Omicidio Laura Ziliani: confessa Mirto Milano, fidanzato di una delle figlie

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Ha lasciato tutti scossi la scomparsa e poi il ritrovamento del cadavere di Laura Ziliani, ex vigilessa di Temù, in provincia di Brescia, trovata morta l’8 maggio del 2021. Lascia scossi, perché al momento in carcere per il suo omicidio ci sono due delle sue tre figlie e il fidanzato della maggiore, che ha confessato proprio nelle ultime ore dopo un lungo interrogatorio in carcere, chiesto da lui stesso dopo la chiusura delle indagini da parte della Procura.

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Laura Ziliani

Laura Ziliani era un’ex vigilessa di Temù, madre e vedova dal 2012 di 55 anni, uccisa dalle sue stesse figlie in collaborazione con il fidanzato di una delle due. Per quanto, però, per noi esterni alla situazione sia stato uno shock, il sindaco Giuseppe Pasina ha sin dal principio detto chi avesse ucciso la donna, e anche perché. «Era tutto molto chiaro anche se i carabinieri e il magistrato continuavano a dirmi di non fare queste dichiarazioni».

Ha ricordato che hanno cercato la donna per «280mila chilometri per più di venti giorni. Nelle ricerche, focalizzate soprattutto nelle zone dove secondo le figlie sarebbe stata a passeggiare, sono state coinvolte fino a 300 persone al giorno», ma soprattutto: «il telefonino buttato lì in casa, l’orologio abbandonato: era evidente che qualcuno l’avesse portata fuori, poi, certo, si poteva sospettare di tutto o di tutti. Certo, le figlie non hanno mai detto com’era vestita, limitandosi a riferire che forse avesse una maglietta a mezze maniche ma non era il tipo da uscire così col clima che c’era. Qualcosa nel loro racconto non tornava».

Le figlia di Laura Ziliani sono tre: Silvia, Lucia e Paola. Paola e Silvia, ai tempi 27 e 19 anni, le abbiamo purtroppo conosciute fin troppo bene, non solo sugli schermi quando si fingevano disperate per la scomparsa e per la morte della madre. Paola, invece, è la figlia di mezzo, disabile, che viveva con la madre a Brescia e infatti è stata l’ultima a vederla per il viaggio da cui non sarebbe mai tornata. Ma adesso, finalmente, Laura avrà la giustizia che merita.

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Laura Ziliani con Paola e Silvia

Omicidio Laura Ziliani: la confessione del genero Mirto Milani

Mirto Milani, che è in carcere dal 24 settembre come la fidanzata e la cognata, ha ufficialmente confessato l’omicidio dell’ex vigilessa di Temù, avvenuto l’8 maggio del 2021, quindi più di un anno fa. Dopo un lungo interrogatorio in carcere, richiesto da lui stesso, l’uomo ha ceduto e ha raccontato cosa è davvero successo. Anche loro poi hanno chiesto di essere interrogate. Ricordiamo che «la causa del decesso è asfissia meccanica da chiusura delle aperture aeree, in un soggetto sotto l’influenza di benzodiazepine».

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Mirto Milani

L’8 maggio 2021 a dare l’allarme fu Silvia Zani, figlia maggiore, intorno alle 12: «Mamma è uscita di casa da sola verso le sette circa per andare a fare una passeggiata a Villa Dalegno. Non aveva il telefono e sarebbe dovuta rientrare alle dieci perché dovevamo andare insieme alla discarica per smaltire vecchio materiale», disse ai carabinieri. Per settimane si cerca la donna, la storia viene anche raccontata a Chi L’ha Visto, ma qualcosa non torna, finché non viene trovata una scarpa vicino al fiume, secondo gli inquirenti messa per depistare le indagini. Le due sorelle e il fidanzato della maggiore vengono scritti nel registro degli indagati, poi arrestati dopo il ritrovamento del cadavere.

Il movente sarebbe economico. «Il trio criminale» avrebbe ucciso Laura Ziliani «per mettere le mani sull’importante patrimonio immobiliare della donna». Tra l’altro, dalle intercettazione dopo 18 giorni dalla scomparsa sentiamo le due gioire per l’eredità: «Novecento euro, troppo figo, soltanto con quelli paghiamo l’anticipo per un’auto nuova e forse ci sta anche una vacanza». Da quando sono stati arrestati, nessuno dei tre ha aperto bocca, decidendo di non parlare e dire nulla, fino alla svolta delle ultime ore.

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