Il nuovo governo Draghi: i ministri (dell’orrore)


Ce l’abbiamo fatta: dopo giorni che ci sono sembrati infiniti, finalmente abbiamo un nuovo governo. Alcuni nomi li riconosciamo subito (ad esempio la Gelmini, l’incubo di tutti gli studenti dal 2000), altri sono semi-sconosciuti per chi non si interessa troppo di politica, sta di fatto che, come fanno notare sui social, per essere un governo con opposizione di destra, c’è fin troppa destra all’interno di questo governo Draghi, il cosiddetto governo dei migliori.

In questo articolo presenteremo i vari ministri, i loro nomi con il partito di appartenenza, e magari un brevissimo commento, onde necessario. Intanto, vi anticipo già che vedremo il ritorno di un trio che nessuno avrebbe mai pensato di rivedere insieme, un nome che ci fa desiderare di tornare a scioperare in piazza come se frequentassimo ancora le superiori, insomma, roba da mettersi le mani nei capelli. E menomale che questo governo Draghi sarebbe dovuto essere un governo di tecnici.

Governo Draghi: il nome dei ministri

  • ministero dell’Interno: Luciana Lamorgese (tecnico)

Riconfermata la prefetta Luciana Lamorgese, che non ama essere chiamata ministra, e Matteo Salvini ha già avuto da ridire: «Su alcuni temi serve discontinuità: Lamorgese e Speranza o cambiano marcia e cambiano sprint o avranno bisogno di aiuto e sostegno, mettiamola così».

  • ministero della Giustizia: Marta Cartabia (tecnico)

Su Marta Cartabia lasciamo un commento di Fabrizio Marrazzo, portavoce del Partito Gay per i diritti LGBT+: «Cartabia ha affermato che si deve differenziare la famiglia da altre forme di convivenza e non permette il matrimonio omosessuale. Sarà in grado di tutelarci? Purtroppo le sue dichiarazioni in tema di diritti delle persone lesbiche, gay e trans (Lgbt+), in particolare sul matrimonio omosessuale, non sono rassicuranti, pertanto riteniamo la sua nomina un rischio per i nostri diritti».

  • ministero della Difesa: Lorenzo Guerini (Pd)

Anche Guerini riconfermato come ministro della Difesa, sul web c’è chi gioisce e c’è chi avrebbe preferito di meglio, in particolare chi commenta che questo governo Draghi sembri un Conte-ter.

  • ministero dell’Economia: Daniele Franco (tecnico)
  • ministero dello Sviluppo economico: Giancarlo Giorgetti (Lega)

Vi dico solo: «Nei prossimi 5 anni mancheranno 45 mila medici di base, ma chi va più dal medico di base, senza offesa per i professionisti qui presenti? Nel mio piccolo paese vanno a farsi fare la ricetta medica, ma chi ha almeno 50 anni va su internet e cerca lo specialista. Il mondo in cui ci si fidava del medico è finito». E la chiudo qui.

  • ministero degli Esteri: Luigi Di Maio (M5s)

È necessario commentare?

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  • ministero dell’Istruzione: Patrizio Bianchi (tecnico)
  • ministero dell’Università: Cristina Messa (tecnico)

Speriamo solo che la ministra dell’Università nel governo Draghi si faccia sentire più del vecchio ministro dell’Università poiché, letteralmente, per gli universitari in particolare durante questa pandemia non se ne è preoccupato nessuno (letteralmente durante le dirette di Conte mai nominati, e nei decreti era sempre un “decide l’Università“).

  • ministero del Lavoro: Andrea Orlando (Pd)

È stato prima ministro dell’ambiente, poi della giustizia ora, nel governo Draghi, del lavoro, Andrea Orlando ha decisamente innumerevoli doti.

  • ministero dell’Agricoltura: Stefano Patuanelli (M5s)
  • ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti: Enrico Giovannini (tecnico)
  • ministero della Salute: Roberto Speranza (Leu)

Roberto Speranza, colui che ritiene che il Covid-19 sia più contagioso fuori dal confine regionale, prendendo un treno completamente vuoto o dove si rispettano le distanze di sicurezza, mentre all’interno del territorio regionale tutti fanno quello che vogliono perché gli è letteralmente concesso dal DPCM, è stato riconfermato anche nel governo Draghi. Colui che si preoccupa della salute fisica ma ignora completamente quella mentale.

  • ministero della Cultura: Dario Franceschini (Pd)
  • ministero del Turismo: Massimo Garavaglia (Lega)
  • ministero delle Politiche giovanili: Fabiana Dadone (M5s)
  • ministero degli Affari regionali: Mariastella Gelmini (FI)

Se siete stati studenti nella generazione prima di questa, vi sblocco un ricordo che vale più di mille parole:

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Fonte: twitter
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Fonte: twitter
  • ministero della Pubblica amministrazione: Renato Brunetta (FI)

È per caso un ritorno al 2009? Stiamo per caso vivendo una distopia?

  • ministero per le Disabilità: Erika Stefani (Lega)
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Fonte: twitter
  • ministero delle Pari opportunità: Elena Bonetti (Iv)

Unico ministero affidato a Italia Viva nel governo Draghi, chissà se si sono pentiti di aver fatto cadere il governo, adesso. Scatenando la crisi di governo, Matteo Renzi ha sicuramente ottenuto ciò che voleva, “mandare a casa” Giuseppe Conte, tuttavia ci ha rimesso non solo a livello di ministri presenti nel governo Draghi ma anche a livello di opinione pubblica, che già non era al massimo.

  • ministero per il Sud: Mara Carfagna (FI)
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Fonte: twitter
  • ministero per la Transizione ecologica: Roberto Cingolani (tecnico)
  • ministero per la Transizione digitale: Vittorio Colao (tecnico)
  • ministero dei Rapporti con il Parlamento: Federico D’Incà (M5s)

E, dopo aver visto i nomi e qualche commento sui ministri del governo Draghi, vediamo cosa ne pensa il web.

Governo Draghi: l’opinione sui social

A essere soddisfatti, forse sono in pochissimi, forse nessuno. Il governo Draghi non piace alla sinistra per i troppi nostri di destra (e per il ritorno del golden Trio che speravano di non vedere più insieme, o separati), ma non piace neanche alla destra per tutti i nomi che già c’erano nel governo Conte. Ma avremo sicuramente tempo per vedere come riuscirà ad operare. Intanto, in bocca al lupo ai ministri del governo Draghi, che facciano del loro meglio per l’Italia.

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