Giulia e Alessia: i genitori vittime del web, comune di Riccione costretto a bloccare i commenti

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Ci troviamo davanti a due genitori che non hanno perso una, ma ben due figlie, in una sola notte. Hanno parlato con loro per l’ultima volta, non sapendo che era l’ultima. Ci troviamo davanti a due ragazze, Giulia e Alessia, di 17 e 15 anni, che hanno perso la vita per un tragico incidente, che non è la prima volta che si verifica. Purtroppo le vittime dei binari sono fin troppe. Eppure, davanti a una tragedia del genere, i “genitori perfetti” del web si sentono di dover giudicare, criticare e insultare, due genitori che stanno piangendo due figlie. Ma che figli state crescendo se avete questo livello di empatia e sensibilità?

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Giulia e Alessia Pisanu

Mai avrei pensato di trovarmi nella posizione di dover difendere due genitori che hanno perso due figlie, perché mai e poi mai avrei pensato che qualcuno avrebbe insultato, umiliato, criticato e persino incolpato, un padre e una madre che piangono sui cadaveri di due figlie, minorenni. Giulia e Alessia avevano 17 e 15 anni. Eppure eccomi qui, sempre più sorpresa e delusa dagli italiani che si credono superiori persino in una situazione del genere. Fatemelo dire: a nessuno importa che voi non andavate in discoteca o che i vostri figli sono perfetti (ma poi voglio vedere, non è che vi fate un po’ ingannare?), tantomeno davanti a una tragedia del genere.

Ecco come le persone avrebbero dovuto reagire davanti alla morte di Giulia e Alessia: condoglianze ai genitori, ci stringiamo intorno a voi; nessuno dovrebbe mai subire un lutto del genere; et similia. E invece abbiamo i “genitori perfetti” che danno la colpa a un padre perché ha dato troppa libertà alle figlie, perché non è andato a prenderle, perché, semplicemente, ha permesso loro di vivere la loro vita. Se proprio dovessimo trovare un colpevole (e alla fine non è così necessario, possiamo anche solo piangere due innocenti), che ne dite di prendercela con chi ha venduto l’alcool alle minorenni? O a chi le ha drogate, perché chissà in che condizioni erano le ragazze.

L’odio verso i genitori di Giulia e Alessia

Siamo un popolo disumano. Siamo un popolo che davanti a una disgrazia del genere, davanti alla morte di Giulia e Alessia, una 17enne e 15enne, deve puntare il dito, deve dire che “io avrei fatto così“, che “io non avrei fatto colà“, che io, io, io… Disumano, è dire poco.

«A nome di tutta la comunità di Riccione esprimo profondo dolore per quanto accaduto questa mattina nella nostra Stazione e cordoglio per le famiglie colpite da questa immane tragedia. In questo momento di dolore verso le famiglie di queste due giovani donne, siamo vicini alle Forze dell’ Ordine che stanno lavorando per fare luce su quanto accaduto», aveva scritto sulla pagina Facebook la città di Riccione, raccontando l’incidente che ha coinvolto Giulia e Alessia. Un comunicato gentile, anche prevedibile. Non c’è niente di male. Il problema sono i commenti.

Dopo un giorno dalla pubblicazione del post, il profilo Facebook di Riccione è costretto a limitare i commenti e a pubblicare un commento: «Questa pagina, in segno di cordoglio verso la famiglia di Giulia e Alessia sospende i commenti. Crediamo sia il momento del silenzio. Dobbiamo stringerci come comunità e essere vicini al dolore della famiglia e degli amici delle due ragazze dopo l’immane tragedia di oggi». E sono stati anche troppo gentili. Tuttavia, nessuno limita i commenti sotto i vari tweet o post di articoli, perché avere interazioni è più importante di rispettare dei genitori in lutto.

Milo Infante scrive un post di denuncia, perché sembra che non saranno effettuati test tossicologici sui resti di Giulia e Alessia Pisanu per accertarsi se fossero ubriache o drogate nel momento della morte. Racconta di alcune testimonianze, e dice che la tragedia, forse, si poteva evitare. E i commenti.

Leggiamo quello di un utente (è tutto pubblico, sia chiaro, non censuro nomi e cognomi solo perché sono contro le shitstorm): «in discoteca ne sono sempre successe di tutti i colori. Io, se sapessi che le mie bambine sono a 100 km di distanza in discoteca tutta la notte fino al mattino, non ci dormirei la notte . Se proprio fosse stato un evento irrinunciabile, le avrei accompagnate e le avrei aspettate fuori dal locale».

