Protezione solare, SPF, 50+, filtri: come proteggersi dai danni solari?

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All’inizio dell’estate ci troviamo a dover scegliere una protezione solare, ma come ogni anno ci imbattiamo in sigle incomprensibili; SPF, UVA, UVB, filtri fisici e chimici… In questo articolo facciamo chiarezza sui concetti base da conoscere per scegliere la protezione solare più adatta a noi.

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Fonte: Pexels

Protezione solare

La protezione solare è una qualsiasi sostanza (o materiale) in grado di prevenire gli effetti nocivi dei reggi solari sulla pelle. Oltre ai rischi connessi al calore, il sole può provocare scottature, eritemi, favorire l’invecchiamento cutaneo ed è un noto fattore di rischio per lo sviluppo del melanoma e di altre forme tumorali. Il nostro corpo e la nostra pelle si difendono da questi rischi attivando la melanina, una sorta di protezione naturale ai raggi solari fino a una certa esposizione (non riesce però a proteggerci in maniera adeguata, soprattutto nelle ore più calde). La melanina è un insieme di pigmenti della pelle, che vengono prodotti da cellule specializzate (i melanociti) che quando avvertono il pericolo si “attivano” facendoci abbronzare.

SPF

La sigla SPF deriva dall’inglese Sun Protection Factor e fornisce un’indicazione numerica (da 6 a 50+), che indica la capacità di quel prodotto di proteggere la pelle dai raggi UV.  La valutazione dell’SPF è calcolata in laboratorio rapportando la quantità di tempo necessario provocare un eritema sulla pelle protetta con filtro e senza filtro. Non bisogna però fare l’errore di ipotizzare che la durata di efficacia di un filtro solare possa essere calcolata semplicemente moltiplicando SPF per il tempo necessario per subire danni cutanei senza protezione solare. Una serie di fattori influenzano, infatti, la quantità di radiazioni solari che raggiunge una persona: ad esempio la durata dell’esposizione, l’ora, la posizione geografica e il meteo.

Fonre: Pexels

Raggi UVA e UVB

I raggi UVA sono quelli più pericolosi, che riescono a penetrare più in profondità nella pelle, mentre i raggi UVB sono quelli minori e penetrano meno. L’indicazione numerica dell’SPF si riferisce ai soli raggi UVB. Per i raggi UVA esiste un indice a parte (UVA PF) ma non si trova quasi l’indicazione mai sui prodotti. Al suo posto è presente la scritta UVA racchiusa in un cerchio, che ci garantisce che quella protezione protegge almeno 1/3 dell’SPF indicato (valori regolati da leggi europee).

Nel mercato asiatico, in cui il consumatore è molto più informato su questi temi, è possibile trovare al posto di UVA, la scritta PA seguita da vari + (maggiore è il numero di + presenti, maggiore è la protezione fornita dal prodotto).

Filtri organici e inorganici

I filtri inorganici, definiti erroneamente filtri fisici, funzionano facendo da barriera “fisica” sulla pelle e riflettendo fisicamente la luce del sole. I filtri organici o chimici, sono i più temuti, perché il termine chimico, soprattutto in cosmesi ecobio è usato in modo dispregiativo, sono in grado di assorbire la luce UV, impedendo la loro penetrazione nella pelle.

Filtri solari e fake news

Ogni giorno, sui social come Instagram e TikTok, su internet e in tv, siamo bombardati da tante notizie riguardo i solari. Purtroppo alcune di queste sono fake news. La prima riguarda i solari “biologici” che purtroppo non esistono, la seconda riguarda l’inquinamento che questi provocherebbero in maniera minore rispetto ai solari classici, ma non è così! Infatti i solari “ecobio” con filtri “fisici” inquinano quanto gli altri. 

Fonte: Pexels

Ogni prodotto, ecobio e non, inquina. Gli olii naturali (cocco, riso, mandorle, ecc) sono tra gli agenti più inquinanti per l’ambiente marino, pur essendo naturali; questo accade perché sono agenti esterni a quell’ecosistema, quindi inquinano.

Come scegliere l’SPF più adatto a noi

Il prodotto solare più adeguato alle proprie esigenze deve soddisfare diversi criteri oggettivi e soggettivi. Devono essere in grado di proteggere da tutte le radiazioni ultraviolette, fotostabile (cioè non modificarsi con la luce), sicuro, non tossico e non sensibilizzante, resistente all’acqua.

Altri fattori che possono influenzare l’efficacia della protezione solare sono fototipo, orario e luogo di esposizione.

In linea generale chi ha i capelli biondi o rossi, la carnagione chiara, necessita sempre di protezione alta o molto alta (50, 50+); chi ha pelle scura e capelli neri può applicare una protezione con SPF minore. I medici consigliano comunque di non scendere sotto il fattore di protezione 30, poiché il rischio di melanomi e tumori non diminuisce con un colore di pelle più scuro.

Esiste una protezione totale?

No! Purtroppo non esiste una protezione totale, ad esempio la protezione solare 50 ci protegge dal 98% dei raggi e la protezione solare 30 dal 97%.

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Fonte: Pexels

Quanta crema applicare?

È stato calcolato che per ottenere il fattore di protezione indicato sulla confezione bisogna applicare 30gr di crema per il corpo e 7gr per il viso. Occorre quindi applicare uno strato non troppo sottile sulla pelle, altrimenti non siamo protetti!

Tips e miti da sfatare

  • Ci si abbronza anche con la protezione solare, non è assolutamente vero che la protezione solare non fa abbronzare!
  • Un prodotto aperto da più di un anno non è più efficace e non vi assicurerà la protezione adeguata.
  • Non è vero che la crema solare ha bisogno di 20\30 minuti per attivarsi, è una leggenda metropolitana.
  • I filtri solari in commercio sono tutti sicuri per noi, tutti i solari sono testati e sicuri.
  • Qualunque crema voi scegliate avrà un impatto sull’ambiente marino.
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