Eugenia Roccella contro le famiglie omogenitoriali: la risposta di Nichi Vendola

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Non potevamo certamente aspettarci che il governo italiano di estrema destra potesse approvare con gioia le parole di Ursula Von Der Leyen sulle famiglie arcobaleno. E infatti è arrivata subito la replica della Ministra della Famiglia, Natalità e Pari Opportunità, Eugenia Roccella, è intervenuta a Mattino Cinque News dicendo che «ogni bambino ha una mamma e un papà per forza di cose», ignorando il fatto che ci sono bambini che hanno una mamma e un papà, ma che quella mamma e quel papà li hanno abbandonati in orfanotrofio. Meglio marcire in orfanotrofio rispetto a stare con due mamme o due papà? È così che ci occupiamo di bambini e famiglie?

Le famiglie arcobaleno sono delle «coppie LGBTQI+ che decidono di avviare un percorso di genitorialità facendo ricorso sia a tecniche di procreazione medicalmente assistita PMA o a percorsi di Gestazione per altri e altre GPA in Paesi dove ciò è consentito per legge. A differenza delle coppie eterosessuali che seguono gli stessi percorsi, le coppie samesex non hanno una legge che garantisca loro la possibilità di assumersi quella responsabilità genitoriale che ogni genitore vorrebbe fin dalla nascita per i propri figli e figlie».

Ma sono anche degli uomini o delle donne che «hanno avuto figli o figlie in una relazione eterosessuale e che, in seguito, scoprono o decidono di vivere seguendo un differente orientamento sessuale o una nuova identità di genere. Ciò comporta spesso di trovarsi a fronteggiare problematiche sia legate ad una eventuale separazione che ad una nuova relazione LGBTQI+», e ancora delle «coppie o singole persone LGBTQI+ che hanno scelto il coparenting» o delle «famiglie allargate e ricomposte, genitori separati, genitori single, genitori adottivi».

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Mercoledì la Commissione europea ha proposto nuovi regolamenti per il riconoscimento dei genitori dello stesso sesso in tutto il blocco. La proposta obbligherebbe i governi dei 27 paesi dell’Unione Europea a riconoscere i diritti dei genitori LGBTQ: «Orgogliosi delle nuove norme che presentiamo oggi sul riconoscimento della genitorialità nell’UE. Vogliamo aiutare tutte le famiglie e i bambini in situazioni transfrontaliere. Perché se sei genitore in un paese, sei genitore in ogni paese», ha scritto su Twitter la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen.

Le parole di Eugenia Roccella sulle famiglie arcobaleno

«Il problema non è l’eterologa, il problema è la compravendita degli ovociti, è una cosa diversa. Il problema è se il corpo femminile viene spezzettato e comprato e venduto sul mercato anche attraverso cataloghi. La maternità è qualcosa di profondamente legato alla creazione della comunità umana. Se noi tocchiamo la maternità siamo apprendisti stregoni che cambiano qualcosa di veramente profondo nell’inconscio, nella cultura, nel modo di stare insieme delle persone. Una volta si diceva ‘di mamma ce ne è una sola»: così inizia il lungo intervento della ministra Roccella riguardo la decisione della Commissione Europea.

È la solita destra che è contro la gestazione per altri e la mette in mezzo anche quando non è esattamente il topic. Le famiglie arcobaleno spesso vedono come dei figli dei bambini abbandonati, oppure orfani. Hanno dei genitori biologici che non hanno potuto o voluto occuparsi di loro, e quindi per quei bambini, e lo dico da ignorante, sarebbe meglio essere amati da due mamme o da due papà, piuttosto che marcire in un orfanotrofio. Che poi l’utero in affitto sia giusto oppure no, è un altro discorso.

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«La questione è che ogni bambino ha una mamma ed un papà per forza di cose. Ha una donna che lo ha partorito e un papà biologico e questo non è un dato che si possa eliminare», continua la ministra. Ed esattamente chi è che lo vuole eliminare? Perché si continua a pensare che estendere diritti che alcuni hanno per nascita anche ad altre persone, implichi toglierli ad altri? Ogni bambino è partorito da una donna ed è concepito con l’aiuto di un uomo, ma non tutte le donne che rimangono incinta scelgono di essere madri, e non tutti gli uomini che mettono incinta scelgono di essere dei padri. Non è difficile.

«Quando si dice che ha due mamme o due papà, in realtà non si dice la verità, quindi si cancella in genere la madre biologica, la madre che ha dato gli ovociti, la madre che lo ha partorito», aggiunge. «Bisogna entrare nei singoli casi e su questo è la magistratura che poi decide. Il problema è che il corpo femminile non si deve comprare o vendere. Sono contraria a questo e sono contraria all’idea che un bambino si possa ordinare attraverso il grande mercato iperliberista del corpo e appunto degli ovociti e dell’utero», e l’abbiamo già commentato.

La risposta di Nichi Vendola

A rispondere a tono alla ministra Roccella ci pensa Nichi Vendola, leader della sinistra, ex governatore della famiglia e anche uno dei due papà di Tobia Antonio, di quasi sette anni: «La ministra Roccella afferma che quando si dice che un bambino può avere due mamme o due papà, si sostiene una cosa non vera. Sarà per questo che mi è venuto il naso lungo… Un saluto da parte della famiglia Vendola-Testa. Una famiglia vera» allegando una foto della sua famiglia a Venezia con delle maschere:

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Sarebbe comunque curioso conoscere la posizione della ministra Roccella sulle adozioni da parte di genitori eterosessuali, perché nella sua dichiarazione dice esplicitamente che un bambino ha una mamma e un papà e non due mamme o due papà. Di conseguenza, il bambino adottato continuerà a essere figlio solo di chi lo ha generato ma che non ha voluto/potuto prendersi cura di lui, e non di chi, al contrario, lo cresce? Perché, sempre secondo quanto emerge dalle sue parole, genitori sono solo quelli che generano e non chi ama o cresce. A meno che, ovviamente, la ministra delle pari opportunità non ce l’abbia solo con i genitori omosessuali. Io chiedo.

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