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Erdogan ritira la Turchia dalla Convenzione di Istanbul

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Il Presidente della Turchia Erdogan ha ufficialmente firmato il decreto per uscire dalla Convenzione di Istanbul, firmata nel 2011 e che aveva come obiettivo principale quello di proteggere le donne dalla violenza domestica. Lo scorso anno, solo in Turchia, nella stessa Turchia di Erdogan, sono morte di femminicidio più di 300 donne, nel 2021, invece, 70, e siamo solo a marzo, per cui questa è una notizia ancora più tragica e che ha portato le donne a manifestare in piazza.

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Fonte: twitter

Sono migliaia le donne che hanno detto basta e hanno scelto di manifestare. Durante questo periodo di Covid-19 le donne sono state più volte prese di mira, lo abbiamo visto in Polonia dove il Presidente Andrzej Duda ha deciso di togliere loro la possibilità di abortire e lo vediamo anche in Turchia dove le donne vengono private di quella minima protezione che potevano avere. Tra l’altro, lo scorso anno, anche la Polonia aveva annunciato di volersi ritirare dalla Convenzione di Istanbul poiché, a detta del governo, la loro costituzione già proteggeva le donne.

Per chi non sappia cosa sia la Convenzione di Istanbul, ecco un breve riassunto: «Questo nuovo trattato del Consiglio d’Europa è il primo strumento internazionale giuridicamente vincolante che crea un quadro giuridico completo per proteggere le donne contro qualsiasi forma di violenza, e di prevenire, perseguire ed eliminare la violenza contro le donne e la violenza domestica. La Convenzione istituisce anche un meccanismo di controllo specifico (“GREVIO”) al fine di garantire l’effettiva attuazione delle sue disposizioni dalle Parti». Insomma, mira a difendere le donne dai femminicidi. Per cui, perché Erdogan ha deciso che per la Turchia non va più bene?

Erdogan ritira la Turchia dalla Convenzione di Istanbul: perché?

Fonte: twitter

La prima domanda che molti si sono fatti è stata: perché? Perché uno stato (tra l’altro uno dei primi a firmare la convenzione nel 2011)con così tanti femminicidi dovrebbe voler mettere ancora più a rischio la vita delle donne? A dare la risposta è il vice presidente Fuat Oktay, via Twitter, con un elenco in due punti:

  1. «Vogliamo portare avanti la nostra lotta per portare la dignità e il rispetto verso le donne turche al livello che meritano nella società, preservando il nostro tessuto sociale e tradizionale.
  2. Per questo scopo sublime, non è necessario cercare il rimedio all’esterno, imitando gli altri. La soluzione è nelle nostre tradizione e nei nostri costumi, nella nostra essenza».

Viste quante donne sono scese in piazza a protestare, non penso proprio che si sentano così tutelate dall’essenza della Turchia di Erdogan e da come lui e il suo governo proteggano le donne. Anche la Ministra della Famiglia, Zehra Zumrut Selcuk, ha detto la propria opinione sulla decisione presa da Erdogan e lo ha fatto lodando il Presidente poiché, «sotto la sua guida abbiamo implementato importanti normative per sostenere la partecipazione di tutte le donne del nostro Paese alla vita politica, economica e sociale». Forse, però, la Ministra della Famiglia lo dovrebbe dire anche a tutte le famiglie che non hanno più una figlia a causa di un uomo.

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Fonte: twitter

«La garanzia dei diritti delle donne è la normativa vigente nella nostra legislazione nazionale, soprattutto nella nostra Costituzione. Il nostro sistema legale è dinamico e abbastanza forte da implementare nuove normative in base alle necessità» ha scritto in un altro tweet, continuando poi: «La violenza contro le donne è soprattutto un crimine contro l’umanità e combattere questo crimine è una questione di diritti umani. I principi sono essenziali. In questa direzione, continueremo la nostra lotta contro la violenza con il principio di tolleranza zero oggi e domani come abbiamo fatto ieri.»

In ogni caso, sebbene la Turchia sia stata una delle prime a partecipare e firmare la Convenzione di Istanbul, secondo la piattaforma turca Noi fermeremo il femminicidio, non è mai stata applicata. Secondo molti personaggi conservatori della Turchia, però, la convenzione che vuole solo proteggere le donne, andrebbe contro la famiglia, incoraggiando il divorzio e persino dando più libertà alla comunità LGBT.

Per cui, se ancora non aveste compreso perché Erdogan abbia deciso di ritirare la Turchia dalla Convenzione di Istanbul, la risposta è semplicemente che si ritiene che un uomo debba avere il diritto di picchiare e addomesticare la sua donna, che deve restare al suo posto e non si può lamentare in alcun modo. Insomma, avete presente il Medioevo? Questo è quello che accade in Turchia, nel 2021.

E in tutto questo, l’Unione Europea cos’ha intenzione di fare? Continuiamo a far finta di nulla come si fa con la comunità LGBT in Polonia? O ci limitiamo a fare un tweet di cui non importa nulla a nessun governatore? Forse sarebbe il momento di intervenire e salvare davvero le persone. Fate tornare Erdogan sui suoi passi, salvate le vite delle donne in Turchia.

Autore

  • Giulia, 22 anni, blogger. Amo scrivere, leggere, guardare serie tv e anime, i gatti e seguire le giuste polemiche. Instagram: @murderskitty

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