‘Ndrangheta: 77 arresti fra Lazio e Calabria

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Solo ieri abbiamo commemorato il 44esimo anniversario dall’omicidio per mano della mafia di Peppino Impastato, giovane che non ha abbassato la testa e ha urlato contro la criminalità organizzata, e oggi ci troviamo a parlare di come la ‘ndrangheta sia arrivata persino nella capitale italiana, nella bella e romantica Roma. L’inchiesta “Propaggine” ha portato a due ordinanze di custodia cautelare emesse dai gip su richiesta delle Dda di Roma e di Reggio Calabria.

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Fa quasi paura scriverlo, perché ci fa rendere conto di come la mafia calabrese, la ‘ndrangheta, sia riuscita ad arrivare persino a Roma. È infatti la prima volta che sentiamo parlare di questa filiale criminale nella capitale, e questo può solo farci comprendere che, sebbene non sentiamo più parlare tanto di mafia, sebbene si pensi che non sia più come negli anni Novanta, sebbene si crede che siano indeboliti, il problema è ancora molto serio e grave, e va debellato quanto prima. Con l’operazione di oggi, si è sicuramente fatto un passo avanti, ma gli occhi vanno tenuti aperti, soprattutto con la crisi che ha portato la pandemia.

L’inchiesta “propaggine” contro la ‘ndrangheta

«Noi a Roma siamo una propaggine di là sotto», si ascolta in una delle intercettazioni, facendo capire alle forze dell’ordine che la ‘ndrangheta calabrese ha cominciato a mettere radici anche a Roma. L’inchiesta “propaggine” ha portato a due ordinanze di custodia cautelare emesse dai gip su richiesta delle Dda di Roma e di Reggio Calabria. In tutto sono stati effettuali gli arresti di 43 persone, sia ai domiciliari che in carcere, a Roma, e 34 in Calabria.

Al vertice del, per usare gergo tecnico, “locale”, c’erano due nomi, fra cui uno molto noto: Vincenzo Alvaro, proprietario del Café de Paris in via Veneto, locale simbolo della Dolce Vita e sequestrato nel 2009, in quanto i pubblici ministeri ritenevano che venisse utilizzato per ripulire il denaro delle cosche. Due anni dopo, infatti, Alvaro finì in carcere per intestazione fittizia con l’aggravante mafiosa, ma processi e appelli hanno fatto cadere le accuse ed è tornato in libertà.

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Subito ha ripreso la sua attività, comprando anche ristoranti, bar e pescherie, approfittando della pandemia e della crisi che ha portato tantissimi gestori a vendere la propria attività a causa della crisi che si stava vivendo. L’altro nome, poi, è Antonio Carzo, detto ‘Ntoni Scarpacotta, anche lui come Alvaro cresciuto nella provincia di Reggio Calabria e i cui padre sono stati processato per associazione mafiosa.

Le indagini sono state condotte da Stefano Luciani, Francesco Minisci e Giovanni Musarò con gli investigatori della DIA e hanno evidenziato come la ‘Ndrangheta sia arrivata a Roma 2015, consacrata però nel 2017, quando dopo delle retate della procura erano stati arrestati Massimo Carminati, Michese Senese, la famiglia Casamonica e il clan Fasciani. Insomma, la capitale era rimasta senza capi, e quindi la ‘ndrangheta ha deciso di spostarsi in un nuovo ambiente. E di questo se ne vanta Carzo, in quanto nessun calabrese mafioso avesse mai provato nulla del genere.

Insieme ad Alvaro, che si muoveva senza troppi lussi, cercando di non dar nell’occhio e riuscendoci anche, sono stati arrestati anche i suoi familiari: la moglie Palamara e la figlia Palmira (accusate di intestazione fittizia con l’aggravante mafiosa, la prima ai domiciliari, l’altra in carcere), i cognati Antonio e Giovanni Palamara e i nipoti Bruno Palamara e Teodoro Gabriele Barresi (accusati di associazione di stampo mafioso).

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Dalla Calabria, invece, è stato anche arrestato il sindaco di Cosoleto, Antonio Gioffrè, eletto lo scorso maggio anche vicepresidente del parco dell’Aspromonte e candidato al comune di Cosoleto con la lista civica. È la terza volta che vince, sebbene già qualche anno fa era stato coinvolge in un’indagine antimafia, quella Cumbertazione, in cui si riteneva che avesse tentato di favore una ditta dei clan in una gara. Dal 2010 a oggi, poi, il comune vanta due accessi antimafia, conclusi però con un nulla di fatto. Dietro Gioffrè, però, c’era il clan Alvaro.