Grazie per la tua testimonianza non richiesta Rodolfo (nome di fantasia, ndr.). Intanto Vittorio Pisanu, padre di Giulia e Alessia, ha raccontato che avrebbe dovuto accompagnare le figlie, «aspettarle fuori e riportarle a casa in auto, come facevo sempre», ma sabato non stava bene e non se la sentiva di guidare. «Le mie figlie ci tenevano ad andare alla festa in discoteca, così ho detto: ma sì, per una volta potete prendere il treno da sole. Erano la mia vita, lavoravo per loro». Disgustosi. Ecco cosa siete. Siete delle persone schifose che marciano sul cadavere di due ragazzine, pugnalando ancora di più dei genitori in lutto.

Un altro utente scrive, sottolineando che non vuole sminuire la tragedia o il dolore dei genitori di Giulia e Alessia Pisanu (ma poi lo fa): «è normale che due ragazzine di 15 e 17 anni, entrambe minorenni, partano il sabato da Bologna con il treno per raggiungere Riccione dove fare serata e nottata? È normale che al mattino alle 7 debbano ancora prendere il treno per far rientro a casa? Lo so che siamo nel 2022 e che i comportamenti dei giovani sono molto diversi da quelli in uso quarant’anni fa. Per me resta comunque non normale!!».

Passiamo ora al post de La Repubblica sulla morte di Giulia e Alessia. Mariaconcetta (sempre nome fittizio, ndr.), che forse vive in una caverna ed era adolescente cinquant’anni fa, scrive: «Alle 6,50 due minorenni per strada. Senza parole……». Vorrei non aver io parole per descrivere il disprezzo che provo verso chi critica i genitori di Giulia e Alessia, ma purtroppo sono tante. E tutti insulti. Ma se riesco a trattenermi io, perché non ci riuscite voi “genitori perfetti“?

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Giulia e Alessia Pisanu

Alfredo invece si vanta, perché lui «padre mi alzavo alle 3 di notte per andare a prendere mia figlia in discoteca e mi scarrozzavo anche gli amici a casa loro.Ma di che vogliamo parlare.Dove sono i genitori????». Un’Alfreda invece dimostra di essere un letamaio con il suo commento: «Inconcepibile che due ragazzine di quell’ età trascorrano tutta la notte in balia degli eventi. Si sentono …. grandi ma sono ancora da difendere. I genitori hanno responsabilità di quanto successo». Ma di che stiamo parlando? Ma non vi vergognate neanche un po’?

Passiamo a Notizie.it, che vanta sempre i commenti più ignoranti. E infatti sotto al post di Giulia e Alessia troviamo: «Ma secondo voi è normale che due minorenni vadano in discoteca da sole e rincasano alle 7 del mattino???? Ma è assurdo!!! Facciamoci delle domande genitori!!!!!!!!!». Io ho quasi 24 anni, nella mia adolescenza non sono mai andata in discoteca perché non mi sono mai piaciute, ma ricordo di coetanei che ci andavano molto volentieri. La situazione quindi va avanti da anni. O queste persone vivono nelle caverne, o sono solo ignoranti fino al midollo.

Un altro, che forse ha frequentato le elementari (e solo quelle, anche male) sessant’anni fa, scrive: «La colpe e dei genitori». Un’altra racconta la sua testimonianza (non richiesta): «Pensa che io negli anni 80..ancora a 18 anni…dovevo essere a casa alle 10..sennò erano guai! che fosse estate o inverno .E per avere il permesso di andare in discoteca..ma di pomeriggio comunque…mica a mezzanotte come ora…ho dovuto lottare a sangue…non dico altro», e sinceramente sarebbe stato meglio che non avesse detto niente. Su Twitter non va meglio:

Io spero davvero che nessuna di queste persone si trovi a vivere il lutto di un figlio, ma purtroppo questa è la testimonianza di come l’Italia faccia schifo. D’altronde, lo vediamo anche quando si suicida qualcuno: non si pensa “ma cosa l’ha portato al suicidio?“, ma “perché i genitori non si sono accorti di niente?“. Insomma, ai genitori non va mai bene, perché altri “genitori perfetti” saranno sempre pronti a giudicare situazioni in cui loro non si sono trovati. Vergognatevi. Rinnoviamo le condoglianze alla famiglia di Giulia e Alessia, e chiediamo scusa a nome di tutti gli italiani.

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