Libertà di espressione solo se devi aizzare una rivolta: Elon Musk sospende l’account ElonJet

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Affidare a un sondaggio su Twitter il ritorno di una persona che letteralmente ha aizzato una rivolta contro il Campidoglio in cui sono morte persino delle persone? Assolutamente sì. Eliminare però il profilo di uno studente di 20 anni che monitora i voli del tuo jet privato? Assolutamente sì, comunque. Elon Musk è l’esatta testimonianza di come ragionano gli elettori di destra: libertà e democrazia, ma solo se è libertà di insultare, essere omofobi, razzisti o in generale di mancare di rispetto ad altre persone. Vediamo cos’è successo.

Ma prima un passo indietro. Donald Trump era stato escluso da Twitter (e da altri social, tanto che ha dovuto crearne uno tutto suo) in seguito all’attacco al Campidoglio avvenuto all’inizio del 2021, ma Elon Musk, dopo aver comprato Twitter, ha deciso di riammetterlo in seguito a un sondaggio in cui ha vinto il sì con il 51,8% delle preferenze su oltre 15 milioni di risposte. Poi comunque lo stesso Trump ha escluso di voler tornare su Twitter per restare sul suo social network, quindi è stato un sondaggio un po’ inutile.

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Il popolo ha parlato. Trump sarà riammesso», aveva intanto scritto Elon Musk, citando anche la sentenza d’antica tradizione medievale “Vox Populi, Vox Dei“. E già nei giorni scorsi Musk aveva riabilitato, con criteri non trasparenti, di riammettere diversi account che erano bannati, come quelli di Kathie Griffin, Jorden Peterson e Babylon Bee. Tuttavia, se si parla di un personaggio come Donald Trump, prenderti completamente la responsabilità della sua riammissione (considerando che era stato bannato in quanto era accusato di aver istigato una rivolta contro Capitol Hill tramite i suoi profili social), è troppo persino per una persona come Musk, e quindi ha fatto scegliere al popolo.

D’altronde, ricordiamo le parole che Mark Zuckerberg utilizzò per descrivere l’ex Presidente Donald Trump: «gli sconvolgenti eventi delle ultime 24 ore dimostrano chiaramente che il presidente Donald Trump intende utilizzare il tempo rimanente in carica per minare la transizione pacifica e legittima del potere al suo successore eletto, Joe Biden», e quindi ha esteso il «blocco che abbiamo messo sul suo account Facebook e Instagram a tempo indeterminato e per almeno le prossime due settimane fino a quando la transizione pacifica del potere è completa.» Eppure, Elon Musk lo ha riammesso. E ha bannato il profilo di un ventenne.

Elon Musk ha eliminato il profilo ElonJet

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ElonJet era un profilo Twitter gestito da Jack Sweeney, uno studente universitario della Florida di 20 anni, che ha utilizzato le informazioni di tracciamento dei voli disponibili a tutti per creare un’allerta automatica su Twitter ogni volta che il ‘Gulfstream’ decollava o atterrava, insomma niente di illegale. Tuttavia, Elon Musk si sentiva seguito, quindi ha deciso di propria spontanea volontà di bannare dal suo social il profilo di ElonJet. Subito, però, la notizia si è diffusa, e lui ha dovuto dare delle spiegazioni.

Inizialmente ha scritto un tweet un po’ generico: «Ogni profilo che documenta gli spostamenti in tempo reale verrà sospeso perché costituisce una violazione alla sicurezza personale. Questo include indicare i luoghi con informazioni in tempo reale», ed ecco che scompare il profilo del giovane studente. Poi arrivano le spiegazioni: «La scorsa notte un’auto a Los Angeles è stata seguita da uno stalker pazzo, pensava fossi io, e poi l’ha bloccata e ha cercato di entrare dentro. Un’azione legale è stata avviata contro Sweeney e le organizzazioni che hanno provocato danni alla mia famiglia».

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Insomma, non solo il ban, ma lo studente sarà anche indagato per… stalking? Pedinamento? Non sappiamo ancora per cosa, ma intanto Sweeney ha perso il profilo da mezzo milione di follower, e gli utenti di Twitter si stanno lamentando in quanto Elon Musk ha semplicemente oscurato un account a lui sgradito nonostante dal suo acquisto della società per oltre 44 miliardi di dollari abbia sempre sostenuto che Twitter sarebbe stato il «paradiso della libertà d’espressione». Ma evidentemente intendeva un paradiso solo per lui.

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