Erasmus: avere dei crolli mentali è normale

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Quella appena conclusa non è stata una settimana delle migliori. Ho avuto momento molto belli, insieme alle mie amiche e anche in classe, ma anche molto, molto, tristi, ovviamente dovuti alla meravigliosa università che è l’Università degli Studi di Bari Aldo Moro, che persino in Erasmus mi distrugge psicologicamente e mi fa venire attacchi di panico anche quando penso di essere tranquilla. Tuttavia, avere dei mental breakdown è normale, anche mentre vi trovate in Erasmus, anche quando pensate che questo dovrebbe essere il periodo più bello della vostra vita, per cui oggi voglio fare una piccola digressione su questo.

Prima, però, vediamo com’è andata questa settimana. Diciamo che la settimana è iniziata bene, o meglio, è iniziata tranquilla. Certo, una delle mie docenti è positiva al Covid-19 e l’altra in quarantena perché lo è il marito, ma io sto bene e riesco ad andare avanti (sto indossando, per sicurezza, le FFP2 anche in classe). Diciamo che sono settimane in cui sto solamente studiando, letteralmente, ma sono soddisfatta di me stessa perché sono riuscita a organizzare tutto per bene e quindi non mi trovo con l’acqua fino alla gola. Quella la ho solamente per la mia home university.

La parte più alta della settimana è stata venerdì, ovvero il giorno in cui ho avuto il secondo, e peggiore, mental breakdown della settimana, ma allo stesso tempo sono stata con le mie amiche e, per la prima volta, ho parlato di come mi sentivo e mi sono resa conto che non era un mood solamente mio, ma che ci troviamo tutte nella stessa situazione. Ma di questo parleremo dopo. Venerdì è anche stato il compleanno di una mia amica e abbiamo mangiato la pizza! Com’è la pizza in Croazia? Non come in Italia, ma sinceramente non fa neanche schifo. L’ho trovata un po’ salata, ma era davvero buona.

Stare con i miei amici mi ha molto rallegrata, abbiamo parlato e abbiamo riso e poi sono andata tranquilla a casa, e penso di aver dormito tranquilla. Dormito tranquilla, più o meno, perché poi il giorno dopo mi sono svegliata alle 4.30 e sono stata stanca per tutto il giorno e mi è anche venuto mal di testa. Oh, aggiungiamoci anche le mestruazioni. Però venerdì mattina, dimenticavo, ho fatto la presentazione sull’italiano neostandard ed è stato tanto divertente! Mi sono divertita molto a spiegare e spero di aver fatto divertire anche le studentesse. Per venerdì prossimo farò la mia ultima presentazione Erasmus di italiano III, sulla mia Puglia.

Erasmus: avere un mental breakdown è normale

C’è il luogo comune che in Erasmus bisogni per forza divertirsi, far baldoria, bere, fumare, insomma, tutto tranne studiare ed essere triste. Non diciamo baggianate. Potete essere tristi, potete sentirvi stressati dagli esami, potete voler semplicemente piangere stringendo peluche e, sì, potete anche voler tornare a casa, in Italia. È tutto completamente normale e lo so perché non sono l’unica a provare queste emozioni. Parlando con le mie amiche, ci troviamo tutte in questo mood un po’ depresso a causa dei tanti esami che dobbiamo sostenere perché, ricordiamolo, in Erasmus potreste trovarvi a sostenere più esami del previsto (io ne devo dare 9 per convalidarne 3).

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Ho letteralmente avuto un mental breakdown in mezzo alla strada

Giovedì e venerdì io sono stata davvero male, sentivo di non voler far più niente e di voler mollare tutto, perché sono stanca, perché vorrei solo dormire o divertirmi, anche solo riposarmi, riposare il cervello. Ho fatto uno di quei pianti degni di uno dei peggiori teen drama americani, nel momento in cui lei si accorge di aver perso il fidanzato per sempre, ma poi non mi sono sentita neanche meglio. Sapete quando sono riuscita a superare tutto? Quando ne ho parlato con i miei genitori e mi sono sentita capita. Quindi, se siete come me e vi tenete tutto sempre dentro, semplicemente provate a parlare, anche solo tramite un messaggio.

Venerdì ne ho parlato, in modo un po’ ironico, anche con le mie amiche e loro mi hanno confessato di come anche loro si sentano in questo modo. Poi però le sento parlare delle loro università e facoltà perfette e un po’ mi sento triste (ma ovviamente non è colpa loro, sia chiaro), perché io ho un’università che non pensa minimamente alla mia salute mentale e mi vede solo come del denaro per arricchirsi. Ma ho parlato così tante volte di quest’argomento che mi sono anche stancata di criticare l’Uniba, se devo essere onesta.

Domenica poi mi sono un po’ ripresa, ho ripreso i ritmi con lo studio e sono anche soddisfatta di quel che ho fatto. Tra l’altro ho fatto il mio primo Q&A su Instagram e ho persino ricevuto delle domande, mi sorprende sempre avere certi “risultati”. Purtroppo sto un po’ trascurando il blog ma prometto che appena finisce questo periodo riprendo a scrivere normalmente. E nulla, alla prossima settimana con le mie avventure in Erasmus, sperando di riprendermi completamente e fare qualcosa di almeno interessante!

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