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Fukushima: Tokyo dà l’ok per rilasciare l’acqua contaminata in mare

Nelle ultime ore il governo giapponese ha deciso di confermare quelli che erano solo dei rumors, delle anticipazioni, riguardo Fukushima, ovvero di rilasciare nell’Oceano Pacifico l’acqua contaminata che fino ad oggi dal 2011 è stata utilizzata per raffreddare i reattori danneggiati dall’incidente nucleare. A confermarlo è stato il premier Yoshihide Suga, nonostante la grande opposizione pubblica, dell’industria della pesca e anche dei rappresentanti dell’agricoltura locale.

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Fonte: twitter

Il disastro di Fukushima è stato un grave incidente nucleare avvenuto nella centrale nucleare omonima, che si trova sulla costa presso Naraha, in Giappone. L’incidente è stato una conseguenza del terremoto e del maremoto del Tohoku, avvenuto l’11 marzo 2011. Non appena ci furono le scosse i reattori si spensero attivando automaticamente la procedura SCRAM, tuttavia lo tsunami che si abbatté sulla centrale distrusse i gruppi di generazione diesel-elettrici che alimentavano i sistemi di raffreddamento del reattori 1, 2, 3.

Il disastro di Fukushima è avvenuto nel momento in cui questi reattori avrebbero richiesto la continuazione del raffreddamento per dissipare il calore generatore dalle reazioni nucleari residue. Essendosi interrotti i sistemi di raffreddamento, nelle ore successive ci fu una perdita di controllo di tre reattori attivi nel momento del terremoti che causarono, nei giorni successivi, quattro esplosioni, alcune delle quali furono la causa della distruzione di strutture superiori degli edifici dei reattori.

Le vittime del disastro di Fukushima, durato dall’11 marzo 2011 al 16 marzo dello stesso anno, non furono fortunatamente tante, tuttavia un uomo morì a causa del cancro dovuto all’esposizione alle radiazioni, 16 persone hanno subito delle lesioni fisiche dovute alle esplosioni di idrogeno mentre 2 lavoratori sono stati portati in ospedale con possibili ustioni da radiazioni. A essere evacuati e a essere nel terrore, invece, furono 184000 persone.

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Fonte: twitter

Oggi, dieci anni dopo, il governo giapponese ha preso questa grave decisione per l’ambiente, nonostante la grande opposizione da parte dell’opinione pubblica e non solo. Il ministero degli Esteri sudcoreano ha anche convocato l’ambasciatore giapponese Koichi AIboshi presentandogli una protesta formale in seguito alle dichiarazioni di Seul, in cui si afferma che la città «si oppone con forza» al rilascio di 1,25 milioni di tonnellate di acqua contaminata della centrale di Fukushima nel mare.

Fukushima: tutte le dichiarazioni

Dopo che la città di Tokyo ha preso la sua triste decisione, un’alleanza di 31 gruppi civici anti-nucleari e pro-ambiente hanno fatto sapere a Seul che Tokyo «rilascerà l’acqua radioattiva dopo averla diluita a livelli non dannosi per l’uomo. Ma la diluizione non cambierà il totale di radioattività dispersa», per cui che l’acqua sia diluita oppure no non cambia nulla nella loro scelta. La Cina ha chiesto al Giappone di fare un passo indietro, soprattutto perché «senza autorizzazione» dei Paesi e dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea).

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Fonte: twitter

Un portavoce della Commissione europea ha detto che l’Unione è «al corrente della decisione presa dal governo del Giappone» e che «si aspetta che le autorità nipponiche garantiscano la piena sicurezza nell’operazione di sversamento in piena conformità con i suoi obblighi nazionali e internazionali. È importante la piena trasparenza in questo tipo di operazioni. Noi continueremo a monitorare la situazione e a restare in contatto con i nostri omologhi giapponesi».

Greenpeace Giappone ha raccolto più di 180mila firme in Giappone e nella Corea per evitare che l’acqua radioattiva di Fukushima venga rilasciata in mare. «Se il Governo dovesse decidere di rilasciare acqua radioattiva nell’oceano, certificherebbe che le audizioni pubbliche e gli incontri con i gruppi di pescatori che lo stesso esecutivo ha tenuto sono stati una pura formalità, dato che l’opinione pubblica è chiaramente contraria a questa eventualità», aveva detto Kazue Suzuki, Campagna Clima ed Energie di Greenpeace Giappone, prima che la notizia fosse confermata. Continua, poi:

«L’attuale regolamento non limita la quantità totale di radioattività da rilasciare e permette di rilasciarne molta solo se diluita. Alcuni dei radionuclidi da rilasciare hanno una durata di vita di migliaia o decine di migliaia di anni. La decisione di rilasciare l’acqua contaminata nell’oceano lascerà enormi problemi per il futuro.

La decisione di rilasciare l’acqua nell’oceano è insostenibile, se consideriamo l’incalcolabile impatto sull’ambiente e sulla comunità e teniamo conto delle capacità di TEPCO [responsabile del rilascio dell’acqua]. Il governo giapponese dovrebbe continuare a conservare l’acqua contaminata nel sito di Fukushima Daiichi, mentre sviluppa la tecnologia per rimuovere le radiazioni». 

Ora che però il governo ha confermato quello che prima era un rumors, Greenpeace ritiene anche che «questa decisione ignora completamente i diritti umani e gli interessi della gente di Fukushima e in generale del Giappone e della parte di Asia che si affaccia sul Pacifico. Il governo giapponese ha ancora una volta deluso i cittadini di Fukushima. Il governo ha preso la decisione del tutto ingiustificata di contaminare deliberatamente l’Oceano Pacifico con acqua radioattiva».

La rappresentante ha sottolineato come il governo abbia completamente ignorato «sia i rischi legati all’esposizione alle radiazioni che l’evidenza della sufficiente disponibilità di stoccaggio dell’acqua contaminata nel sito nucleare e nei distretti circostanti», poiché «invece di usare la migliore tecnologia esistente per minimizzare i rischi di esposizione a radiazioni immagazzinando l’acqua a lungo termine e trattandola adeguatamente per ridurre la contaminazione, si è deciso di optare per l’opzione più economica, scaricando l’acqua nell’Oceano Pacifico».

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Giulia

Giulia, 22 anni, blogger. Amo scrivere, leggere, guardare serie tv e anime, i gatti e seguire le giuste polemiche. Instagram: @murderskitty

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