«Le complesse indagini svolte hanno consentito di appurare come i sodali della cosca Alvaro abbiano dato vita, nel territorio della capitale, ad un’articolazione (denominata locale di Roma), che rappresenta un ‘distaccamento’ autonomo, del sodalizio radicato a Sinopoli e Cosoleto». «La stessa costituzione del ‘distaccamento’ romano è stata in origine autorizzata dai massimi vertici della ‘Ndrangheta, operanti in Calabria».

«Anche prescindendo dalle singole vicende illecite, il legame tra la ‘casa madre’ sinopolese e la propaggine romana è stato sempre attivo e gestito con estrema cautela: le indagini hanno disvelato che, secondo una strategia ben specifica, i due capi del locale di ‘ndrangheta romani limitavano al minimo gli incontri di persona con i vertici calabresi, facendoli coincidere con eventi particolari, quali matrimoni o funerali, in occasione dei quali si sono svolti incontri fugaci ma risolutivi; nei casi di estrema urgenza, poi, gli incontri sono stati concordati mediante l’intermediazione di ‘messaggeri’». (FONTE)

Arresti in Calabria per l’inchiesta “Propaggine”

Indagati al momento in carcere:

  1. ALVARO Carmelo inteso “Bin Laden”, nato a Sinopoli (RC) il 02.01.1960
  2. ALVARO Carmine inteso “U Cuvertuni”, nato a Sinopoli (RC) il 16.06.1953
  3. ALVARO Domenico inteso “Micu u Merru”, nato a Sinopoli (RC) il 27.05.1976
  4. ALVARO Domenico, nato a Cinquefrondi (RC) il 14.09.1988
  5. ALVARO Francesco inteso “Ciccio Testazza”, nato a Taurianova (RC) 03.06.1957
  6. ALVARO Giuseppe inteso “Stelio”, nato a Sinopoli (RC) il 08.09.1969
  7. ASCRIZZI Alfredo, nato a Polistena (RC) 17.01.1998
  8. ASCRIZZI Ferdinando inteso “Nando”, nato a Catanzaro 10.12.1972
  9. CARMELITANO Francesco, nato a Taurianova (RC) 10.11.1966
  10. CARZO Antonio inteso “Ntoni Scarpacotta”, nato a Sinopoli (RC) il 20.03.1960
  11. CARZO Domenico inteso “Scarpacotta”, nato a Scido (RC) il 13.02.1941
  12. CASELLA Vincenzo, nato a Cinquefrondi (RC) 01.04.1988
  13. DURANTE Palermino Giuseppe inteso “Peppe u Palerminu”, nato a Cinquefrondi (RC) 20.05.1984
  14. LICASTRO Angelo inteso “Micu u Biondo”, nato a Taurianova (RC) il 03.04.1973
  15. LUPPINO Francesco inteso “Ciccio Mazza”, nato a Cosoleto (RC) 10.08.1948
  16. MODAFFERI Giuseppe, nato a Taurianova (RC) 26.09.1986
  17. MODAFFERI Raffaele, nato a Cosoleto (RC) il 16.01.1964
  18. PENNA Antonino, nato a Sinopoli (RC) il 21.05.1985 
  19. PENNA Carmela, nata a Palmi (RC) il 06.10.1983
  20. PENNA Carmine inteso “Zanchi”, nato a Sinopoli il 22.11.1979
  21. PENNA Giovanni, nato a Reggio Calabria il 23.08.1997
  22. RECHICHI Angelo, nato a Gioia Tauro (RC) 05.02.1978
  23. RECHICHI Antonino, nato a Cosoleto (RC) 19.11.1961
  24. RECHICHI Giovanni, nato a Polistena (RC) 06.08.1997
  25. SURACE Domenico inteso “Pulentuni”, nato a Cosoleto (RC) 14.11.1950
  26. VERSACE Antonio inteso “Ntoni u Brizzi”, nato a Cosoleto (RC) 29.10.1968
  27. VERSACE Carmelo “Melo u Jack”, nato a San Procopio (RC) 03.10.1960
  28. VERSACE Francesco inteso “Ciccio Jack”, nato a Cinquefrondi (RC) 14.04.1984
  29. VERSACE Giuseppe inteso “Peppe Jack”, nato a Cinquefrondi (RC) 10.06.1989

e indagati ai domiciliari domiciliari: 

  1. ALESSI Salvatore, nato a Polistena (RC) il 03.05.1995 – 
  2. ALVARO Antonio inteso “Massaru ‘Ntoni”, nato a Sinopoli (RC) il 01.01.1937 
  3. GIOFFRE’ Antonino, nato a Taurianova (RC) il 24.06.1975
  4. PANUCCIO Eugenio inteso “Genio”, nato a Oppido Mamertina (RC) il 04.08.1973
  5. RUSTICO Maurizio, nato a Cinquefrondi (RC) il 22.11.1980
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