Istruzione: tra Dimensionamento scolastico e orientamento

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Secondo la stima dei sindacati del comparto sul Dimensionamento Scolastico presente nella Legge di Bilancio, il governo Meloni avrebbe intenzione di chiudere ben 700 scuola entro due anni. Nell’ultima versione della bozza si spiega infatti che «le Regioni, sulla base dei parametri individuati dal decreto di cui al primo periodo provvedono autonomamente al dimensionamento della rete scolastica entro il 30 novembre di ogni anno, nei limiti del contingente annuale individuato dal medesimo decreto». Il Ministro Valditara comunque afferma che questo avverrà «nel modo più indolore possibile», intervenendo solo sulle dirigenze e non sulle strutture fisiche.

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Il ministro Valditara non ha iniziato molto bene la sua carica da Ministro dell’Istruzione e del Merito. Pensiamo, ad esempio alla famosa circolare nella ricorrenza della caduta del muro di Berlino, in cui si legge che la caduta rasenta «il fallimento definitivo dell’utopia rivoluzionaria. E non può che essere, allora, una festa della nostra liberaldemocrazia». Riassumendo, quindi, va contro il comunismo e contro i «regimi tirannici spietati, capaci di raggiungere vette di violenza e brutalità fra le più alte che il genere umano sia riuscito a toccare». Inutile dire che il leghista non ha minimamente citato i regimi fascisti e nazisti.

Il colmo però lo ha raggiunto durante un evento di Milano, “Italia, Direzione Nord”, in cui ha parlato di umiliazione dal punto di vista costruttivo ed educativo. Ci sono letteralmente degli studi psicologici che testimoniano come umiliare un individuo dando una “lezione” di fronte a tutti per insegnargli qualcosa, serva solamente a causare dolori e traumi che restano per tutta la vita. Altro che istruttivi. Nell’intervento inizia attaccando il reddito di cittadinanza e quegli studenti che «preferiscono ricevere il reddito anziché studiare e formarsi per costruire un dignitoso progetto di vita».

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Poi passa alle terribili dichiarazioni (che poi ha ritratto dicendo di aver avuto un “lapsus”): «Quel ragazzo deve fare i lavori socialmente utili, perché soltanto lavorando per la collettività, per la comunità scolastica, umiliandosi anche, evviva l’umiliazione che è un fattore fondamentale per la crescita e per la costruzione della personalità, di fronte ai suoi compagni è lui lì che si prende la responsabilità dei propri atti e fa lavori per la collettività. La stigmatizzazione pubblica». Adesso comunque ha deciso di muoversi anche dal punto di vista della dispersione scolastica, aggiungendo più lezioni d’orientamento.

Le ultime decisioni del ministro Valditara sull’istruzione

Iniziamo dal Dimensionamento scolastico. Il testo approvato dal governo stabilisce che il dimensionamento scolastico vada attuato entro il 30 novembre di ogni anno. La Stampa spiega oggi che l’attuale cifra minima di studenti per assegnare a un istituto l’autonomia giuridica sarà innalzato da 600 a circa 900 studenti, quindi ci saranno degli accorpamenti degli istituti, a discrezione degli Enti Locali. Secondo il segretario generale della Flc-Cgil, Francesco Sinopoli, «’accorpamento degli istituti si configura come un vero e proprio taglio che ancora una volta andrà a colpire le regioni e i territori più deboli. Si tratta di una scelta politica precisa, in continuità con quanto già realizzato in passato, un accanimento dettato da visione economicistica della scuola».

Secondo i sindacati il dimensionamento comporterebbe una perdita di almeno 700 istituti principalmente in zone come Sardegna, Calabria e Basilicata. Ma anche in Abruzzo, Molise e Campania dove il «dimensionamento spontaneo» è piuttosto lento. Ma Valditara invita a star tranquilli: il dimensionamento avverrà «nel modo più indolore e possibile», in quanto si interverrà «solo sulle strutture giuridiche. Cioè sulle dirigenze scolastiche. Non sulle strutture fisiche». Quindi, se le scuole «sono 40.466», «rimarranno 40.466». Tuttavia, la soglia necessaria di 900 studenti per istituto, renderà obbligatorio accorpare più scuola.

Le misure approvate dai ministri Azzolina e Bianchi hanno illuso il mondo della scuola, facendo credere che si potessero istituire nuove istituzioni scolastiche, ma facendosene carico per soli tre anni. Scaduta quella disciplina temporanea e transitoria (oggi in contrasto con il PNRR) se non fossimo intervenuti si sarebbe arrivati a una disciplina più penalizzante per ben 90 posizioni di dirigente scolastico e direttore amministrativo.

È importante quindi uscire da un equivoco su cui troppi stanno giocando: la norma da noi proposta non prevede chiusure di plessi scolastici, ma l’efficientamento della presenza della dirigenza sul territorio, eliminando l’abuso della misura della “reggenza”, vero deficit organizzativo che abbiamo ereditato. Tra l’altro, la misura da noi voluta genera dei risparmi, che abbiamo ottenuto rimangano a beneficio del mondo della scuola e in particolare dei dirigenti scolastici. Questi sono fatti suffragati dall’analisi degli uffici tecnici del ministero.

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Riguardo l’orientamento, invece, prevede trenta ore di orientamento all’anno. «L’orientamento è cruciale per ridurre il tasso della dispersione scolastica. Per questo motivo, in adesione a una riforma prevista dal Pnrr, con un decreto ministeriale di prossima emanazione adotterò le linee guida per le scuole al fine di intraprendere azioni orientative sistematiche che avranno come perno moduli curricolari di 30 ore annuali, nelle tre classi della scuola secondaria di primo grado e nelle ultime tre classi di quella secondaria di secondo grado, con l’individuazione di docenti tutor».

Chiaramente trenta ore all’anno non sono poi così tante per risolvere i deficit degli studenti che accumulano con gli anni nelle scuole, come si evidenza nei risultati delle prove invalsi. Vedremo comunque come si evolverà la situazione nel tempo.

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