La Corte Suprema limita i poteri del governo per regolamentare le emissioni inquinanti

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Uno degli obiettivi annunciati da Biden all’inizio del suo mandato riguardava le politiche ambientali: il presidente si era impegnato a ridurre di almeno il 30% le emissioni di gas serra rispetto al 2005, tutto entro il 2030. Tuttavia, a causa di una decisione della Corte Suprema che limita i poteri dell’EPA, l’ente governativo che tutela l’ambiente e che ha il potere di regolamentare le emissioni inquinanti a livello federale, il suo obiettivo diventa sempre più irraggiungibile. La sentenza riguardava un’azione legale intentata dallo stato del West Virginia, che sosteneva che l’EPA non possedeva l’autorità di legiferare sul settore dell’energia nei singoli stati o sulle singole centrali.

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Fonte: APNews

Dopo una catastrofica sentenza sull’aborto che ha fatto il giro del mondo, la Corte Suprema non si ferma e decide ancora una volta di dimostrare come gli Stati Uniti siano completamente divisi in più settori. Se, infatti, sul fronte Ucraina tutti gli Stati sembrano essere compatti sulla necessità di impedire al «brutale dittatore Putin di vincere e prendere di mira Polonia, paesi baltici, Romania» e nella convinzione che «se Putin vincesse il costo economico [della benzina e l’inflazione, ndr.] sarebbe assai più grande», riguardo la politica interna la situazione non è così omogenea.

Un esempio è stato l’aborto. «La Costituzione non fa alcun riferimento all’aborto e nessun diritto del genere è implicitamente protetto da alcuna disposizione costituzionale, inclusa quella su cui ora si basano principalmente i difensori di Roe e Casey: la Due Process Clause del quattordicesimo emendamento». «Quella disposizione è stata ritenuta garante di alcuni diritti che non sono menzionati nella Costituzione, ma qualsiasi diritto del genere deve essere ‘profondamente radicato nella storia e nella tradizione di questa nazione’ e ‘implicito nel concetto di libertà ordinata», ha detto il giudice Samuel Alito.

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Eppure, la Polonia ci ha insegnato cosa significa vivere con l’aborto illegale. O meglio, morire. Izabela era una donna di 30 anni, polacca e incinta, già madre, morta a causa di un’infezione dovuta a delle complicazioni sorte nella 22esima settimana di gravidanza. Secondo la legale (Jolanta Budzowska) che rappresenta la famiglia i medici hanno scelto di non operarla per far sì che il feto morisse “naturalmente“, come stabilito dalla legge polacca sull’aborto e che vieta a qualsiasi medico di interrompere delle gravidanze anche per difetti congeniti. Solo che quando è morto il feto, è morta anche Izabela.

La Corte Suprema è pro life ma contro la vita del mondo

Con un voto di 6-3, ovviamente con la maggioranza dei conservatori, la Corte Suprema ha affermato che il Clean Air Act non conferisce all’Agenzia per la protezione ambientale l’ampia autorità per regolare le emissioni di gas serra delle centrali elettriche che contribuiscono al riscaldamento globale. Secondo i sostenitori dell’ambiente e i giudici liberali dissenzienti, la decisione è stato un importante passo verso la direzione sbagliata, «un pugno nello stomaco» in un momento di crescente danno ambientale attribuibile al cambiamento climatico.

La sentenza della corte potrebbe quindi rendere più complessi i piani dell’amministrazione per combattere il cambiamento climatico. La proposta dettagliata per regolare le emissioni delle centrali elettriche, promessa all’inizio del mandato, è prevista entro la fine dell’anno. Sebbene la decisione fosse specifica per l’EPA, era in linea con lo scetticismo della maggioranza conservatrice sul potere delle agenzie di regolamentazione e ha inviato un messaggio sui possibili effetti futuri al di là del cambiamento climatico e dell’inquinamento atmosferico.

L’obiettivo del presidente Joe Biden è quello di ridurre della metà le emissioni di gas serra della nazione entro la fine del decennio e ad avere un settore energetico privo di emissioni entro il 2035. Le centrali elettriche rappresentano circa il 30% della produzione di anidride carbonica. «Limitare le emissioni di anidride carbonica a un livello tale da costringere una transizione a livello nazionale dall’uso del carbone per generare elettricità potrebbe essere una ‘soluzione sensata alla crisi del giorno», ha scritto il presidente della Corte Suprema John Roberts nella sua opinione per la corte.

Tuttavia, allo stesso tempo, Roberts ritiene che il Clean Air Act non conferisce all’EPA l’autorità per farlo e che il Congresso deve parlare chiaramente su questo argomento. «Una decisione di tale portata e conseguenza spetta al Congresso stesso o a un’agenzia che agisce in base a una chiara delega di quell’organo rappresentativo», ha aggiunto. Non è d’accordo il giudice Elena Kagan, che ritiene che la decisione priva l’EPA del potere che le è stato conferito dal Congresso per rispondere alla «sfida ambientale più urgente del nostro tempo».

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Duro anche il commento del presidente Biden, che ha definito questa sentenza come «un’altra decisione devastante che mira a riportare indietro il nostro Paese». Il capo dell’EPA, Michael Regan ha detto che la sua agenzia andrà avanti con una regola per imporre standard ambientali al settore energetico. Anche il portavoce delle Nazioni Unite Stephane Dujarric ha definito la decisione «una battuta d’arresto nella nostra lotta contro il cambiamento climatico, quando siamo già lontani dal raggiungere gli obiettivi dell’accordo di Parigi».

Il procuratore generale del West Virginia Patrick Morrisey, che è colui che ha denunciato a livello legale all’autorità dell’EPA, ha affermato che «l’EPA non può più eludere il Congresso per esercitare un ampio potere normativo che trasformerebbe radicalmente la rete energetica della nazione e costringerebbe gli stati a spostare fondamentalmente i loro portafogli energetici lontano dal carbone -generazione licenziata».

Una persona che però ha studiato, il professore di meteorologia dell’Università della Georgia Marshall Shepherd, ex presidente dell’American Meteorological Society, ha definito la sentenza un «pugno nello stomaco per gli sforzi critici per combattere la crisi climatica che ha il potenziale per mettere a rischio vite per decenni per venire». E ancora Richard Revesz, esperto ambientale della New York University School of Law, ha definito la decisione «una battuta d’arresto significativa per la protezione dell’ambiente e la salvaguardia della salute pubblica».

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