Umbriacon 2024: parliamo della prima edizione

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Esattamente una settimana fa si concludeva la prima edizione dell’Umbriacon, la fiera dedidata alla cultura Nerd e Pop della regione Umbria… E ovviamente io non l’ho persa, soprattutto considerando gli strepitosi ospiti che sono risciuti a portare sotto i tre padiglioni dell’Umbriafiere, a Bastia Umbra. Da Giorgio Vanni a Cristina D’Avena, da David Lloyd a Kevin Eastman, da Japan Town alla gara di Cosplay ai tantissimi gadget di fumetti, serie tv, manga, anime, e chi più ne ha più ne metta: forse l’Umbriacon ha avuto solo un difetto… Ma lo scoprirete solo leggendo.

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L’avete riconosciuta?
Anche Harry Potter era all’Umbriacon

Parliamo prima della fiera. Federico Piermaria, il responsabile della Fidelio che è anche l’ente che organizza UmbriaCon, ha spiegato in un primo comunicato stampa: «UmbriaCon vuole essere un fulcro e un luogo di incontro tra vari mondi che meritano di conoscersi meglio. Giovani e meno giovani, appassionati di ogni età e famiglie del territorio umbro meritano di avere una grande manifestazione che porti nella regione grandi nomi, iniziative di qualità e opportunità di divertimento e di cultura per tutto ciò che riguarda il mondo dei comics, dei games, del fantastico e dell’intrattenimento multimediale».

I padiglioni di Umbriafiere, che è lo stesso luogo dove si svolge anche il famoso festival del cioccolato, l’Eurochocolate, dedicati all’evento nerd sono stati tre, tutti e tre adibiti con speciali stend e palchi per accogliere i più strepitosi ospiti! Non sono mancate neanche le mostre artistiche, come quelle per Dungeons & Dragons curata da Mondiversi in occasione dei 50 anni del gioco e quella per la Disney. E dobbiamo parlare dell’area dedicata alla Lego con tantissime creazioni mozzafiato? E devo dirlo: alla prima edizione sono riusciti a portare Giorgio Vanni e Cristina D’Avena. Pazzeschi!

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Uno delle tante opere in Lego all’Umbriacon

Perciò… Parliamone.

La prima edizione dell’Umbriacon

Io ho preso i biglietti per entrambe le giornate, ma ci sono stata solo nel pomeriggio perché tutto quello che mi interessava era nella seconda metà della giornata. Posso dire infatti che una giornata basta per visitare tutta la fiera, ma chiaramente se ci sono diversi ospiti che vi interessano, è giusto cercare di dividersi. Per quanto concerne l’organizzazione alla fiera, quindi entrate, file, etc… Perfetto davvero, niente da dire. Ho acquistato i biglietti online, e non ho fatto alcuna fila né ho dovuto aspettare. So che andare la mattina sarebbe stato più problematico, ma alla fine basta sapersi organizzare. Un po’ più fila, anche nel pomeriggio, c’era per chi sceglieva di acquistare il biglietto sul momento.

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Il mitico Giorgio Vanni all’Umbriacon!

Sottolineo anche che sono andata insieme al mio ragazzo, entrambi fuorisede non dotati di auto. Abbiamo usato almeno una navetta ogni giorno, ma solo il secondo giorno è stato un po’ problematico e infatti è l’unica cosa negativa (oltre alla gente che veramente non sa stare al mondo) che ho trovato – ma di cui parlo a breve. Per cui… Si parte dalla stazione di Perugia sabato 20, arriviamo dopo due fermate (15 minuti di treno) a quella di Bastia e… Tadà! Il trenino stracarino è lì ad aspettarci. Quindi molto soddisfatta e arrivo alla fiera molto felice.

Ogni padiglione era pieno, completamente pieno di stand, peluche, gadget, di tantissime cose. Io ho portato a casa un adorabile peluche di Togepi, che sinceramente non ho neanche pagato eccessivamente (un peluche delle stesse dimenzioni sempre dei Pokemon, è stato pagato un po’ di più al Lucca Comics). C’erano anche diversi negozi che in genere conosciamo come siti online che avevano delle bancarelle con ad esempio dei giochi di ruolo, e anche di quelli tre sono a casa con me (uno già provato e mi è piaciuto tanto, per gli altri aspetto la fine della sessione!).

