STOP FINNING: fermiamo il commercio di pinne di squalo dall’Europa, vota prima del 2022!

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L’iniziativa Stop Finning non è una semplice petizione, ma un atto ufficiale che chiama a rispondere tutti i cittadini dell’Unione Europea contro la pratica dello “shark finning”, tradotto in “spinnamento dello squalo”.

Questa atrocità è attualmente ancora legale in Europa e secondo le stime dell’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN), ovvero il principale organo responsabile della tutela della biodiversità, trovano la morte dai 63 ai 273 milioni di squali in tutto il mondo ogni anno. Molte specie si trovano in pericolo di estinzione a causa della pesca legalizzata e non, ma anche a causa delle catture accidentali che portano spesso a rilasciare nelle acque esemplari che vanno in contro a morte certa.

Che cos’è lo shark finning e perché il suo mercato è così fiorente?

Lo shark finning è una pratica disumana che comporta la rimozione delle pregiate pinne di squalo tramite un taglio esercitato con un coltello, spesso quando l’animale è ancora in vita. Una volta strappata la pinna, lo squalo appena catturato viene gettato in mare senza alcuna remora, il cui destino è ormai segnato dal peso della morte per soffocamento o per uno scontro con altri predatori affamati.

Questa efferatezza non ha ottenuto significativi freni e ha continuato ad abbondare fino al crollo della popolazione globale di squali almeno del 70%, portando all’ennesimo disastro ecologico che potrebbe avere un impatto catastrofico su interi ecosistemi: centinaia di questi pesci ogni minuto perdono la vita in queste crudeli tragedie, minando così l’equilibrio della catena alimentare, in quanto suoi massimi predatori.

Nel 2018 erano state confiscate tre tonnellate di pinne all’aeroporto di Francoforte, con destinazione finale Hong Kong (centro principale della vendita di pinne di squalo): tra di esse erano state riconosciute diverse specie delle dodici protette dalla CITES in via d’estinzione. Resta ancora troppo difficile riuscire a rilevare quali pinne appartengano agli squali presenti nell’elenco ufficiale della CITES, permettendo così di commerciare legalmente le loro pinne, e insabbiando invece con facilità qualsiasi prova di operazione illegale. Troppe pinne di queste specie risultano essere ancora in commercio.

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Fonte: Stop Finning – Sea Shepherd

Considerate come beni pregiati, le pinne vengono vendute soprattutto nel mercato asiatico per essere utilizzate nella preparazione di famose zuppe o nella medicina tradizionale, a causa del falso mito (privo di alcun fondamento scientifico) secondo cui le pinne di questi animali conterebbero dei “principi attivi” miracolosi per la salute dell’uomo.

Ma è l’UE ad essere uno dei principali esportatori di pinne al mondo, ritrovandosi quindi coinvolta alla base di questa disumanità. L’iniziativa “Stop Finning – Stop the Trade” ha come obiettivo il crollo di questo atroce mercato, ma ha bisogno del supporto di tanti altri cittadini europei!

STOP FINNING: l’iniziativa che può fermare questo massacro

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Fonte: Stop Finning – Paul Munzinger

Stop Finning – Stop the Trade” non è una semplice petizione, ma è un atto ufficiale portato avanti per terminare immediatamente il commercio di pinne di questi pesci, perché in media, ogni anno, l’Unione Europea esporta principalmente in Asia poco meno di 3.500 tonnellate di pinne.

La legge “Fins Naturally Attached” prevederebbe il divieto di stoccaggio, il trasbordo e lo sbarco di tutte le pinne nelle acque dell’UE e su tutte le navi dell’UE, ma questa legislazione è stata approvata da pochissimi Paesi in tutto il mondo, tra cui USA, Canada, Sudafrica, India.

Inoltre, gli USA sono in attesa dell’approdo alla Camera e della firma di Joe Biden del provvedimento “Shark fin sales elimination act“!

I fautori dell’iniziativa Stop Finning chiedono sostegno per proteggere gli squali e i nostri oceani, sottolineando l’incoerenza dell’attuale regolamento sulle pinne in territorio europeo, che riferisce: “Gli squali non sono un alimento tradizionale europeo, ma sono un elemento necessario degli ecosistemi marini europei“.

Nel frattempo, però, milioni di squali vengono condannati a morte per essere privati delle loro pinne, pronte a diventare merci il cui valore in denaro non sopperirà mai alla crudeltà che l’avidità dell’uomo sta perpetrando nelle acque dei suoi mari.

Siete ancora in tempo per firmare a favore di “Stop Finning – Stop the Trade“, consultando il sito ufficiale dell’iniziativa e sostenendola votando alla pagina qui allegata. Sarà possibile votare fino al 31 gennaio 2022.

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Fonte: Stop Finning

STOP FINNING: condividi per aiutare!

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Fonte: Twitter @ StopFinningUE

A cinque mesi dal termine ultimo per la raccolta dei voti per “Stop Finning – Stop the Trade mancano ancora 700.000 voti per arrivare all’obiettivo globale: è necessario condividere il più possibile l’iniziativa per aprire gli occhi a chi ancora è ignaro di questa tragedia.

Autore

  • Giulia, Giu per chiunque. 18 anni. Studentessa e fonte di stress a tempo pieno. Mi diletto nello scrivere di ogni e amo imparare. Instagram: @ xoxgiu

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