Il sito della Polizia di Stato italiana è stato hackerato per diverse ore da un gruppo di attivisti hacker filorussi, il gruppo Killnet, che ha rivendicato l’attacco al sito con un Ddos. Solo due giorni fa abbiamo letto la notizia della polizia che faceva sapere di aver sventato un tentativo di intrusione di Killnet durante la serata finale dell’Eurovision, ma sembra che in questo caso non centrasse il gruppo di hacker russi, che oggi ha dichiarato «guerra informatica ai governi di 10 Paesi», tra cui anche l’Italia.
Parliamo prima del collettivo filorusso Killnet, di cui abbiamo sentito parlare per la prima volta a gennaio 2022, quando gli hacker hanno annunciato una rete presto operativa. Tuttavia, ci sono diversi gruppi di un solo organo. Il primo attacco registrato è stato durante la guerra, quando il collettivo di hacker Anonymous si è schierato dalla parte dell’Ucraina, e quindi contro la Russia. Poi hanno seguito diversi attacchi, non solo verso l’Ucraina, ma anche verso la Polonia, e negli ultimi giorni anche in Italia, su siti della Difesa, del Senato, dell’Aci e della Polizia di Stato.
L’attacco all’Eurovision
Tuttavia, non sono stati responsabili dell’attacco che è stato sventato durante la finale dell’Eurovision. La polizia, ieri mattina, aveva fatto sapere di aver sventato degli attacchi informatici, con degli hacker che «hanno provato a infiltrarsi ma l’attivazione di una sala operativa h24 dedicata all’evento con personale CNAIPIC di Polizia Postale ha permesso di neutralizzare e respingere gli attacchi». A Killnet non è piaciuta quest’accusa.
Sventati attacchi informatici da #PoliziadiStato a @Eurovision
— Polizia di Stato (@poliziadistato) May 15, 2022
Gli hacker hanno provato a infiltrarsi ma l’attivazione di una sala operativa h24 dedicata all’evento con personale #CNAIPIC di #PoliziaPostale ha permesso di neutralizzare e respingere gli attacchi #essercisempre pic.twitter.com/t4fKqaUKJH
Sul canale Telegram i Killnet, poi, è apparso un messaggio: «Secondo i media stranieri, Killnet ha attaccato l’Eurovision ed è stato fermato dalla polizia italiana. Killnet non ha attaccato l’Eurovision. Ma oggi dichiara ufficialmente guerra a 10 paesi, compresa la falsa polizia italiana. A proposito, il tuo sito ha smesso di funzionare, perché non hai lasciato questo attacco come hai fatto all’Eurovision?».
L’attacco al sito della Polizia di Stato
Il messaggio condiviso, quindi, dichiara ufficialmente guerra non solo all’Italia ma anche ad altri dieci paesi, ma soprattutto il sito della polizia italiana è stata attaccato da un DDoS, ovvero un Distributed Denial of Service, che ha reso irraggiungibile il sito della polizia per la gran parte della giornata. Secondo l’Agenzia per la cybersicurezza nazionale, il DDoS è una delle tecniche che vengono impiegate per compiere attacchi contro alcuni siti delle istituzioni italiane.
Killnet e la dichiarazione di guerra informatica
Intanto, però, sono dieci i paesi, insieme all’Italia, che sono stati minacciati da Killnet, quasi come una vendetta per l’accusa della polizia italiana. I paesi minacciati sono Italia, Usa, Germania, Regno Unito, Lettonia, Romania, Lituania, Estonia, Polonia e Ucraina. Il video con la dichiarazione della cyberguerra è stato condiviso sul canale Telegram di Killnet:
⚡️#Russian hackers Killnet announced the launch of a global cyber attack on the #US, #UK, #Germany, #Italy, #Latvia, #Romania, #Lithuania, #Estonia, #Poland and #Ukraine. pic.twitter.com/lu7YujqNJU
— NEXTA (@nexta_tv) May 16, 2022
Intanto, intervistato da Il Fatto Quotidiano, Carlo Mauceli, esperto di cybersecurity e Chief Technology Officer di Microsoft Italia, ha detto che ci sono le «premesse e i segnali» per una cyberwar, ma «siamo ancora lontani dal salto di qualità di una guerra in cui si assiste ad azioni di natura propriamente terroristica, che mettano in ginocchio le infrastrutture del Paese». «Gli attacchi di questo tipo hanno come obiettivo il disordine sociale. Quelli cui assistiamo ora sono perlopiù azioni di disturbo convenzionale, fatti per estorcere denaro oppure a fini di propaganda», ha aggiunto.
Giulia, 26 anni, laureata in Filologia Italiana con una tesi sull’italiano standard e neostandard, “paladina delle cause perse” e studentessa di Didattica dell’Italiano Lingua non materna. Presidente di ESN Perugia e volontaria di Univox. Amo scrivere, leggere, guardare serie tv e anime, i gatti e seguire le giuste polemiche.
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