Inutile descrivere ogni singola cosa che c’era, principalmente perché potete vederlo dal sito ufficiale, e vi dico e confermo che ogni cosa era persino meglio di quello che sembra. Gli ospiti, i concerti, le esibizioni, le gare, le sfilate, i balli k-pop, non c’è stata una cosa, in quei tre padiglioni, che sia andata male. Maccio Capatonda ha fatto ridere il pubblico ogni 3 secondi, Dario Moccia ha intrattenuto e risposto alle domande dei curiosi, Cristina D’Avena e Giorgio Vanni hanno fatto saltare e cantare a squarciagola tutte le persone adulte affezionate a loro e alle loro sigle. Io ho ancora i brividi se ci penso.

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Alcune cose da mangiare a Japan Town all’Umbriacon

Merita di essere almeno citata anche Japan Town: non vi dirò che c’era tantissimo, alla fine dei conti non parliamo neanche di un intero padiglione ma forse di un quarto (o metà? Sono sincera, non sono un asso in matematica). In particolare per le cose da mangiare, la scelta era un po’ limitata, ma quel che c’era era davvero delizioso e anche ben organizzato! Forse, a proposito, sarebbe servito gestire meglio i posti dove sedersi. Ricordo benissimo che al padiglione 9 c’erano dei tavolini con delle sedie, proprio di fronte al “furgone” delle patatine (strabuone, a proposito)…

Tuttavia a sedere c’erano persone che, effettivamente, non mangiavano. Ho letteralmente visto un padre che occupava tutto il tavolo con il passeggino del proprio pargolo, e quindi nessuno poteva neanche sedersi. Altri invece erano lì seduti per assistere allo spettacolo, e chi doveva mangiare e quindi aveva bisogno di un appoggio purtroppo doveva stare in piedi. Chiaramente questo non dipende dall’Umbriacon, ma dall’educazione delle singole persone che vi partecipano. Come quelle che, dopo che hai aspettato un’ora in piedi per il concerto, decidono di arrivare 10 minuti prima e superarti, continuando a fare avanti e indietro per bere, lasciando il drink a terra e bagnando tutto.

Queste sono mancanze generali che però non dipendono dall’Umbriacon, quanto più dal rispetto che le persone provano nei confronti degli altri. E questo lo si vede anche a fiere molto più grandi come il Lucca Comics ma anche semplicemente camminando per strada. Un difetto, a cui ho accennato prima, tuttavia c’è stato: il trenino. Un trenino ogni 40 minuti, che comunque considerando quante persone lo prendevano, è un orario decente… Però deve essere gestito bene. La seconda giornata, una volta arrivati il trenino non c’era. Aspettiamo, dieci, venti minuti e chiamo la segreteria: salve, è possibile sapere fra quanto passa il prossimo trenino? Mi è stato risposto: non lo so.

Se è ogni quaranta minuti, dovrebbe esserci una tabella fissata in modo che le persone che scendono dal treno si rendono conto se conviene andare a piedi (circa 20 minuti) oppure aspettare per il trenino. Io quaranta minuti non li avrei aspettati di nuovo, onestamente. In più, ci aggiungo che l’ultima corsa verso la stazione era alle 19.30, quindi non appena finiva il concerto di Giorgio Vanni. Noi, che non volevamo fare di sera al gelo la strada, siamo usciti alle 19.25: secondo voi il trenino era lì? No, ovviamente no. Diciamo che si sarebbe potuto monitorare meglio. Prossimo anno consiglio di scrivere proprio una tabella di orari.

In ogni caso, a parte questo, la prima edizione dell’Umbriacon è stata davvero un successo, ci ha lasciato dei bellissimi ricordi e sicuramente il prossimo anno ci tornerò con molto piacere!

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