Covid Memorial Wall: il “muro di cuori” dedicato alle vittime di Covid

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Fonte: Twitter

A Londra è stato intitolato Covid Memorial Wall: un semplice muro, rivestito di tanti cuori, simbolo di profondo affetto interamente donato a coloro che non ci sono più.

Sulla sponda sud del Tamigi prende vita il commovente murales dedicato alle vittime del Covid19.

Il muro è stato iniziato nel lunedì santo della settimana scorsa, e in meno di sette giorni sono apparsi 60.000 cuori, in grado di ricoprire quasi due metri di strada.

A soli tre minuti di cammino da Westminster Bridge sorge questo toccante muro tinto di rosso; esso non è più dunque un semplice muro, ma un vero e proprio segno di intima connessione tra il cuore pulsante della città inglese per eccellenza e i cuori dei suoi cittadini, uniti nella lotta contro il Covid.

L’obiettivo di disegnare 150.000 cuori dovrebbe essere stato raggiunto proprio in questi giorni, in base al numero di morti causa Covid-19 segnalati in Gran Bretagna.

Come nasce l’idea del muro

L’iniziativa è nata per volontà di Covid-19 Bereaved Families For Justice, un gruppo di attivisti molto impegnati nella critica della politica attuata dal governo inglese. Sebbene il Muro della Memoria sia stato creato proprio di fronte al Parlamento britannico, il gruppo giura che formalmente non si tratta di un “messaggio antagonista contro la politica”, bensì della rappresentazione visiva di ogni vita persa in questo anno.

L’idea del progetto ha messo in moto un’azione collettiva non autorizzata per realizzare il “muro di cuori”, ed è questo il motivo per cui un portavoce della campagna ha affermato che gli organizzatori si impegneranno a rimuovere il murales se venisse giudicato come inappropriato. Tuttavia, si augurano che con il supporto del Consiglio e di altri organi politici possa divenire un memoriale ufficiale e permanente.

Ognuno di questi cuori è stato disegnato dai membri delle famiglie che hanno subito una perdita, così da dare vita ad uno spazio interamente dedicato a queste famiglie che, una volta terminato, sarà lungo oltre un chilometro.  

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Fonte: Twitter

«Ogni cuore» ha spiegato Matt Fowler, co-fondatore del movimento, «è dipinto a mano ed è a suo modo unico, proprio come le persone care che abbiamo perso. E come la scala della nostra perdita collettiva, questo memoriale sarà gigantesco».

Su questo lungo muro alcuni cuori contengono un messaggio di addio, altri un messaggio d’amore, alcuni sono semplicemente rossi, ma tutti simboleggiano la moltitudine di cuori associati ai nomi delle vittime, nomi che non verranno dimenticati come se fossero meri numeri.

I volontari del progetto

I volontari si sono riuniti in gruppi da sei nel pieno rispetto delle norme vigenti ed hanno dipinto a mano un cuore alla volta durante queste ultime settimane, e il progetto è stato concluso anche grazie all’aiuto di parecchie donazioni tramite il sito Crowdfunder. È tuttora possibile contribuire, dunque se vi fa piacere consultate il sito!

In cima alla campagna spicca un tweet fissato: «Proprio ora, stiamo disegnando migliaia di cuori a mano sul muro di fronte al Parlamento di Londra. È il National Covid Memorial Wall, e per quando sarà terminato avrà oltre 145.000 cuori».

Fonte: Twitter

Così commenta Becky, una delle volontarie impiegate nella realizzazione del muro: «Ho sofferto molto in isolamento, essere qui ha significato sentirsi parte di un incontro per commemorare tutte le nostre perdite».

Secondo l’Office for National Statistics (ONS) ci sono circa 150.000 vittime. Becky continua: «Vedi quel numero sullo schermo o sui giornali e sai che è un numero grande ma non ottieni la scala fino a quando non occorrono dieci minuti per percorrere l’intera lunghezza del muro».

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Fonte: Twitter

L’obiettivo alla base del murales è fare in modo che tutti trascorrano un breve periodo di tempo “camminando sul muro”, dedicando qualche minuto in memoria di coloro che se ne sono andati.

Il sindaco di Londra Sadiq Khan ha visitato il muro, definendo l’esperienza come ardua e straziante, dichiarandosi favorevole affinché il memoriale rimanga lì in quanto testimonianza dell’anno finora vissuto in pandemia.

Lo stesso percorso ha fatto anche il sindaco di Lambeth che ha poi twittato: « È stato molto toccante camminare per l’intera lunghezza del muro. Quasi 10 minuti di cammino per riflettere e ricordare le vittime lasciate alle spalle».

Il primo murales italiano dedicato alle vittime di Covid

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Fonte: Twitter

Si trova a Desio (provincia di Monza, Lombardia) il primo murales italiano dedicato alle vittime del Coronavirus.

La rappresentazione sarà realizzata in bianco e nero ed alta circa 30 metri. L’opera è firmata Martino Marrella, artista brianzolo che ha realizzato questa rappresentazione alta 30 metri completamente in bianco e nero.

Secondo l’artista anche l’Italia doveva essere inserita nel murales, così, per non fare un torto a tutte le bellissime località italiane, egli ha optato per Desio, sua città natale.

Tra i panorami urbani scelti è stata scelta una cittadina della Brianza, e più in generale la Lombardia, poiché rappresenta a tutti gli effetti uno dei territori maggiormente colpiti dall’emergenza Coronavirus.

Fonte: Twitter

Il murales è stato disegnato su un muro vicino alla stazione ferroviaria di Desio. L’autore ci spiega: «Mi piace molto e un po’ mi emoziona l’idea che possa essere visto dai tanti che prendono il treno: guardando fuori dal loro finestrino potranno vedere, anche solo pochi secondi, il mio lavoro.

«Ognuno ha il proprio modo per comunicare le emozioni che sta vivendo in questi giorni: io ho scelto questo, e sono felice di condividerlo con gli altri».

Le città sono rappresentate in bianco e in nero: due colori diametralmente complementari, due opposti che rappresentano i sentimenti quotidiani dalla paura del virus alla speranza in un futuro migliore.

Il muro è stato inaugurato il 9 Maggio a Desio. A MBNews, l’artista ha raccontato come è nato e cosa rappresenta: «Diciassette città per raccontare una tragedia globale – ci rivela Marrella. «Ho scelto Hong-kong, Singapore, Kuala Lampur, Sidney, Tokio, Pechino, Dubai, Il Cairo, Palmira, Rio de Janeiro, New York, Gerusalemme, Parigi, Londra, Amsterdam, Mosca, e, infine, Desio.

Voi lettori cosa provate osservando le immagini di questi murales? Personalmente, ritengo che l’arte sia la forma d’espressione più adatta per rappresentare emozioni così forti. Ciò che sentiamo emerge da questi muri, da questi cuori tinti di rosso spero possa raggiungere il nostro cuore e il cuore di tutti coloro che albergano in esso.

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