185 attori e attrici tedesche fanno coming out: «Contro silenzio e discriminazioni»


In questi giorni diverse testate in tutto il mondo hanno parlato delle 185 persone tedesche, attori e attrici, che hanno deciso di fare coming out. Hanno poi concesso un’intervista al Süddeutsche Zeitung, uno dei più importanti quotidiani tedeschi, e hanno raccontano cosa li ha portato a questa scelta, cosa gli ha dato il coraggio e anche e soprattutto cosa significhi essere omosessuale nel mondo dello spettacolo.

Possiamo pensare che nel 2021 ormai non importi sei gay, lesbica, bisessuale, queer, transgender, perché c’è molta più informazione. Tuttavia, questo non vale nel mondo dello spettacolo, in cui c’è ancora molta discriminazione. Non pensate solo che ci sarebbe una parte di fans che, giustamente, continuerebbero a sostenere l’artista, ma pensate anche a quella parte, omofoba, che lo abbandonerà. Per un manager è un incubo.

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Fonte: rollingstone

Io ricordo ai tempi d’oro dei One Direction che molte seguivano i ragazzi per l’aspetto, alcune volevano sposarsi con loro, altre invece credevano nella Larry e quindi nell’omosessualità dei due membri. Ovviamente poi si cresce e si comprende che non si deve decidere l’orientamento sessuale di una persona, ma ho ricordi di ragazze che dicevano che non potevano fare coming out perché i manager non glielo avrebbero mai permesso, perché avrebbero perso tanti fan.

È proprio per questo motivo che i 185 attori e attrici hanno voluto parlare, alzare la voce, farsi sentire, per il bene di se stessi, della comunità lgbt e di tutti gli attori che non trovano il coraggio di essere se stessi per paura di essere giudicati o che la propria carriera potrebbe in qualche modo risentirne. Noi l’abbiamo visto anche di recente con Gabriel Garko, quando ha fatto coming out purtroppo molti hanno avuto da ridire.

185 attori e attrici tedeschi/e fanno coming out

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Fonte: freepik

«Siamo attori che si identificano come gay, bi, trans*, queer, inter e non-binari, e molte altre cose. Fino ad ora, non siamo stati in grado di parlare apertamente della nostra vita privata senza temere ripercussioni sulla nostra vita professionale», hanno inizialmente rivelato alla rivista che li ha ascoltati. L’hashtag del coming out è #ActOut, dove potete vedere cosa ne pensa la gente, in cui raccontano il proprio coming out e in cui sperano che questa iniziativa possa essere condivisa da tutte le persone del mondo.

«Troppo spesso, molti di noi sono stati zittiti da manager, agenti di casting, colleghi, produttori, editori, registi, invitati a tacere sui nostri orientamenti sessuali e identità di genere per evitare di mettere in pericolo le nostre carriere. Noi vogliamo mettere fine a tutto questo: una volta per tutte», leggiamo sulla rivista e ci vengono i brividi: «siamo attori. Non dobbiamo essere ciò che recitiamo». 

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Fonte: coming soon

L’iniziativa del coming out è stata promossa da Karin Hanczewski, Mehmet Atesci, Godehard Giese, che hanno poi anche invitato altri colleghi. Tra i firmatari c’è anche Eva Meckbach, molto famosa in Germania per la sua partecipazione a diverse serie tv in onda sul primo canale della tv pubblica tedesca. «Quando ne abbiamo parlato in gruppo è apparso subito chiaro che in questo modo avremmo potuto cambiare qualcosa, come gruppo, come grande gruppo», ha detto Hanczewski.

Nel loro manifesto leggiamo: «Alcuni di noi sono attori che hanno coraggiosamente fatto coming out da soli in passato, altri stanno decidendo ora di farlo. Siamo nuovi arrivati, nomi noti. Siamo cresciuti quando l’omosessualità era ancora illegale, e siamo anche più giovani di Elliot Page. Siamo cresciuti in villaggi e grandi città; siamo persone di colore, persone con esperienze da immigrati e persone con disabilità; non siamo un gruppo omogeneo».

L’iniziativa ha come obiettivo quello di cominciar a far comprendere a manager, agenti, ma anche ai fan, che dietro il personaggio che vedono sullo schermo esiste una persona, che non è la stessa ed esiste. Se nella serie tv un giovane attore interpreta un donnaiolo, non per forza deve essere un donnaiolo anche nella vita reale, e va rispettato qualunque siano le sue scelte. Perché è una persona, non un oggetto.

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