Come le pubblicità e i siti erotici sono utilizzate per sconfiggere la propaganda russa

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Abbiamo parlato questa mattina di quanto la situazione in Russia sia complessa a causa della propaganda. Un esempio è Marina Ovsyannikova, giornalista che ha osato andare contro la guerra e adesso rischia fino a 10 anni di reclusione, ma ci sono tante storie che potremmo raccontare. Adesso, però, vi presentiamo Anastasiya Baydachenko, una delle persone che sta cercando di combattere contro la propaganda russa in un modo anticonvenzionale, ovvero utilizzando annunci pubblicitari contenenti immagini e video su siti erotici e di gioco d’azzardo.

Chi loda la Russia, non è cosciente che è un totalitarismo, un posto non sicuro per chi ha un’opinione diversa, per chi non è pronto a dire sì, è vero a qualsiasi cosa il dittatore Putin propina alla massa. Lodare la Russia significa essere ignoranti e inconsapevoli di una realtà che non può essere giusta, perché il giornalismo delle essere libero, perché il giornalismo non deve essere per forza dalla parte del governo, perché il popolo deve avere il diritto di manifestare e non essere arrestato per un cartello no-war. Perché i totalitarismi sono errati, qualsiasi essi siano.

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Marina Ovsyannikova

In Italia abbiamo politici che oggi rischiano di andare al governo che parlavano di dittatura sanitaria quando Giuseppe Conte aveva imposto un lockdown per la salute degli italiani e in diretta nazionale ha sbugiardato il duo Salvini-Meloni che aveva effettivamente commesso un errore per semplice propaganda, e loro andavano a parlare di questa dittatura in più programmi televisivi e sui propri social network. Invece in Russia, le persone vivono una vera dittatura e nonostante ciò rischiano e, quando provano a parlare, vengono incarcerate, vengono imbavagliate. Ma continuano a lottare per il loro futuro.

Oltre alla storia di Marina Ovsyannikova di cui vi abbiamo raccontato in mattinata, potremmo parlare anche quella di Roman Anin, giornalista, che rischia il carcere per essere andato contro un amico di Putin, o semplicemente quella di Alexei Navalny, uno dei maggiori oppositori di Putin che, addirittura, è stato avvelenato. E vogliamo parlare della giovanissima Olga Misik, la 17enne che leggeva la Costituzione in Russia, condannata a 2 anni e 2 mesi di “restrizioni della libertà”, accusata di “vandalismo” per aver incollato al muro un manifesto a sostegno dei prigionieri politici e degli attivisti di Nuova Grandezza?

Anastasiya Baydachenko e la lotta anticonvenzionale alla propaganda russa

Già prima della guerra in Ucraina, la situazione in Russia non era delle migliori, e lo dimostrano Alexei Navalny e Roman Anin, entrambi oppositori di Putin ed entrambi finiti in carcere. Adesso, però, la situazione è persino peggiorata. Addirittura la Novaya Gazeta, diretta da Dmitry Muratov, vincitore lo scorso anno del Premio Nobel per la Pace, ha dovuto rimuovere tutto il materiale sull’invasione russa dell’Ucrain in quanto «non c’è dubbio alcuno che la minaccia di perseguimento della nuova legge è veritiera e sarà applicata».

Al The Guardian Muratov disse che «ora per la prima volta in assoluto, non ho più speranza. Le persone qui in Russia sono in preda al panico, non sanno cosa sta succedendo e cosa accadrà nei prossimi giorni e ora non c’è più modo per loro di avere qualcuno che gli dica la verità», questo perché il presidente Putin ha introdotto un controllo strettissimo sui media e molti social sono stati resi inaccessibili, per lui la popolazione può informarsi solo tramite i media putiniani, con informazioni censurate dalla propaganda.

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Getty Images/Anastasya Baydachenko

Ma c’è qualcuno che ha cercato e trovato una soluzione. Il suo nome è Anastasiya Baydachenko, ed è la CEO di una società di marketing digitale ucraina. La donna ha trovato un modo per ingannare la censura russa acquistando degli spazi pubblicitari su alcuni siti web in Russia e Bielorussia e utilizzarli per collegarsi a dei siti di notizie indipendenti sulla guerra in Ucraina. Inizialmente gli annunci erano sui siti più frequentati, come Google, Youtube, Facebook, ma con l’introduzione della legge sulle “notizie false” si è dovuta spostare su altri siti: gioco d’azzardo ed erotismo.

I bassi tassi di blocco degli annunci sono bassi su questi siti Web, ha spiegato, rispetto a siti più grandi come YouTube che hanno team di moderatori. La sua più grande sfida è il finanziamento, tuttavia. A Business Insiderha spiegato che «la resistenza informativa ed informatica funziona. I siti per adulti e di gioco d’azzardo hanno un folto pubblico russo e le piattaforme pubblicitarie possono venderci questo specifico traffico». «Altro non è, come ho spiegato, che un modo molto semplice ed economico per diffondere informazioni vere», ha aggiunto, dicendo anche di credere «fermamente che dovremmo sforzarci di trasmettere un messaggio autentico a coloro che hanno vissuto decenni di propaganda di stato».

Jemimah Steinfeld, caporedattore di Index on Censorship, un’organizzazione no-profit che fa campagne per la libertà di espressione, ha affermato che per combattere la censura, è necessario “buttarci tutto addosso“, ma ha anche avvertito che bisogna essere «consapevoli del fatto che quando si vedono annunci sulla guerra potrebbero non avere sempre l’accoglienza prevista».

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Fonte: Pixabay

«Quando ti è stata data una storia unilaterale, l’altra parte potrebbe essere semplicemente liquidata come propaganda. È per questo motivo che coloro che pubblicano annunci in Russia potrebbero selezionare più storie che sono più difficili da respingere, come l’inflazione. Certamente nel caso di Facebook, è stato visto come una minaccia abbastanza grande che la Russia si è mossa per bloccarlo», ha spiegato.

Facebook, vi ricordiamo, fu bloccato in Russia in quanto visto come una “minaccia“, visto che aveva limitato quattro account ufficiali di canali di media russi. Tuttavia, Steinfeld aggiunge che «i social media possono funzionare contro la libertà di espressione», «ma non dovremmo sottovalutare il suo ruolo in termini di informazioni sulla guerra e violazioni dei diritti umani». Noi ci auguriamo soltanto che la situazione in Russia migliori quanto prima.

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