Caro Salvini, l’appello si fa da decenni in ordine alfabetico per cognome

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Ma qualcuno di voi ha mai seriamente fatto l’appello in ordine alfabetico, per nome? Se sì, com’è possibile considerando che ci sono bambini che hanno lo stesso nome? Alle elementari eravamo tre Giulia, immaginate fare l’appello per nome e non per cognome. Sembra però che Salvini questo lo abbia dimenticato, e il fatto che nessuno dei suoi gli abbia fatto notare la figuraccia e che i presenti abbiano persino applaudito alle sue delirante dichiarazioni, ci fa rendere conto come la situazione sia grave. Pendono dalle sue labbra a prescindere da quel che dice, o semplicemente sono più ignoranti di lui?

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Ricorda un po’ la storia di genitore 1 e genitore 2, ennesimo fail della destra. In quell’occasione Salvini e la destra hanno accusato la sinistra di aver eliminato le parole mamma e papà, a favore delle temibili lobby gay, tuttavia la storia reale, quella non pilotata da chi vuole semplicemente raccattare i voti degli omofobi che sono convinti che se un bambino viene chiamato per cognome è colpa del politicamente corretto, è un po’ diversa.

La fake news su genitore 1 e genitore 2 risale al 2015 con il governo Renzi e la carta d’identità elettronica, con un decreto del Ministero dell’Interno in cui si legge, all’art.4, che «la carta d’identità elettronica può essere richiesta in caso di minorenni da un genitore o da un tutore», quindi nessun genitore 1 e genitore 2, ma semplicemente un genitore o un tutore. È stato poi nel 2018 Matteo Salvini a sostituire genitore con madre e padre e poi, l’anno dopo, la ministra Lamorgese introduce di nuovo “genitori”, spiegando anche il perché.

Quella di reintrodurre la parola genitori fu una richiesta che venne non dalla ministra, non dalla sinistra, non dalle “lobby gay“, bensì dal Garante della privacy, che sicuramente vuole tutelare i bambini più di un Matteo Salvini qualsiasi, perché, più che per altro, lo fa per lavoro e per guadagnarsi gli applausi di chi come lui non si informa e che, forse, non mette piede in una scuola da così tanto tempo da non ricordare neanche come si fa un appello.

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Se, comunque, quella di genitore 1 e genitore 2 è una fake news quasi ben studiata, considerando che a lungo le persone ci hanno creduto, quella dell’appello è subito caduta, in quanto qualsiasi persona con almeno una licenza elementare è capace di comprendere che ha detto l’ennesima fesseria a cui possono credere solamente i suoi. Aspettiamo delle scuse o delle giustificazioni, ma chissà se arriveranno mai.

Matteo Salvini e l’appello per nome e non per cognome

Forse qualcuno che fa di cognome Salvini preferisce essere chiamato per nome piuttosto che per cognome, ma di sicuro non è per le temibili lobby LGBT. Due giorni fa, a Domodossola in Piemonte, il leader della Lega ha affermato che «in un’altra scuola elementare sul registro, e anche in una media, non si parla agli alunni coi nomi di battesimo. Quindi quando fanno l’appello non ci sono ‘Elena’, ‘Giorgio’, ‘Riccardo’, no. Si fa l’appello per cognome, per non discriminare, perché magari a sette anni c’è qualche bambino che si sente fluido. Questo non è futuro ma una follia assoluta».

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Questa, caro Matteo Salvini, è una realtà viva da decenni e non per evitare qualche discriminazione o per qualche teoria gender, ma semplicemente perché l’appello si fa in ordine alfabetico e perché può capire che più di un bambino si chiami con lo stesso nome, quindi onde evitare “ma Elena io o Elena lei“, si dice il cognome del bambino o della bambina. Ma seriamente c’è bisogno di spiegare una cosa del genere a un politico? E davvero qualcuno ha applaudito al suo discorso? Siamo a questo punto d’ignoranza?

Ovviamente il video è subito diventato virale e tutti l’hanno condiviso. Dopo, quindi, l’accusa a Letta di non sudare (cose del genere pensavamo di poterle leggere solo su Lercio, e invece Salvini ci fa sognare), il leader della Lega continua a far parlare di sé durante la campagna elettorale, che tra l’altro è appena iniziata, quindi chissà quante altre brutte figure farà! Grazie Matteo Salvini, perché ci ricordi che una volta che tocchi il fondo, puoi sempre continuare a scavare.

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