Giornata contro l’omobitransfobia: 5 libri da leggere

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Parliamo di film, parliamo di serie tv, ma adesso è tempo di parlare di libri. Oggi vedremo 10 libri da leggere, o iniziare a leggere, per la giornata mondiale contro l’omofobia, la bifobia, la transfobia, l’afobia, insomma contro qualsiasi tipo di discriminazioni. Perché questa non è una giornata per parlare dell’ideologia gender (la che?), né per convertire i bambini (è davvero possibile?), ma serve per insegnare loro il rispetto per le altre persone. Che siano etero, LGBT, cisgender o transgender.

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Vedere un film o una serie tv è sicuramente più semplice, in particolare per una sola giornata, ma come ti fa sognare un libro, non riesce nient’altro. Il libro ti prende magari qualche ora in più, ma ti fa pensare, immaginare, ti fa vivere in un’altra realtà. Per questo oggi abbiamo pensato a tutti, e abbiamo deciso di proporvi 5 libri, tre per ragazzi o adulti, e due per bambini, per potersi avvicinare al mondo LGBT, per poter comprendere cos’è una discriminazione, e come intervenire davanti al bullismo.

Perché, ricordate, non tutti hanno la fortuna di avere dei genitori capaci di insegnare rispetto ed educazione, ma soprattutto amore. Chi cresce in una famiglia che storce il naso davanti all’amore, che sia un amore fra due uomini, fra due donne, di una sola madre che cresce un figlio (direi anche di “un padre che cresce solo un figlio“, ma anche in quel caso si dà la colpa alla donna che ha abbandonato), dovrà essere il doppio più forte per capire cos’è giusto e cos’è sbagliato, da solo. L’omofobia, è sbagliata. L’amore, non lo è mai.

5 libri da leggere per la giornata contro l’omofobia

Chiamami col tuo nome (di André Aciman)

Vent’anni fa, un’estate in Riviera. Una di quelle estati che segnano la vita per sempre. Elio ha diciassette anni, e per lui sono appena iniziate le vacanze nella splendida villa di famiglia nel Ponente ligure. Figlio di un brillante professore universitario, musicista sensibile, decisamente colto per la sua età, Elio aspetta come ogni anno «l’ospite dell’estate, l’ennesima scocciatura»: uno studente in arrivo da New York per lavorare alla sua tesi di post dottorato. Ma Oliver, il giovane americano, subito conquista tutti con la sua bellezza e i modi disinvolti, quasi sfacciati. Anche Elio ne è irretito.

I due ragazzi condividono conversazioni appassionate su libri e film, discussioni sulle loro comuni origini ebraiche, e poi nuotate mattutine, partite a tennis, corse in bici e passeggiate in paese. E tra loro nasce un desiderio inesorabile quanto inatteso, fatto di ossessione e paura, di scaltra dissimulazione e slanci ingenui, vissuto fino in fondo, dalla sofferenza all’estasi. La scoperta di quei giorni estivi e sospesi in Riviera e di un’afosa notte romana è quella, irripetibile, di un’intimità totale, assoluta. Perché l’intensità, la forza di quell’esperienza, l’autenticità di quei sentimenti sono destinate a rimanere insuperate.

Chiamami col tuo nome è la storia di un paradiso scoperto e già perduto, una meditazione proustiana sul tempo e sul desiderio, una lunga lettera d’amore, un’invocazione, una domanda che resta aperta per gli anni a venire, finché Elio e Oliver si ritroveranno, un giorno, a cercare parole per dire l’indicibile, per confessare, prima di tutto a se stessi, che «questa cosa che quasi non fu mai ancora ci tenta».

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Il blu è un colore caldo (di Julie Maroh)

Il primo sguardo tra due persone destinate a innamorarsi può essere un evento sconvolgente: una scossa destinata a far tremare le fondamenta di una vita banale, un’esplosione di colore che ravviva un mondo altrimenti grigio. È quello che accade a Clémentine 15 anni, in un pomeriggio qualsiasi, quando una macchia di colore si fa strada verso di lei tra la folla: una testa dai capelli tinti di blu, un paio d’occhi dello stesso colore che per i mesi a venire invaderanno, notte dopo notte, ogni suo sogno. Eppure, la storia di Clementine non è solo una storia d’amore.

È una storia di vergogna, di negazione, di rabbia, di insicurezza: perché il nome della sua ossessione è Emma, e in un mondo intriso di pregiudizi vivere la propria omosessualità alla luce del sole può provocare fratture emotive insanabili, e deviare per sempre il corso di un’esistenza.

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La canzone di Achille (di Madeline Miller)

Dimenticate Troia, gli scenari di guerra, i duelli, il sangue, la morte. Dimenticate la violenza e le stragi, la crudeltà e l’orrore. E seguite invece il cammino di due giovani, prima amici, poi amanti e infine anche compagni d’armi – due giovani splendidi per gioventù e bellezza, destinati a concludere la loro vita sulla pianura troiana e a rimanere uniti per sempre con le ceneri mischiate in una sola, preziosissima urna.

Madeline Miller, studiosa e docente di antichità classica, rievoca la storia d’amore e di morte di Achille e Patroclo, piegando il ritmo solenne dell’epica alla ricostruzione di una vicenda che ha lasciato scarse ma inconfondibili tracce: un legame tra uomini spogliato da ogni morbosità e restituito alla naturalezza con cui i greci antichi riconobbero e accettarono l’omosessualità. Patroclo muore al posto di Achille, per Achille, e Achille non vuole più vivere senza Patroclo. Sulle mura di Troia si profilano due altissime ombre che oscurano l’ormai usurata vicenda di Elena e Paride.

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Fiabe straordinarie per famiglie non ordinarie (di Elisa Binda e Mattia Perego)

Una principessa con i genitori separati, una famiglia allargata di folletti, un elfo adottato da una coppia di orchi, un mostrino e la sua mamma single lavoratrice… Dieci fiabe per raccontare ai bambini che tutte le famiglie sono magiche!

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Colori ribelli (di Antonella Milardi)

I colori rosa e celeste, stanchi della vita noiosa a cui li condanna l’umana e arbitraria distinzione di genere, decidono di scambiarsi i ruoli: tutto ciò che è colorato di celeste diventa rosa e viceversa. Gli adulti, a differenza dei bambini, sono molto turbati dall’improvviso cambiamento. Si mobilitano tutti i Capi di Stato, le Forze Armate e gli specialisti di ogni settore scientifico e paranormale. Quali saranno le ipotesi avanzate dagli specialisti? Riusciranno a far tornare i colori al posto “giusto”? Racconto vincitore della IV edizione del concorso “Il colore delle donne” di Ananke Lab.

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