione che tappezza le strade della capitale con manifesti che vorrebbero instillare paura per l’educazione affettiva e sessuale nelle scuole». Continuano, poi:

«La realtà è tutta al contrario: l’educazione alle affettività e alle sessualità è una necessità educativa essenziale nel percorso di crescita delle persone per conoscere ed essere consapevoli dei meccanismi dell’orientamento affettivo e sessuale e della necessità di praticare una sessualità consapevole, per una genitorialità responsabile, il rispetto delle diversità e per le necessarie misure di prevenzione delle infezioni a trasmissione sessuale.

Le relazioni affettive e la sessualità sono un comportamento umano e naturale e l’informazione che rende i nostri ragazzi e ragazze consapevoli del loro corpo e delle possibilità che hanno nelle relazioni che instaurano è compito educativo essenziale della scuola. Lasciare i ragazzi e le ragazze abbandonati a loro stessi, senza persone adulte che li educhino e li rendano consapevoli rispetto alle dimensioni relazionali, affettive e della sessualità è abdicare ai compiti educativi e formativi che creano persone adulte, mature e responsabili, in grado di conoscere i loro desideri e di agire nel rispetto dei desideri dell’altra.

La carenza di questa pratica educativa viceversa genera i problemi a cui assistiamo nella nostra società, dal bullismo agito nei confronti delle persone diverse dai canoni etero-normativi, alle violenze di genere, che si potenziano ulteriormente con gli strumenti di comunicazione contemporanea dei social media, in particolare col fenomeno del cyber-bullismo.

I figli e le figlie di noi genitori rainbow frequentano le scuole del nostro paese, le nostre realtà di famiglie esistono e sono presenti, senza nascondersi: pensare di omettere una corretta informazione sulle nostre realtà familiari e sulle nostre identità affettive e personali è impossibile e chi la vorrebbe si rende ridicolo negando una realtà innegabile e riducendosi a puro sostenitore di ideologie false rispetto alla realtà della società umana e delle dimensioni della biodiversità».

pro-vita-e-famiglia-famiglie-arcobaleno-manifesti

I manifesti comunque sono arrivati alla sindaca di Novate, Daniela Maldini, che ha avviato l’iter di oscuramento, essendo questa pubblicità fuorilegge in quanto «è vietata sulle strade e sui veicoli qualsiasi forma di pubblicità il cui contenuto proponga messaggi sessisti o violenti o stereotipi di genere offensivi o messaggi lesivi del rispetto delle libertà individuali, dei diritti civili e politici, del credo religioso o dell’appartenenza etnica oppure discriminatori con riferimento all’orientamento sessuale, all’identità di genere o alle abilità fisiche e psichiche», come stabilisce l’art. 1 comma 4 il comma 4-bis del decreto infrastrutture.

close

Non perderti le nostre news!

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.