Lega e FDI con gli Alpini. Il presidente Favero chiede finalmente scusa

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Tutta la storia delle molestie durante il raduno degli Alpini è una situazione grave che non dovrebbe essere sottovalutata e a cui tutti dovrebbero credere (in particolare perché esistono dei video), per questo vedere dei politici sminuire la parole delle donne vittime di molestie e catcalling è uno schifo che l’Italia non merita. Il presidente nazionale dell’Associazione alpini Favero, ritiene che sia colpa di pochi, ma ha comunque chiesto scusa. Soprattutto perché adesso ci sono delle vere e proprie denunce.

«Giusto condannare episodi di molestie o maleducazione, se sono stati segnalati (anche se all’Ana non risulta depositata alcuna denuncia). Scorretto e indegno invece additare il glorioso corpo degli Alpini, da sempre esempio di generosità, sacrificio e rispetto, come simbolo di violenza e volgarità. Se qualcuno ha sbagliato è giusto che paghi, ma giù le mani dalla storia, dal passato e dal futuro degli Alpini», ha detto Matteo Salvini, mentre sui social, postando lo screen di un articolo del Corriere della Sera in cui si parla delle accuse di “Non una di meno”, il leader leghista scrive: «Viva gli Alpini, più forti di tutto e di tutti». Disgustoso.

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Per chi non avesse seguito tutta la polemica, Non una di meno ha denunciato sui social più di 150 denunce «da parte di donne e minoranze alle attiviste, le quali hanno raccolto testimonianze sconcertanti riguardo al comportamento irrispettoso, sessista e violento degli Alpini, i quali non si sono limitati alle molestie verbali ma sono arrivati a molestare fisicamente anche delle ragazze minorenni». Quest’anno l’adunanza si è tenuta a Rimini, e siamo arrivati a creare una petizione per fermare le adunate, con più di 16mila firme in poche ore.

Nella petizione leggiamo che «purtroppo le vittime di queste violenze faticano a esporre denunce formali alle forze dell’ordine a causa di diversi fattori (paura, umiliazione, scarsa fiducia nelle stesse…) e risulta ancora più complicato rintracciare i colpevoli e che vengano presi provvedimenti adeguati», ma comunque una coraggiosa donna di 26 anni è stata la prima a esporre formalmente denuncia ai carabinieri. E nonostante ciò, c’è ancora chi difende dei molestatori, sottolineando quel fastidioso “non tutti gli alpini” che ci ricorda quel “not all men“.

E sottolineiamolo anche in questo caso: nessuno ritiene che tutti gli alpini siano dei molestatori con zero rispetto per le donne, maggiorenni e minorenni che siano. Ma è evidente che ci sia un problema intorno a questo corpo e in questi raduni, e negarlo solo perché «non sono tutti così» è una gravissima mancanza di rispetto nei confronti delle donne. Chi non ha molestato, chi non ha mancato di rispetto, chi non ha problemi con la propria coscienza, non dovrebbe minimamente sentire il bisogno di sottolineare di essere una persona decente.

Alpini: le varie reazioni e le scuse del presidente Favero

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La ministra per le Pari Opportunità e la famiglia Elena Bonetti si è espressa sulla vicenda degli alpini a Rai News24: «Quanto è accaduto, quanto viene riportato dalla cronaca è gravissimo, inaccettabile per le istituzioni e in particolare per uomini che sono e devono essere al servizio dello Stato. L’Italia si fonda sulla piena parità di genere e quindi deve ripudiare con forza quella sub-cultura di prevaricazione del maschile nei confronti del femminile. Quell’utilizzo del femminile come un oggetto che non è davvero compatibile con i principi costituzionali».

L’attenzione, tuttavia, è stata dato al caso solo dopo la prima denuncia formale. Sonia Alvisi, dem di Rimini e consigliera regionale di parità, aveva scritto su Facebook di dissociarsi «da toni accusatori, tesi a incrementare un clima di polemica generalista e qualunquista, che getta un inaccettabile discredito verso un corpo dal valore riconosciuto e indiscusso del nostro Esercito. La cospicua presenza di forze dell’ordine a presidiare un evento così partecipato, era a garanzia della tempestiva segnalazione, repressione e denuncia di eventuali episodi a connotazione antigiuridica». Evidentemente le forze dell’ordine non erano abbastanza.

