Patrick Zaki è libero: dopo 22 mesi, sarà scarcerato

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Finalmente una lieta notizia: Patrick Zaki, dopo quasi due anni di prigionia, sarà scarcerato e potrà tornare dalla sua famiglia che lo sta aspettando a braccia aperte e che, soprattutto, non ha mai perso le speranze. La famiglia, insieme ad alcuni attivisti, ha aspettato fuori dall’aula del tribunale e, non appena hanno saputo la notizia, hanno abbracciato i diplomatici italiani a Mansura. «Vi siamo molto grati per tutto quello che avete fatto», ha detto il padre, George, ai diplomatici di Roma.

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Negli scorsi mesi avevamo parlato di lui perché lo Stato italiano aveva deciso, con 208 voti favorevoli, nessun contrario e 33 astenuti (tutti di Fratelli d’Italia), di conferire al ragazzo la cittadinanza italiana. Al Senato si presentò anche la senatrice a vita Liliana Segre, felicissima di poter dare una mano al ragazzo che da più di un anno è prigioniero. Ormai non dovrebbe esserci nessuno che non conosce la storia di Patrick Zaki, ma per chi non lo sapesse riassumiamo in breve.

Patrick è un attivista e ricercatore egiziano che dall’8 febbraio 2020 si trova in detenzione preventiva fino a data da destinarsi, ma rischierebbe fino a 25 anni di carcere solo per dieci post di un profilo facebook che la sua difesa considera falso. Dopo mesi, solo il 25 agosto sua madre lo ha potuto incontrare, dicendole che in tutti quei mesi le aveva scritto almeno 20 lettere, tuttavia la donna ne ha ricevute solamente due, molto brevi.

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Le udienze sul suo processo si sono tenute a luglio, nella seconda Patrick Zaki ha consultato per la prima volta i suoi avvocati e, in quell’occasione, gli avvocati lo hanno visto molto dimagrito. A settembre il tribunale ha rinviato l’udienza che ci sarebbe dovuta essere. A dicembre, invece, il giudice della terza sezione antiterrorismo del tribunale del Cairo ha annunciato che Patrick Zaki, studente dell’università di Bologna, sarebbe dovuto rimanere in custodia cautelare per altri 45 giorni.

Patrick Zaki si trovava nel suo paese solo per una vacanza con i suoi cari, prendendosi una breve pausa dallo studio, tuttavia è stato arrestato per «incitamento alla protesta» e «istigazione a crimini terroristici». Amnesty, che ha creato un appello per la sua libertà, fa anche sapere che gli agenti dell’Agenzia di sicurezza nazionale (NSA) «hanno tenuto Patrick bendato e ammanettato durante il suo interrogatorio all’aeroporto durato 17 ore. Patrick è stato picchiato sulla pancia e sulla schiena e torturato con scosse elettriche».

Patrick Zaki è finalmente libero!

Patrick Zaki è libero, non assolto ma è finalmente libero. Potrà abbracciare la sua famiglia e sentirsi finalmente al sicuro, fino alla prossima udienza che sarà il primo febbraio. Tuttavia, EIPR, ovvero l’ONG per cui lavora il ragazzo, precisa che «non sappiamo quando Patrick sarà scarcerato». Alcune fonti giornalistiche egiziane in contatto con un legale informato sulle procedure di rilascio hanno fatto sapere che il rilascio dovrebbe avvenire «nei prossimi giorni», dopo i controlli della Sicurezza dello Stato.

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La legale, Hoda Nasrallah, fa fatto sapere all’ANSA che «abbiamo appreso che la decisione è la rimessa in libertà ma non abbiamo altri dettagli al momento». Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia, invece afferma: «un enorme sospiro di sollievo perché finisce il tunnel di 22 mesi di carcere e speriamo che questo sia il primo passo per arrivare poi ad un provvedimento di assoluzione. L’idea che Patrick possa trascorrere dopo 22 mesi una notte in un luogo diverso dalla prigione ci emoziona e ci riempie di gioia. In oltre dieci piazze italiane questa sera scenderemo con uno stato d’animo diverso dal solito e più ottimista».

Matteo Lepore, sindaco della città di Bologna, dove studiava Patrick Zaki, ha invece detto: «La notizia che tanto aspettavamo. Patrick Zaki sarà scarcerato. Speriamo presto di poterlo riabbracciare qui a Bologna», ma la solidarietà arriva da tutta l’Italia, da tutti i partiti, da tutte le persone che hanno seduto con il fiato sospeso la storia di questo ragazzo la cui vita è stata presa in ostaggio da una popolazione che non accetta la libertà.

I messaggi dall’Italia

David Sassoli, presidente del Parlamento, ha scritto: «Finalmente Patrick Zaki sarà scarcerato. Dopo 22 mesi di sofferenze, un primo passo avanti nella direzione giusta. Continueremo a chiedere la sua completa assoluzione e a batterci perché possa tornare al più presto ai suoi studi in Italia. Ti aspettiamo, Patrick», mentre Giuseppe Conte, a L’aria che tira su La7 ha affermato: «È una bella notizia perché sia il caso Regeni e poi Zaki sono stati quelli che ho seguito particolarmente. È una notizia parzialmente buona».

Luigi di Maio, ministro degli Esteri, ha parlato di un «primo obiettivo raggiunto. Patrick Zaki non è più in carcere. Adesso continuiamo a lavorare silenziosamente, con costanza e impegno. Un doveroso ringraziamento al nostro corpo diplomatico», mentre Erasmo Palazzotto, presidente della commissione parlamentare d’inchiesta sull’omicidio di Giulio Regeni, ha affermato: «Non sappiamo ancora a che condizioni e quando ma Patrick Zaki sarà scarcerato in attesa della sentenza prevista per il 1 febbraio. Una bella notizia per tutti coloro che in questi anni hanno continuato battersi per la sua libertà».

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