Shrinkflation: cosa significa e a cosa porta

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Le associazioni dei consumatori hanno deciso di denunciare il fenomeno dello shrinkflation: ma cos’è? Cosa comporta? Possiamo superarlo? In realtà è qualcosa di molto semplice di cui sicuramente vi sarete resi conto voi stessi, ma adesso finalmente avete un nome da affibbiare a questo fenomeno. Qualcuno, magari, non se n’è reso conto, ma da oggi in poi, provate a farci caso!

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Prima di descrivere la shrinkflation, sappiate che non è un fenomeno nuovo. Già anni fa si parlò della barretta del Toblerone, e forse qualcuno di voi lo ricorderà. Successe che il prezzo del cacao aumentò e quindi i produttori hanno dovuto affrontare questa situazione. In che modo? Riducendo il numero dei “denti” di cioccolato, allungando gli spazi l’uno tra l’altro e quindi risparmiando sulla materia prima. Ovviamente senza diminuire il prezzo. La stessa cosa è stata fatta anche da altre aziende, come la Cadbury o la Mondelez.

Questa volta, però, parte tutto da un pacchetto di patatine, che contiene meno patatine e quindi si alleggerisce, sebbene il prezzo continua a essere comunque lo stesso. Meno prodotto, ma allo stesso prezzo. Lo stesso vale ad esempio per la pasta, il cui grano tenero viene prodotto in Ucraina. Adesso la shrinkflation si fa sentire anche in Italia, e infatti sono state tante le associazioni dei consumatori che hanno presentato un esposto all’Antitrust e a diverse Procure della Repubblica.

Cos’è la shrinkflation?

Iniziamo dal termine. Shrinkflation è un termine anglosassone composto dal verbo shrink, che significa restringere, e inflation, ovvero inflazione. Più che un fenomeno, andrebbe descritta come una strategia che diverse aziende stanno utilizzando per combattere l’inflazione che si sta diffondendo nel resto del mondo come anche in Italia. Consiste nella diminuzione della quantità di un prodotto, facendo però rimanere invariato il prezzo. Quindi le aziende ci guadagnano il doppio, mentre i consumatori perdono solo soldi.

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Fonte: Dealflower

Facendo l’esempio delle patatine condiviso da il Sole 24 Ore, potreste dover pagare €0,99 un pacchetto di patatine, come era anche un mese fa, ma trovarlo molto più leggero, con magari 5 o 10 patatine in meno. Lo stesso vale anche per i prodotti più d’uso comune o ad esempio con le colombe pasquali. Il Codacons denuncia: «Il peso di alcune colombe è passato magicamente da 1 kg dello scorso anno ai 750 grammi del 2022, mantenendo intatti prezzo e confezioni».

E per questo motivo il Codacons ha deciso di intervenire per chiedere aiuto in nome dei cittadini. Gli esposti sono stati fatti all’Antitrust e alle Procure della Repubblica delle province di Napoli, Salerno, Caserta, Avellino, Avellino e Benevento, chiedendo di aprire delle indagini sul territorio regionale per accertarsi se il fenomeno della shrinkflation possa essere considerato penalmente come truffa e manovre speculative a danno dei consumatori. L’associazione ha chiesto inoltre all’Autorità per la concorrenza e alle magistrature di audire il presidente dell’Istat, nonché Mise, Mef, Federalimentare e le principali multinazionali italiane al fine di acquisire elementi circa il fenomeno in questione.

«In  sostanza il cartellino del prezzo resta esattamente lo stesso (in alcuni casi aumenta seppur di poco) mentre la confezione del prodotto, sia esso un flacone di detersivo, una bottiglia di vino o una scatola di fazzoletti, un pacco di biscotti, è leggermente più piccola, o contiene qualche unità di prodotto in meno. Un trucchetto che consente enormi guadagni alle aziende produttrici ma di fatto svuota i carrelli e le tasche dei consumatori, realizzando una sorta di “inflazione occulta“», ha affermato il Codacons in una nota.

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Continuano: «Tutto ciò avviene sotto lo sguardo inconsapevole del consumatore, il quale nel momento in cui acquista ad esempio una busta di patatine fritte difficilmente si chiede che dimensioni aveva la confezione di quello specifico prodotto uno o due anni fa. Il raggiro sarebbe così servito senza che nessuno se ne accorga. I consumatori, infatti, tendono ad essere sempre sensibili al prezzo, ma potrebbero non notare piccoli cambiamenti nella confezione o non fare caso alle indicazioni, scritte in piccolo, sulle dimensioni o sul peso di un prodotto. Spesso, inoltre, ad una diminuzione del quantitativo di prodotto si associa un nuovo packaging e un restyling visivo così da rendere il tutto ancor più accattivante».

Adesso non ci resta che attendere e vedere come la situazione si evolverà. La shrinkflation può essere punita legalmente?

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