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Pubblicato da Jamil Sadegholvaad su Mercoledì 11 maggio 2022

«Chiediamo al ministero della Difesa quali azioni intenda intraprendere perché gli episodi gravissimi avvenuti a Rimini nei giorni scorsi durante l’adunata degli Alpini non si ripetano e quali iniziative intenda assumere per fare chiarezza e supportare le donne che sono state vittime delle molestie», ha detto le deputate del Pd Pini, Boldrini, D’Elia, Bruno Bossio, Cenni, Incerti, Mura, Schirò, Pollastrini, Morani, Gribaudo, Braga, Lorenzin, La Marca, Prestipino, Bonomo, Ciagà, Di Giorgi, Madia, Berlinghieri, Cantini, Ciampi, Quartapelle, che hanno anche presentato una nuova interrogazione in Parlamento.

Elly Schlein, vicepresidente della Regione Emilia-Romagna, invece, risponde direttamente alla Lega: «Le segnalazioni che sono arrivate devono essere prese sul serio anche quando non prendono la forma di una denuncia alle forze dell’ordine. Spesso le donne non denunciano perché temono di non essere credute. Chi ha segnalato ha bisogno del supporto delle istituzioni. Non si tratta di episodi di maleducazione o di ubriachezza: queste sono molestie. E troppo poco si è capito che il problema è molto più profondo, è anche culturale».

«La Lega dice “giù le mani dal corpo”. Certo, quello delle donne.
Non si tratta di maleducazione né di ubriachezza ma di molestie vere e proprie.
In un paese con una cultura patriarcale così profondamente radicata le segnalazioni vanno prese molto sul serio. Non serve aspettare le denunce formali -che spesso non si fanno per paura, anche solo di non essere credute o prese sul serio- per intervenire sia a livello normativo che culturale
».

Lorenzo Guerini, ministro della Difesa, ha detto che «è sbagliato fare generalizzazioni, ma allo stesso tempo non ci deve essere nessuna tolleranza: le molestie e le violenze non devono mai e in nessun caso trovare alcuna giustificazione e vanno condannate senza esitazioni». Inizialmente il presidente dell’Associazione Nazionale Alpini, Sebastiano Favero, aveva detto che «Prima di ripartire ho parlato con le forze dell’ordine e ho chiesto se ci fossero state denunce. La risposta è stata negativa. È chiaro che se ci sono denunce circoscritte e circostanziate prenderemo provvedimenti, ma al momento non ne risultano». E ora?

Le scuse di Favero

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Intervista dal Corriere, gli viene fatto notare che ci sono delle denunce, e Favero risponde che «adesso ci sono fatti concreti. E mi consenta innanzitutto di chiedere scusa a chi ha subito le molestie. Faremo di tutto, insieme alle forze dell’ordine, per individuare i responsabili. E se sono appartenenti alla nostra associazione, prenderemo provvedimenti molto forti». Ha detto che «sono episodi molto gravi, che noi abbiamo condannato fin dall’inizio. Hanno sicuramente creato malessere in chi li ha subiti, ma hanno anche provocato un danno d’immagine alla nostra organizzazione».

«Quello che mi dispiace è che, per colpa di quelli che definirei degli imbecilli, è stata coinvolta un’associazione che nella sua lunga storia si è guadagnata rispetto per la serietà e l’impegno mostrati. Si è generalizzato, facendo passare tutta la realtà alpina, anche quella degli alpini in armi, per qualcosa di diverso da ciò che è», ha detto, difendendo l’Associazione, sottolineando poi che «certi atteggiamenti non sono più accettabili né tollerabili».

In più, quando il giornalista Bruno lo incalza dicendo che non è neanche la prima volta che succede, lui risponde facendo sapere che «avevamo già fatto delle azioni di sensibilizzazione. Evidentemente non sono bastate e faremo di più, anche con maggiori controlli durante le manifestazioni. Tuttavia tutti gli episodi non sono avvenuti negli appuntamenti ufficiali ma nei momenti di intervallo. Non per caricare responsabilità su altri, ma per noi è difficile monitorare cosa accade in quei contesti, spetta più che altro alle forze dell’ordine».

Ha anche commentato l’esistenza della petizione che vuole fermare le adunate per due anni: «Così come condanno cos’è successo, ribadisco che è opera di un piccolo numero. Fermare le adunate sarebbe un torto gravissimo alla maggioranza. Il nostro impegno è far sì che non avvenga più in futuro, dobbiamo avere maggiore sensibilizzazione, di fronte a casi del genere non bisogna girarsi dall’altra parte».

Le scuse sicuramente non sono esattamente quel che le donne cercano. Vogliono giustizia e certezza che una cosa del genere non accada più. Ma almeno sono un punto di partenza. E sarebbe gentile che anche quei politici che hanno sminuito la situazione, chiedano scusa a tutte quelle persone, a quelle donne, che hanno sofferto a causa di alcuni alpini. Soprattutto quelli che quando le molestie sono per mani di persone nere scrivono almeno 5 post al giorno.

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