Caro Simone Pillon…

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Il giorno in cui si sarebbe celebrata la finale di Sanremo, Simone Pillon ha deciso che era arrivato il momento di esprimere la sua opinione. Insomma, dopo Achille Lauro, i Maneskin, Madame e Mahmood (spero di non aver dimenticato nessuno!), gli sarà pure esploso il fegato. Per cui ha scelto di scrivere un lungo post su Facebook, ovviamente dimostrandosi il solito omofobo di sempre.

«Anche quest’anno il festival viene invaso da baci omosex, sermoni sulla bellezza della transizione sessuale, continuo ammiccamento LGBT, divetti trash che si impiumano e bestemmiano la religione cristiana…», inizia così il suo pensiero, con riferimenti palesi ad Achille Lauro e alla sua prima esibizione in cui ha affermato «sessualmente tutto, genericamente niente» e in cui, come in ogni esibizione, ha concluso con un Dio benedica… E qual è il problema?

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Fonte: agenpress

Forse a Simone Pillon va meglio usare la Bibbia e la religione per propaganda, portando i rosari in giro e baciandoli come se fosse quasi un gesto di ribellione, piuttosto che letteralmente “benedire” tutti? E immaginate se Achille avesse detto “Dio benedica tutti tranne gli omofobi“. Invece no, lui ha voluto mandare la benedizione a tutti, nessuno escluso. Dio benedica chi è.

«Sogno un festival di Sanremo che sia momento di arte, di musica, di bellezza. Sono stanco di vedere il palco dell’Ariston trasformato in megafono per le follie Gender. Perchè il massimo evento musicale italiano deve diventare anno dopo anno una sorta di ossessivo gay pride? Lo so, abbiamo problemi molto più seri, ma quelli sono pur sempre soldi pubblici, e non possono essere usati per promuovere le false ideologie di parte. Chiedo troppo?», scrive, ancora Simone Pillon. E a questo punto vogliamo rispondergli.

Simone Pillon e i sogni chiusi nel cassetto

Simone Pillon sogna un «festival di Sanremo che sia momento di arte, di musica, di bellezza», però deve essere l’arte, la musica e la bellezza che piace a lui e a tutti gli altri boomer e Karen omofobi ed estremisti. Perché anche il Sanremo di quest’anno è stato artistico, è stato l’inno alla musica e di bellezza. Mi spiace che il messaggio trasmesso da più cantanti (che non è solo quello LGBT, ma anche quello rivolto ai lavoratori dello spettacolo che dallo scorso anno non possono lavorare).

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Perché dobbiamo continuare a vivere nello scorso secolo? Finalmente la TV italiana sta dando spazio a tutte le comunità e anche alle minoranze, senza avere sotto i riflettori solo i maschi bianchi ed etero. Nessuno si è mai lamentato dei baci etero in televisione, tantomeno delle scene esplicite nei film (vedi 365 giorni su Netflix e tutte le lamentele da parte dei fan di Pillon per la sola rappresentanza in molte serie tv e film del personaggio LGBT), quindi cosa cambia se a baciarsi sono due uomini o due donne?

Simone Pillon sogna, leggendo fra le righe, un’Italia in cui gli omosessuali non hanno spazio, o forse che non esistano proprio. Tra i commenti sul suo post ho letto un «son d’accordo con lui, gli omosessuali vanno aiutati non incoraggiati a compiere atti peccaminosi», ovviamente detto da una pagina fake, senza nome e cognome o foto profilo. Certo, gli omosessuali vanno aiutati. Vanno aiutati contro le persone ignoranti che non comprendono che l’amore non è mai sbagliato.

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Fonte: twitter

Adesso invece vi dico io cosa sogno per la nostra Italia. Sogno un’Italia in cui sei libero, ma anche sicuro. Perché al momento non abbiamo alcuna legge contro l’omosessualità, ma non ne esiste neanche una (grazie Fratelli d’Italia e Lega) che combatta l’omofobia. Al momento è legale essere omosessuale ma se lo sei e vuoi esprimere te stesso come meglio preferisci, sei un fr*cio, sei una femminuccia, vieni picchiato.

Sogno un’Italia sicura, in cui un figlio non rischia che il padre ingaggi qualcuno per spezzargli le dita solo perché è omosessuale. Un’Italia in cui nessuna Maria Paola morirà di nuovo, uccisa dal fratello, solo perché era fidanzata con un ragazzo trans. Un’Italia in cui nessuno riceve minacce di morte solo perché omosessuale. Un’Italia in cui due ragazze possono camminare mano nella mano per strada senza scatenare la fantasia perversa di qualche omuncolo, o senza ottenere commenti come «ti guarisco io».

Simone Pillon sogna un’Italia che esisteva il secolo scorso. Ma per fortuna ci siamo evoluti, siamo cresciuti, siamo maturati, abbiamo compreso che siamo tutti uguali, davanti alla legge come anche davanti al Signore, per cui perché non devo avere il diritto di esprimere la mia sessualità o le mie idee in televisione solo perché a un Simone Pillon qualsiasi non piacciono?

E poi, sottolineiamo anche che non è stato fatto passare alcun messaggio negativo. Non c’è stato nessuno «che schifo gli omofobi» o «predomio LGBT». Ci sono solo stati dei baci, come c’è stato anche un bacio eterosessuale, ma per quello non diciamo nulla, Simone Pillon? Chiederei troppo se volessi un’Italia in cui non ci si scandalizza per un bacio? Per l’amore?

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