Erasmus: perché esiste il luogo comune della nullafacenza?

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Sapete, da quando sono in Erasmus, mi è sembrato di studiare più di quando sono in Italia. Più o meno. Chiarisco subito una cosa: in Italia gli esami sono più duri, sono più duri e anche più noiosi. Qui in Croazia sto studiando tanto e per molti più esami, ma tutto ciò che sto studiando mi interessa, questo perché persino un esame come storia diventa interessante se i professori non lo fanno divenire solo un elenco di date e avvenimenti, ma ti fanno proprio entrare a far parte della lezione.

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Fonte: freepik

Non so come funzioni nelle altre università d’Italia, ma nella mia tutti gli esami sono orali. Gli esami sono orali e devi studiare minimo 3 libri (più uno scritto dal professore) per poter passare la prova. Di tutto quello che hai studiato, cosa ti resta? Non lo so, probabilmente solo le cose che ti hanno colpito per davvero. Uno dei miei esami qui in Erasmus in Croazia riguarda la prostituzione nell’antichità, com’era visto il sesso, come dovevano essere le donne per essere delle prostitute, ed è davvero un esame interessante, perché contestualizzando un periodo storico andiamo a studiare la società, vedendo poi come si è evoluta oggi.

Un altro esame del mio Erasmus riguarda il trovare l’influenze che ha avuto uno scrittore contemporaneo da parte dei poeti latini e se pensate che sia semplice, vi sbagliate. Però è interessante, mi devo mettere in campo io, devo scrivere e devo impegnarmi, non devo solo perdere le giornate davanti a un libro, esporre ore e ore per poi passare o non passare l’esame in base a una domanda estrapolata da quattro libri di testo. E penso che sia proprio questo il problema in Italia.

Sapete, io in Erasmus sosterrò proprio tutti i crediti dei miei esami, solo che qui, per farlo, devo darne molti di più. Per un esame da 12 CFU devo sostenerne 5, tre da 2 e due da 3, questo perché, qui, il materiale è suddiviso nel corso degli anni. Non devi imparare tutto subito, ma gli argomenti sono divisi nel corso dei tre anni e, in questo modo, lo studente ha meno difficoltà nel ricordare tutto. Eppure, le materie e le conoscenze apprese sono le stesse. Studi meno stressato, sei più felice e anche i tuoi risultati sono migliori. Perché in Italia non riusciamo a comprendere questo?

Erasmus: e allora il luogo comune della nullafacenza?

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Fonte: freepik

E allora se, come sto dicendo, in Erasmus si studia, da dove nasce questo luogo comune? È semplice: in Italia siamo abituati a studiare tanto e troppo, per cui andare fuori dall’Italia e trovarci degli esami che ci interessano, dei professori che ci chiamano collega e ci trattano alla pari, che si ricordano il nostro nome, ci fa pensare che tutto sia più semplice, e ci rilassa. Io sto studiando da quando sono arrivata eppure non ho ansia, non ho stress addosso, non mi viene da piangere ogni notte perché mi sento distrutta dallo studio.

Non ve lo negherò, so che ci sono persone che davvero non fanno nulla e che stanno sfruttando quest’occasione per non fare nulla (e comunque è una loro scelta personale e non giudicabile in alcun modo), tuttavia dipende da voi. Io ho deciso di intraprendere questo percorso Erasmus studiando e impegnandomi comunque. Ho scoperto che mi piace ancora studiare, ho ritrovato la passione per le materie che studio e che, qualche anno fa, amavo. Non è solo un modo per laurearsi prima, per fare esami più semplici, l’Erasmus per me è stato anche un modo per scoprire che c’è ancora della passione in me.

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Fonte: freepik

Per cui, se vi state chiedendo perché in Erasmus c’è il luogo comune del divertimento, delle feste, della nullafacenza, vi rispondo io: in Erasmus riprendete a respirare dopo anni passati asfissiati dai libri. In Erasmus siete tranquilli, leggeri, tanto da pensare che lo studio è un hobby, un passatempo da fare con piacere e gioia. Quello che dovrebbe essere sempre. Perché dopo anni buttata sui libri per poi venir bocciata solo perché la professoressa si era stancata di interrogare, o di trovarmi davanti professori che stavano al cellulare mentre io esponevo le mie conoscenze apprese con ore di sudore e mental breakdown, trovare delle persone rispettose che insegnano con un sorriso, ti fa davvero pensare di essere a casa tua.

Autore

  • Giulia, 22 anni, blogger. Amo scrivere, leggere, guardare serie tv e anime, i gatti e seguire le giuste polemiche. Instagram: @murderskitty

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