Millie Bobby Brown e la sessualizzazione delle ragazzine

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Non è una novità, e per questo non ci stupisce: Millie Bobby Brown, star di Stranger Things, è sessualizzata e trattata come se fosse un’adulta ancor prima che divenisse maggiorenne. Tuttavia, da quando ha spento le 18 candeline, la situazione è degenerata ed è stata lei stessa a rendersene conto tramite i commenti che riceve su Instagram. In un podcast ha raccontato di cosa sta vivendo, di come si sente, ma anche del problema in generale.

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Millie Bobby Brown
Photo by Matt Winkelmeyer/FilmMagic

Le donne sono viste come carne da macello, e spesso neanche la giovane età è un motivo per fermarsi dal pensare certe cose. C’è da dire che con l’era dei social, le ragazzine vengono rese più grandi con make up, abiti e acconciature che non sono idonee al make up, agli abiti e alle acconciature che, ad esempio, avevano le Disney star alla loro stessa età, dieci anni fa. Adesso è normale per una quattordicenne truccarsi e indossare abiti attillati, non solo per le vip, ma anche per le ragazzine comuni.

Questo però non deve sembrare come una normalizzazione. Ricordiamo sempre che una donna (e una persona, in generale) deve essere libera di indossare ed essere chi preferisce, senza dover correre il rischio che una banda di uomini (e persone, in generale) fraintenda le sue intenzioni, e questo perché non c’è proprio niente da fraintendere. Solo perché le ragazzine non usano più i trucchi delle Lelli Kelly ma quelli di Sephora, non autorizza qualcuno a poterle sessualizzare.

Solo perché un tempo indossavamo fiocchetti colorati e jeans e il massimo che mettevamo sul volto era un ombretto azzurro, mentre adesso le adolescenti indossano tacchi, vestitini e sono capaci di fare delle linee di eyeliner perfette, non dà il consenso a nessuno di fare sogni erotici su di loro o, addirittura, per fare il countdown per il giorno in cui diventeranno maggiorenni. La realtà raccontata da Millie Bobby Brown è la rappresentazione della società moderna, in cui non solo le donne, ma persino le ragazzine, sono viste come mera carne da macello.

Millie Bobby Brown e la testimonianza su cosa significhi crescere a Hollywood oggi

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Stranger Things

Durante un’intervista al podcast The guilty Feminist, Millie Bobby Brown ha voluto parlare dell’esperienza «travolgente» di crescere nell’industria dell’intrattenimento. Non è ovviamente la prima a parlarne, non è la prima baby star a diventare una famosa attrice, ma mentre prima ci si riduceva ai giornali e alle interviste, i social hanno reso tutto molto più quotidiano, in quanto basta aprire una foto per scrivere un commento non desiderato (perché un conto è esprimere la propria opinione su un fatto di attualità, un altro sull’aspetto fisico di una ragazzina).

«Qualsiasi diciottenne ha a che fare con il processo di diventare adulti, di avere relazioni sentimentali, amicizie e… di essere apprezzati e cercare di adattarsi. È tutto davvero “tanto” da gestire, mentre cerchi anche di capire chi sei. L’unica differenza è che, ovviamente, io lo sto facendo davanti agli occhi del pubblico. A volte può essere travolgente», ha detto Millie Bobby Brown, che il mese prossimo vedremo ancora una volta sul piccolo schermo di Netflix in Stranger Things, la serie tv che l’ha resa popolare in tutto il mondo.

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Millie Bobby Brown
AXELLE/BAUER-GRIFFIN + GETTY IMAGES

Ha raccontato di come nelle settimane prima dei suoi diciotto anni abbia percepito molto di più l’ipersessualizzazione rispetto agli ultimi anni: «Vedo una differenza tra come le persone agiscono e reagiscono sui social media dopo aver raggiunto la maggiore età. E fa schifo», ha detto, usando la sua esperienza per parlare di «cosa sta succedendo nel mondo» e di come «le ragazze più giovani – sia nel mondo dello spettacolo che nella vita quotidiana – vengano sessualizzate».

Millie Bobby Brown ha ovviamente detto che questo «è sempre successo e credo sarà così per sempre», e infatti già due anni fa denunciava questa situazione sui suoi social: «Questi commenti inappropriati, la sessualizzazione e insulti non necessari hanno ultimamente generato in me tristezza e insicurezze. Ma non verrò mai sconfitta. Continuerò a fare quello che amo e divulgare il messaggio per far cambiare le cose».

Ha anche raccontato di come «una volta sono stata criticata perché indossavo un abito scollato. Dovevano parlare proprio di questo? Perché non hanno parlato degli incredibili talenti che sono stati premiati quella sera o che erano con me sul red carpet?». Essere una vip, essere una giovane vip, è sicuramente una bella esperienza in quanto ti lancia nel mondo e hai un lavoro su cui poter contare, ma la società non ti rende la vita facile. Non lo fa per chi tosa l’erba, immaginiamo per chi vive costantemente sotto gli occhi di tutti.

Tra l’altro, ci fa molto rammarico, tristezza e disgusto scriverlo, ma semplicemente cercando su Twitter “Millie Bobby Brown” o il suo nome accompagnato da un hashtag, ci troviamo innumerevoli foto in cui la giovanissima ragazza è vittima di quello che è il fake porno, ovvero il suo volto messo sul corpo di attrici pornografiche, e con persino delle persone che commentano come se fosse lei. Il disgusto che provo verso la società moderna è così tanto che non è possibile neanche descriverlo a parole.

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