Pisa: 12enni trovati a parlare con uno spacciatore. Agenti offesi dalla madre

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Quando Simone Pillon o Matteo Salvini ripetono che l’educazione dei figli spetta ai genitori e solo ai genitori, ci chiediamo se abbiano sentito mai parlare di genitori che sarebbero disposti a difendere i figli 12enni insultando degli agenti per averli ripresi in quanto trovati a parlare con uno spacciatore storico. È quello che è successo a Pisa, quando degli agenti hanno sorpreso quattro minorenni a comprare droga. Due ragazzini sono scappati, mentre altri due sono stati portati al comando per essere identificati e poi affidati ai genitori. Ma le reazioni sono state diverse.

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Fonte: Pexels

Davanti a una situazione del generi, certi politici direbbero: è colpa dello spacciatore nordafricano che vende la cannabis. Se solo ci fosse un modo per togliere dalla strada l’erba illegale, dando soldi alla mafia. Ah, c’è un modo? Legalizzare la cannabis? E chi è che ha deciso di affossare il referendum? Ah, giusto, gli stessi che sono contro alla droga. Però la colpa è del nordafricano che vende per guadagnare quei soldi per andare avanti. Certo, ha le sue colpe, sia chiaro. Ma se le persone potessero comprarla in modo sicuro, di sicuro non dovrebbero comprarla in modo illegale.

Ma voglio anche dire un’altra cosa: viviamo in una società dove la colpa non è mai del proprio figlio, ed è da anni che viviamo così. Se ad esempio un ragazzino delle superiori finisce per bullizzare dei compagni e l’insegnante chiama i genitori per spiegare la situazione, la loro risposta è: ma perché lei insegnante non interviene? E se interviene, le viene detto: mio figlio non farebbe mai nulla del genere. Oggi sono pochi i genitori che si prendono la responsabilità di dire: educherò meglio mio figlio.

Perché ricordiamo che gli insegnanti sono degli educatori, che dove non arrivano i genitori dovrebbero arrivare gli insegnanti, ma un bambino, un ragazzo, è a scuola per 5/6 ore al giorno, a volte anche meno. Un docente può provare a cambiare le radici di uno studente, ma se cresce in mezzo all’odio, alle urla, credendo di non poter essere minimamente sfiorato, di essere ineluttabile, persino l’insegnante finirà per essere sottomesso. Un genitore deve educare il proprio figlio, e chi ha insultato degli agenti solo per aver ripreso il proprio figlio, non è capace di farlo.

Pisa: 12enni con spacciatore, la madre insulta gli agenti

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Sia chiaro che gli agenti non hanno sempre ragione. Sarebbe potuto succedere che davvero si meritassero degli insulti, ma in questo caso sembra che non abbiano fatto nulla di sbagliato. Cos’è successo, quindi? Degli agenti hanno visto parlare quattro minorenni nella galleria B di viale Gramsci, a Pisa, con un noto spacciatore nordafricano. Non appena hanno notato gli agenti, lo spacciatore insieme a due dei minorenni sono scappati, mentre sul posto sono rimasti una 13enne e un 12enne, portati al comando del Nosu.

L’obiettivo era ovviamente non arrestarli, bensì essere identificati e poi affidati nuovamente ai genitori, che dovrebbero educarli, e sembra che ci sia davvero tanto da fare considerando che entrambi i ragazzini hanno cominciato a insultare gli agenti. «Lei con il pacchetto di sigarette infilato nella cintura della gonnellina e lui con l’aria di sfida di chi la sa molto lunga», hanno raccontato gli agenti del comando di via Battisti. Tuttavia, la reazione dei genitori, è stata molto diversa.

La madre della 13enne, una volta chiamata, ha proseguito gli insulti iniziati dalla figlia «per essersi permessi di intervenire». La madre del 12enne, invece, era disperata, piangeva e ha confidato di non sapere più cosa fare per fronteggiare la rabbia e l’arroganza del figlio. Insomma, da una parte una madre che sembra essere quasi fiera della figlia, che è uscita proprio come una sua copia esatta. Dall’altra, una madre che vuole il meglio per il figlio, ma che non riesce più a capire come poterlo portare sulla retta via.

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La storia delle babygang a Pisa però non finisce qui. Sabato scorso dei ragazzini sono entrati in un minimarket di viale Gramsci creando molta tensione, allentata solo dopo l’intervento della pattuglia del Nosu. Qualche giorno fa invece altri minorenni hanno tentato di rapinare un uomo, provocando una rissa. «Purtroppo gli strumenti che la legge mette a disposizione sono molto scarsi ed inefficaci per arginare il nuovo clima che va delineandosi nelle strade cittadine», dicono dalla Municipale.

Aggiungono: «Nonostante la costante sorveglianza ed i continui interventi di polizia, non esistono ulteriori e successive strutture che prendano in carico i giovani minorenni per un vero percorso costruttivo». Quindi non basterebbe minacciarli dicendo che potranno prendere la patente più tardi. Questi ragazzi vanno rieducati completamente da dei professionisti, perché evidentemente è difficile persino per i genitori.

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